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Tribunale - Era accusato di violenza sessuale - Si sarebbe intrufolato a casa della donna con la scusa di un bicchier d'acqua

Accusato di aver palpeggiato il seno alla destinataria di un pacco, assolto

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Violenza

Violenza (Immagine di repertorio)


Soriano nel Cimino – (sil.co.) – A giudizio per violenza sessuale un corriere. L’uomo, un quarantenne, è stato accusato dalla destinataria di un pacco di essersi intrufolato a casa sua con la scusa di un bicchier d’acqua e di averle abbassato la maglietta palpandole il petto.

“Certo che con un seno così… “, le avrebbe detto, facendole intendere di non avere resistito alla tentazione di toccare quelle mammelle così prosperose.

Sarebbe successo verso le 17,30 del 31 agosto 2016 in un’abitazione al pianoterra di Soriano nel Cimino, dove l’imputato si sarebbe recato una prima volta il giorno prima per consegnare un pacco.

Invaghito dalle forme sinuose della donna, avrebbe provato a chiederle l’amicizia su Facebook senza successo. Il giorno dopo si sarebbe quindi rifatto vivo, a metà pomeriggio, stavolta con la scusa di un bicchiere d’acqua perché doveva prendere una medicina. 


Viterbo - L'avvocato Guido Conticelli

Il difensore Guido Conticelli


Il portoncino d’ingresso dell’abitazione sarebbe rimasto aperto durante il presunto approccio, come confermato ieri da un vicino di casa – interpellato dal difensore Guido Conticelli – che proprio a quell’ora sarebbe passato di fronte, vedendo il corriere che stava bevendo da un bicchiere. 

“Nulla di particolare ha però attirato la mia attenzione, un minuto dopo sono ripassato e il corriere era giù salito sul furgone”, ha sottolineato.

L’azione sarebbe stata fulminea. L’imputato si sarebbe avvicinato alla donna e in un lampo le avrebbe abbassato la maglietta, palpeggiandole quel seno prosperoso che già il giorno precedente doveva averlo attratto tanto.

“Con un seno così…”, le avrebbe detto lui, mentre lei lo respingeva con una spinta, dicendogli a sua volta “vattene via”, con fermezza ma “senza urlare, perché nell’altra stanza c’erano i miei figli piccoli e non li volevo spaventare”. 

La donna ha poi chiamato il marito e, che ha chiamato i carabinieri, i quali in breve hanno identificato il presunto maniaco. 

Il corriere, oltre a inviare la richiesta di amicizia tramite social alla vittima, è stato anche ripreso dalle telecamere di videosorveglianza dell’abitazione. Dai tabulati telefonici di entrambi, inoltre, a ulteriore conferma di quanto riferito dalla donna, non sono emersi contatti tra loro né il giorno stesso, né il giorno prima, a conferma che non avevano alcun tipo di rapporto. 

Nessun dubbio per la pm Paola Conti che l’imputato fosse meritevole di una condanna, anche se, chiedendo un anno e mezzo di reclusione, gli ha riconosciuto la lieve entità e il beneficio della sospensione condizionale della pena. 

Il difensore d’ufficio Conticelli, che non ha mai avuto il piacere di conoscere il suo assistito, ha chiesto l’assoluzione dall’accusa di violazione di domicilio in quanto è stata la stessa presunta vittima a farlo entrare in casa e dall’accusa di violenza sessuale perché non ci sarebbero stati i tempi tecnici tra quando il teste lo ha visto bere e quando, un minuto dopo, lo ha visto andare via. 

Il collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, dopo circa un’ora di camera di consiglio, ha assolto da entrambe le accuse l’imputato. 


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7 ottobre, 2021

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