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Coronavirus - Il presidente di Codacons Carlo Rienzi sull'aumento esponenziale nel Lazio di certificazioni per malattia a partire dal 15 ottobre e sull'esposto presentato in procura: "Si preferisce ricorrere a sistemi alternativi ricattatori che poi provocano malcontento e proteste"

“Lo stato dovrebbe avere il coraggio di rendere obbligatorio il vaccino…”

di Maurizia Marcoaldi
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Viterbo – (ma.ma) – “Noi siamo contro il green pass obbligatorio per i lavoratori, ma siamo ancora di più contro i certificati falsi per passare come malati ed evitare l’obbligo di vaccinale. Secondo noi lo stato dovrebbe avere il coraggio di fare una legge e rendere obbligatorio il vaccino. Questa sarebbe la strada da percorrere”. Il presidente di Codacons Carlo Rienzi è chiaro e netto in merito alla sua posizione, e a quella dell’associazione, sull’aumento esponenziale nel Lazio di certificazioni per malattia a partire dal 15 ottobre, giorno in cui è entrato in vigore l’obbligo di vaccino anti Covid per i lavoratori.


Viterbo - Il presidente di Codacons Carlo Rienzi

Il presidente di Codacons Carlo Rienzi


Il dubbio di Rienzi è che questo aumento sia strettamente collegato alla scelta di molti dipendenti, pubblici e privati, di non volersi sottoporre al vaccino e neanche ricorrere al tampone. Sprovvisti di green pass, alcuni di loro ricorrerebbero quindi all’assenza per malattia. Codacons ha posto sotto la lente di ingrandimento la vicenda e nei giorni scorsi ha dichiarato di aver presentato un esposto in 5 procure del Lazio.

“Il Codacons – affermava la nota dei giorni scorsi – ha deciso di fare chiarezza sull’abnorme crescita delle certificazioni per malattia presentate dai lavoratori della regione a far data dal 15 ottobre, numeri che potrebbero realizzare veri e propri reati, come quello di falso ideologico e truffa aggravata. Il boom di certificati per malattia presentati dai lavoratori del Lazio dal 15 ottobre – data di ingresso delle norme sul green pass – ad oggi –, finisce al vaglio delle procure della repubblica di Roma, Latina, Frosinone, Viterbo e Rieti”.

“Questa crescita di certificazioni fa sorgere il sospetto che siano collegate alla mancanza di green pass da parte di molti lavoratori. Adesso la magistratura dovrà acquisire questi certificati e fare perizie sui cosidétti presunti malati e poi si vedrà. Certamente il dato è significativo ed è sospetto”, aggiunge Rienzi.

Il riferimento è proprio a quei numeri che Codacons stesso ha reso noti nei giorni passati. “Nel Lazio i certificati presentati lo scorso 15 ottobre – si legge – sarebbero stati 9.787 contro i 7.742 del venerdì precedente, con un aumento del +26,4%, mentre il 18 ottobre, con l’avvio della prima settimana lavorativa con le nuove disposizioni, il loro numero risulterebbe pari a 19.241, con un incremento del +11,4% rispetto al lunedì precedente”.

“Uno stato serio – conclude Rienzi – prende e fa una legge e dice ‘siete obbligati a fare il vaccino’, poi la corte costituzionale decide se è giusto o non è giusto. Ma non è che si può mettere in atto una forma indiretta di pressione ricattatoria e si dice ‘se non te lo fai ti licenzio’, ‘se non lo fai non vai al cinema o a mangiare’. Non è questo il modo giusto perché poi si provocano risentimenti da parte di coloro che hanno molto a cuore i principi di libertà e autodeterminazione. Questi sistemi alternativi ricattatori portano malcontento, proteste e manifestazioni”.


 – Boom di certificati per finte malattie, esposto in 5 procure per falso ideologico e truffa aggravata


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25 ottobre, 2021

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