La stazione dei carabinieri di Fabrica di Roma
Fabrica di Roma – (sil.co.) -“Vengo, sfondo te e la macchina, poi vado da tua madre e sfondo pure lei”, in un messaggio le prove che inchioderebbero l’imputata.
E’ ripreso ieri il processo per lesioni alla 25enne che verso le 11,30 del 5 luglio 2018 avrebbe preso a bastonate sui denti la sua (ex) migliore amica sulla piazza principale di Fabrica di Roma, procurandole danni ancora da calcolare, ma per non meno di 7-8mila euro, secondo il legale della parte offesa.
La vittima sarebbe stata colpita al volto con un manganello mentre era al volante della sua vettura nella centralissima piazza Duomo.
La novità è che il giudice Francesco Rigato, su richiesta della difesa della vittima, che si è costituita parte civile con l’avvocato Remigio Sicilia, ha acquisito un cd contenente le prove che inchioderebbero alle sue responsabilità l’imputata, tra cui il filmato della videosorveglianza del comune e l’audio di un messaggio di minacce inviato poco prima dell’aggressione.
Minacce che sarebbero state rivolte anche alla madre della vittima, sentita ieri in aula, la quale non ha saputo chiarire il movente della “spedizione punitiva”, che nessuna delle due ex amiche avrebbe mai rivelato neppure agli inquirenti.
– Presa a bastonate sui denti dalla migliore amica, 25enne alla sbarra per lesioni
“La sera prima erano al telefono tranquille come sempre. La mattina dopo mia figlia mi ha chiamato dal lavoro tutta spaventata, dicendomi ‘mamma, non aprire a nessuno, perché sta venendo Anna (nome di fantasia, ndr) con la madre e hanno detto che ti sfondano’. Poi ho sentito dietro un trambusto e poco dopo mia figlia mi ha richiamato per dire ‘è venuta con la madre e mi ha dato una manganellata, ho tutto sangue'”,
La donna si è precipitata in soccorso della figlia: “Aveva il labbro spaccato e le si muovevano tutti i denti, per cui l’ho portata al pronto soccorso dove ci hanno seguito Anna con la madre che le diceva ‘continua, continua a darle addosso’, mentre lei urlava ‘tanto ti sfondo, a te, tua madre a la macchina’. Sono venuti i carabinieri e ci hanno detto di restare chiuse dentro perché erano rimaste fuori. Mia figlia si è ritrovata con tutti i denti spostati, a distanza di tre anni deve fare ancora due impianti, alla fine le costerà non meno di 7-8mila euro”.
L’avvocato di parte civile Remigio Sicilia
L’imputata, fuori di sé, per l’appunto non si sa per cosa, avrebbe detto alla vittima “vengo, sfondo te e la macchina, poi vado da tua madre e sfondo pure lei”, minacce che secondo l’avvocato di parte civile sarebbero “lapalissiane” ascoltando l’audio contenuto nel cd depositato ieri al termine della testimonianza della madre della parte offesa.
Sicilia ha anche estratto dei fermo-immagine dal filmato della videosorveglianza consegnato ai carabinieri dalla polizia municipale di Fabrica di Roma e fatto copia della richiesta di archiviazione della denuncia per calunnia fatta dall’imputata (difesa d’ufficio dall’avvocato Tania Cesarini) nei confronti della vittima.
Il giudice ha preso tempo perché tutte le parti possano esaminare la nuova documentazione, rinviando la discussione, in programma ieri, al prossimo 10 marzo, quando è prevista anche la sentenza.
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