Viterbo – E’ l’archivista del Papa e al tempo stesso una delle voci più originali delle letteratura portoghese moderna. Sabato prossimo, alle 11, a Viterbo. E’ il cardinal José Tolentino de Mendonça. La messa celebrata dal cardinale nella cattedrale di piazza San Lorenzo sarà invece dedicata a papa Giovanni XXI, l’ultimo e solo papa portoghese della storia. Sepolto a Viterbo in fondo a sinistra all’interno del Duomo. Dopo essersi fatto saltare in aria il 20 maggio 1277 in un’ala di palazzo dei Papi.
“Tre asterischi non glieli toglie nessuno – fa presente Vincenzo Ceniti console del Touring club che coordina il comitato Dante VII che ha organizzato l’incontro -. Unico papa portoghese della storia, unico papa medico e unico papa a godersi il Paradiso della Commedia. Giovanni XXI, il Pietro ispano di dantesca memoria. La sua tomba venne più volte rimossa e ristrutturata. L’ultimo intervento risale al 2000.
Il cardinal José Tolentino
Assieme a Tolentino, anche l’ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede, Antònio Almeyda Lima. Con loro interverranno inoltre il vescovo Lino Fumagalli, Antonino Scartelli del comitato Dante VII e Vincenzo Ceniti.
“Giovanni XXI fu uno dei protagonisti della Viterbo papale del XIII secolo. Venne eletto a Viterbo nel 1276 dove morì tragicamente un anno dopo il 20 maggio 1277. E poi perché s’è fatto conoscere per il suo trattato di logica, le Summule logicales, che fece testo di insegnamento per molti anni e che attirò l’attenzione di Dante nella Commedia. Paradiso Canto XII, 134. Non solo filosofo, ma anche medico-mago, come lo considerarono i contemporanei. Il suo trattato Thesaurus pauperum fu utile per le varie malattie soprattutto ai poveri”.
Dopo Giovanni XXI seguirono una serie di antipapi, tra cui Giovanni XXII, eletto alla fine del duecento, che mantenne la sede ad Avignone. Ci vorranno poi secoli prima che un altro papa prendesse questo nome. Giovanni XXIII, il papa del concilio Vaticano II.
Viterbo – La cattedrale di piazza San Lorenzo
“Il papa portoghese poi non finisce mai di stupire – commenta Ceniti -, soprattutto se pensiamo al crollo del soffitto del suo studiolo che s’era fatto costruire in un’ala del palazzo dei Papi. Sembra che il botto mortale sia avvenuto per uno dei tanti esperimenti chimici che era solito fare senza le dovute precauzioni. Ma c’è anche il mistero del suo numerale. Pare che sia errato: non XXI ma XX. L’autore della sua effige nella seicentesca galleria dei Papi di palazzo Altieri ad Oriolo Romano se l’è cavata scrivendo Giovanni XX detto anche XXI”.
Viterbo – Vincenzo Ceniti
Sabato prossimo, Tolentino e l’ambasciatore Almeyda Lima in cattedrale a Viterbo, cresciuti entrambi a cavallo tra la fine della dittatura, e del colonialismo, e la democrazia nella seconda metà degli anni ’70. Tolentino ha vissuto la sua infanzia in Angola con il padre che faceva il pescatore. Una delle colonie portoghesi dove il conflitto armato si è prolungato poi per altri vent’anni. Passato anche lui per le università dei gesuiti, così come il vescovo Fumagalli, il cardinal Tolentino è uno degli intellettuali più importanti del suo paese. Il suo lavoro comprende poesie, saggi e opere teatrali”.
Viterbo – La tomba di Giovanni XXI all’interno della cattedrale
“Tolentino – prosegue Ceniti – riveste l’incarico di Archivista e bibliotecario di Santa Romana Chiesa ed è membro della commissione scientifica per il 700° Centenario della morte di Dante presieduta dal cardinal Gianfranco Ravasi. Originario di Madeira (1965), è stato nominato cardinale da papa Francesco nel 2019. Antònio Almeida Lima fa il diplomatico dal 1983, ha lavorato a New York, Londra, Bruxelles, Maputo, Rio de Janeiro. In passato direttore per l’America del Nord e l’Africa al ministero degli Affari Esteri, è stato Capo del protocollo di stato dal 2012 al 2017. Attualmente è ambasciatore del Portogallo presso la Santa Sede e il Sovrano Militare Ordine di Malta”.
Daniele Camilli
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