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Elezioni amministrative 2021 - Il commento post voto di Valerio De Nardo

“Insieme per Vitorchiano”, una lista vincente da quasi trent’anni…

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Valerio De Nardo

Valerio De Nardo

Vitorchiano - Il sindaco Ruggero Grassotti

Vitorchiano – Il sindaco Ruggero Grassotti

Vitorchiano – Riceviamo e pubblichiamo – “Insieme per Vitorchiano”, lista vincente da quasi trent’anni.

La schiacciante affermazione di Ruggero Grassotti nella sfida con il senatore della Lega – Salvini premier Fusco alle elezioni comunali di Vitorchiano è per me motivo di soddisfazione: per la travolgente vittoria di un amico che stimo, perché è il segno di una buona politica capace di affermarsi, di una esperienza civica che, parlando il linguaggio dell’amministrazione efficiente, è in grado di competere con espressioni partitiche nazionali che pure lì prevalgono nel voto politico, perché in questo senso, forse, è apparsa un po’ una challenge Davide contro Golia.

Ma questa vittoria racconta anche una storia che non nasce oggi e che forse è bene rammentare.

Quando arrivai nella Tuscia, poco meno di trent’anni fa, m’imbattei in un gruppo di attivisti civici di quel piccolo comune (al censimento del 1991 contava 2mila 554 abitanti), che avevano dato vita a un “giornalino”, Oltre le mura, al quale in qualche modo collaborai. Erano i tempi di Tangentopoli, della fine della prima Repubblica, di partiti dalla lunga storia che si dissolvevano, di pubblici ministeri superstar e leader politici processati nelle piazze e nelle aule di tribunale.

Al 25 marzo del 1993 risale la legge 81, che disciplinò l’elezione diretta del sindaco. Alle successive consultazioni amministrative del 6 giugno 1993 quel gruppo di attivisti diede vita alla lista “Insieme per Vitorchiano”, che elesse sindaco Plinio Vagnozzi, neanche quarantenne. Plinio venne quindi rieletto nel 1997. Nel 2001 toccò a Gemini Ciancolini guidare la lista e divenire primo cittadino, bissando il mandato nel 2006. Nel 2011 “Insieme per Vitorchiano” vinse ancora, eleggendo sindaco Nicola Olivieri, a cui poi succedette nel 2016 Ruggero Grassotti, che è stato poi appena riconfermato per un altro quinquennio lunedì scorso.

Nel frattempo Vitorchiano, con una tendenza anagrafica opposta a quella dei tanti comuni della Tuscia caratterizzati da un forte invecchiamento, ha raddoppiato la propria popolazione, che ha superato i 5mila 200 abitanti, ed è divenuto attraente dal punto di vista turistico e molto vivace sul versante economico. Tanto per dire: un viterbese che voglia andare a vedere un film non ha pressoché alternative che recarvisi. Anche gli avversari politici dell’amministrazione uscente e oggi rientrante hanno spesso dovuto riconoscere che tanto il borgo quanto le frazioni sono curati con attenzione, che i servizi di base funzionano, che l’immagine del paese è certamente positiva.

Ebbene, al di là dei sindaci che l’hanno guidata, “Insieme per Vitorchiano” è una formazione politica – una comunità di uomini e di donne direbbe qualcuno – più “vecchia” di tutte quelle esistenti nel Parlamento italiano: in esso esistono infatti i gruppi di Forza Italia, formazione politica nata nel gennaio del 1994. Non tenendo conto degli anni dal 2008 al 2013, nei quali la sigla fece posto a quella del Popolo delle Libertà, possiamo affermare che essi – una volta che la Lega nord non è più rappresentata nelle aule parlamentari – costituiscano l’espressione della lista più “antica” della politica italiana.

Questa esperienza politica di provincia, con il suo nome e il simbolo solamente aggiornato con un hashtag in più prima di insieme e l’immagine del Fedele – il trombettiere simbolo del legame del paese con il Campidoglio romano – ha saputo sopravvivere per un trentennio, animato da un gruppo in cui si ritrovano varie ispirazioni ideali, ma che ha sempre saputo focalizzare il proprio saper essere, in pieno spirito civico, una comunità intelligente a servizio della comunità più ampia, accompagnando la crescita del paese attraverso decenni di grande trasformazione.

Si tratta di un gruppo in cui ci sono persone attive in esso fin dalle origini, ma che ha sempre saputo rinnovarsi selezionando nuova classe dirigente e resistere anche a contrapposizioni dure, come cinque anni fa, quando Gemini Ciancolini decise di concorrere (e perdere) contro la lista che lo aveva portato a diventare sindaco per due volte.

Ecco: mentre dunque mi associo alle congratulazioni e agli auguri di buon lavoro a Ruggero Grassotti, mi piace di avere raccontato la storia di un piccolo pezzo di politica italiana, che forse in sordina ma con grande tenacia esiste e resiste nella Tuscia da quasi trent’anni mentre il frullatore rimescola continuamente le carte, le formazioni, i nomi, i simboli della grande politica.

Valerio De Nardo 


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6 ottobre, 2021

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