Civita Castellana – (g.f.) – “Valutare tutte le strade per evitare l’ingresso di privati in Talete ed elaborare uno studio di fattibilità per realizzare in ogni comune socio d’impianti fotovoltaici in aree non a uso agricolo”. È una delle mozioni approvate ieri in consiglio comunale, presentata da Valerio Biondi, consigliere Movimento 5 stelle, mentre in terza commissione si è discusso dell’uso di fitofarmaci in agricoltura.
“Ieri consiglio comunale – spiega Biondi – tra i punti all’ordine del giorno c’erano due mozioni, quella su Talete a nostra unica firma che, dopo una profonda discussione mercoledì pomeriggio in terza commissione, alla presenza dell’amministratore unico di Talete Genova, ieri è stata votata all’unanimità inserendo una piccola precisazione al testo originale.
Poi la mozione sul randagismo – prosegue Biondi – presentata dal sottoscritto e dalla consigliera Pd Tomei, passata in terza commissione ieri mattina e illustrata dettagliatamente dalla promotrice Valeria Lanzi, volontaria Enpa operante da anni nel nostro territorio contro la piaga del randagismo, dopo due aggiustamenti tecnici al testo originale è stata votata all’unanimità in consiglio”.
La seconda mozione, impegna l’amministrazione comunale ad attuare il progetto zero cani in canile, per contrastare il randagismo, con il sindaco Giampieri chiamato a informare i cittadini, incentivandoli a regolarizzare i propri animali, a segnalare e adottare quelli liberi sul territorio per sterilizzarli, microchipparli e toglierli dalla strada.
Ieri, sempre in terza commissione, avviato il tavolo di confronto sull’uso di prodotti fitosanitari in agricoltura, in particolare il glifosate. Presenti alcuni rappresentanti degli agricoltori.
“Per rispondere alle “accuse” lanciate dal biodistretto – spiega Biondi – i rappresentanti degli agricoltori hanno presentato i risultati delle analisi delle acque dalle quali emerge l’assenza di qualsiasi traccia di inquinamento derivante da tali prodotti, a dimostrazione dell’insussistenza del problema.
Avremmo gradito la presenza dei rappresentanti del biodistretto, invitati a partecipare, per avere una visione a 360 gradi sul tema.
Per contro, gli agricoltori hanno proposto di avviare una collaborazione con le istituzioni per trovare una soluzione al problema della cimice, coordinandosi magari anche con l’università della Tuscia, al fine di permettere una riduzione dell’utilizzo di insetticidi per combattere tale problematica”.
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