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Farnese - Il narratore di comunità Antonello Ricci chiude il cerchio dopo 20 anni con l'ultima iniziativa del genere

“Vi porto nella Selva del Lamone sulle orme di Dante… poi appenderò le scarpe al chiodo”

di Francesca Buzzi
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Farnese – Dante Alighieri e la Selva… non quella oscura, ma quasi.  Domenica 12 settembre nella riserva naturale regionale Selva del Lamone il narratore Antonello Ricci guiderà un evento tra quei sentieri così simili a quelli narrati da Dante.

“Un’avventura culturale, densa di significati e di emozioni – dice il sindaco di Farnese Giuseppe Ciucci -, che sarà anche l’addio di Antonello Ricci alle passeggiate-racconto, una persona per cui nutro una profonda stima. Un artista di livello che sa fa vivere le storie che racconta portando il suo pubblico in una dimensione magica ogni volta”.

La passeggiata in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante partirà alle 9 in piazza del Comune, a Farnese, proseguirà tra i sentieri della Selva e si concluderà alle 12 con una degustazione di vini locali.

Viterbo - Antonello Ricci

Antonello Ricci


Antonello Ricci, cosa avrà di particolare questa passeggiata su Dante?
“Questo è un anno importante e mi sono trovato a organizzare molti eventi danteschi – spiega Antonello Ricci -. Siamo già a quota cinque e altri potrebbero arrivare nei prossimi mesi. Ma ogni racconto è diverso e appassionante perché Dante tocca una miriade di argomenti da cui prendere spunto soprattutto perché le sue opere e la sua poetica parlano ancora molto al nostro presente. Dante è il poeta più amato, più ammirato e interpretarlo, raccontarlo, è sempre un’emozione forte, per nulla facile.

Alla Selva del Lamone partiremo, appunto, dalla selva. Dal Dante “vegetale”, ossia legato alla natura. Partiremo dal seme che diventa fiore e poi arbusto e, infine, selva.

Sono molti i richiami al mondo naturale nella Commedia. Uno su tutti l’incontro con Cacciaguida, nel XV canto del Paradiso, quando nel dialogo con il suo avo Dante per descrivere la Firenze del passato, più sobria e felice, attinge al lessico naturale parlando di seme, fronda, radice. E, ancora, in Dante ricorre la metafora dell’ortolano, del giardiniere, paragonato al poeta che deve mettersi non in competizione con altri poeti ma con Dio perché a Lui “invidia” la creazione delle cose dal nulla”.

Antonio Baragliu, il sindaco di Farnese Ciucci e Antonello Ricci

Antonio Baragliu, il sindaco di Farnese Ciucci e Antonello Ricci


Ma la Selva del Lamone, oltre ad essere un luogo magico e che ben si adatta a Dante, è un luogo magico per Antonello Ricci. Perché?
“La Selva del Lamone è per me il luogo da cui tutto è partito vent’anni fa – ricorda Antonello Ricci -. Qui, a Farnese, nella nostra Maremma, posto a me molto caro anche per la vicinanza con Ischia di Castro, paese d’origine di mia madre, è iniziata l’avventura delle passeggiate-racconto.

Vent’anni di incontri che poi mi hanno visto battere sentieri e raccontare storie in tutta la provincia, ma che sono partiti proprio da qui, grazie anche a una costante e proficua collaborazione con l’amministrazione locale. In questi ultimi anni, poi, tutto è stato ancor più semplice e bello grazie all’intelligenza e all’intraprendenza del sindaco Ciucci, del suo “braccio destro” Giuseppe Moruzzi e del direttore della Selva del Lamone Pierluca Gaglioppa.

Senza dimenticare Giovanni Antonio Baragliu, genius loci della Selva, luogo di cui conosce ogni filo d’erba e che sempre ci accompagna nei sentieri sassosi. Quei sassi residui delle antiche esplosioni laviche che tanto ricordano la descrizione che Dante Alighieri fa delle Malebolgie nel suo Inferno.

Qui dov’è cominciata, nella Selva del Lamone, concluderò domenica l’avventura ventennale delle mie passeggiate-racconto. Nell’idea che nella vita tutto si chiude come in un cerchio”.

Farnese - Una della passeggiata nella Selva del Lamone

Farnese – Una della passeggiata nella Selva del Lamone


Insomma, Antonello Ricci appenderà davvero le sue scarpe al chiodo? Come mai questa decisione?
“Sono passati vent’anni – dice Ricci – dalla prima passeggiata-racconto e di questi, gli ultimi 13 o 14 li ho vissuti a pieno, facendolo da professionista e dedicandomici quasi esclusivamente. Il format di questo tipo di eventi è nato strada facendo. Io e chi mi affiancava siamo stati precursori del genere, abbiamo cambiato la percezione della narrazione del paesaggio delle comunità locali. Esperienze che mi hanno dato tante belle soddisfazioni, come l’Anno degli Etruschi e quello del Cinema organizzati con Tusciaweb, gli eventi a Viterbo città e quelli in giro per la provincia. Ma arriva il momento in cui capisci che è finito un ciclo e questo è quel momento.

Io e Marco D’Aureli, delle Comunità narranti, lasciamo però una nuova generazione di narratori, i giovani usciti dal master che abbiamo fondato sul genere. Non vogliamo spezzare questa catena di emozioni, ma lasciamo il posto ai nostri apprendisti che sanno calcare le scene (e i sentieri) sempre meglio”.

Farnese - Il sindaco Giuseppe Ciucci

Farnese – Il sindaco Giuseppe Ciucci


L’evento di domenica 12 settembre, dopo il quale Antonello Ricci appenderà le sue scarpe al chiodo, si intitola “Esta Selva selvaggia è aspra e forte che nel pensier rinova… l’emozione”. E’ organizzato dal comune di Farnese, ente gestore della riserva, dalla riserva stessa e dalla proloco e vedrà la partecipazione, insieme a Ricci, dei narratori Olindo Cicchetti e Maria Morena Lepri e di Giovanni Antonio Baragliu, genius loci della selva di farnese.

Un appuntamento imperdibile in un posto imperdibile. “La Selva del Lamone occupa duemila e 20 ettari sui quattromila totali del comune di Farnese – dice in conclusione il sindaco Giuseppe Ciucci – quindi è facile capire quanto sia centrale per la nostra comunità e quanto ci teniamo a che questo posto sia amato e conosciuto sia dai nostri concittadini, che dai turisti. Gli eventi di questo genere lo impreziosiscono ancora di più fondendo la bellezza naturale e paesaggistica all’esperienza culturale”.

La passeggiata-racconto chiuderà l’estate Farnesana ed è stata organizzata dal comune, che è anche l’ente gestore della selva, dalla riserva naturale e dalla proloco.

Francesca Buzzi

 


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10 settembre, 2021

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