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Politica - Il presidente della regione alle celebrazioni per il quarantennale della scomparsa del sindaco di Roma - Panunzi: "Istituiamo una borsa di studio all'Unitus" - FOTO

Zingaretti: “Luigi Petroselli è stato un grande viterbese”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Luigi Petroselli è stato un grande viterbese”. Il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti da poco è in sala Regia a palazzo dei Priori, a Viterbo. Una ventina di minuti prima, invece, al San Lazzaro, il cimitero a nord della città dei papi. Quarant’anni fa moriva Petroselli, il sindaco più amato di Roma, al punto che i romani gli hanno dedicato la via che collega il Campidoglio con il teatro di Marcello. Una delle più importanti della città eterna.


Viterbo - Sala Regia - Le celebrazioni per i 40 anni dalla morte di Luigi Petroselli

Viterbo – Sala Regia – Le celebrazioni per i 40 anni dalla morte di Luigi Petroselli


“Dedichiamo a Petroselli una borsa di studio all’università della Tuscia”, ha invitato poi a fare il consigliere regionale Enrico Panunzi rivolgendosi al rettore Stefano Ubertini seduto anche lui in sala. Perché Viterbo, in qualche modo, con questo “grande viterbese”, è stata un po’ ingrata. Soltanto una via fuori le mura e un’epigrafe che lo ricorda studente del liceo classico dedicato al partigiano Mariano Buratti.

Con Zingaretti e Panunzi, a palazzo dei Priori, al tavolo, c’erano il sindaco Giovanni Arena e l’ex deputata Angela Giovagnoli. In sala, anche il presidente della provincia Pietro Nocchi, il rettore dell’università degli studi della Tuscia Stefano Ubertini, l’assessora e il consigliere regionali, Alessandra Troncarelli ed Enrico Panunzi, la consigliera Lina Delle Monache, Alessandro Mazzoli del Pd e il consigliere Alvaro Ricci. Poi i rappresentanti sindacali e di alcune organizzazioni di categoria. Tra queste la Cna con la segretaria Luigia Melaragni. Con loro Andrea Rusich, autore del filmato su Petroselli proiettato in sala regia, e la nipote di Petroselli, Danila Corbucci, tra le organizzatrici dell’evento di ieri.


Viterbo - Luigi Petroselli

Viterbo – Luigi Petroselli


“Il cuore dell’esperienza politica e di governo di Petroselli – ha detto Zingaretti – è stato il voler accorciare le distanze tra il centro e la periferia, riconoscendo l’esistenza di interi quartieri e portando in questi ultimi servizi essenziali. La periferia è diventata in questo modo parte della città”.

Luigi Petroselli, sindaco di Roma dal 1979 al 1981. Il suo ultimo anno, quando è morto. Lavorando da sindaco. Era la Roma delle borgate e delle baraccopoli sotto i ponti, a ridosso degli acquedotti e su colle oppio. Dove non c’era niente, se non fango e case senza acqua né niente. Qui Petroselli portò l’acqua, i servizi, gli asili, i centro sociali per gli anziani, gli autobus. Accorciò le distanze e unì la città in un solo tessuto urbano.

“Era la prima volta – ha ricordato Angela Giovagnoli – che un figlio del popolo diventava sindaco della capitale, il figlio di un operaio, Giulio, tipografo di Pianoscarano”. Il quartiere dove è nato Petroselli, a qualche passo di distanza dalla chiesa di Sant’Andrea. Quartiere a sua volta operaio e popolare. Dove c’è la sede del partito comunista con la Biferali, la sezione che porta il nome del gruppo partigiano viterbese spedito a Viterbo da Roma per formare un Gap nel capoluogo della Tuscia. I gruppi di azione patriottica svolgevano ruoli durissimi e di scontro diretto con nazisti e fascisti. Direttamente all’interno dei contesti urbani, con attentati e lotta armata. Un gruppo che a Viterbo disponeva anche di una vera e propria polveriera all’interno del vecchio ospedale della città in piazza San Lorenzo. Custodita da tre suore.


Viterbo - Il presidente della regione Nicola Zingaretti

Viterbo – Il presidente della regione Nicola Zingaretti


Sempre a Pianoscarano c’era anche la storica sede dell’Arci, dove adesso si trova il circolo Cosmonauta. Petroselli è tentato dal seminario, poi passa alla lotta politica con il partito comunista. Da studente e poi da militante e dirigente del movimento operaio. Arrestato per aver organizzato l’occupazione delle terre dei Colonna a Bomarzo, Petroselli diventa prima consigliere comunale a Viterbo, ai tempi delle prime dilaganti speculazioni edilizie in città, poi va a Roma a sostituire Berlinguer diventato nel frattempo segretario nazionale del partito. 


Viterbo - Il consigliere regionale Enrico Panunzi

Viterbo – Il consigliere regionale Enrico Panunzi


Petroselli a Roma è protagonista assoluto della vittoria del partito comunista alle elezioni comunali del 1975 e alla formazione della giunta di Giulio Carlo Argan, storico dell’arte tra i più importanti di sempre. Un sindaco voluto con forza da Petroselli stesso per far metabolizzare meglio ai romani, anche i più scettici, la prima giunta della capitale con i comunisti nei punti chiave. Sono gli anni della lotta al terrorismo, del movimento del ’77 e del rapimento di Aldo Moro.

Gli anni di piombo, ma anche quelli dell’Estate romana della giunta Argan. Anche questa una risposta al terrorismo. Una risposta coinvolgendo le piazze e i romani. Invitandoli ad uscire e a continuare a vivere, affrontando così i terroristi che nel frattempo uccidevano, mentre il conflitto sociale in Italia mano mano si andava spegnendo. Con Roma che si preparava a celebrare due imponenti funerali. E il primo fu proprio quello di Luigi Petroselli, nell’ottobre del 1981. Il secondo di Enrico Berlinguer, tre anni più tardi. Petroselli era stato rieletto da poco. Con più di 130 mila preferenze. Il più alto di sempre.


Viterbo - Danila Corbucci (sulla sinistra)

Viterbo – Danila Corbucci (sulla sinistra)


“La vita di Petroselli è stata un meraviglioso viaggio di chi ha amato la vita – ha detto Panunzi durante il suo intervento -. Un politico con una visione complessa e articolata, che detestava i settarismi”.

“Una persona straordinaria – ha sottolineato Arena -, umile e leale. Ha dato un’impronta con l’esempio. Una vita intensa”.

“Ho conosciuto pochissimo Petroselli – ha concluso infine Panunzi -. L’idea che ho di lui me la sono fatta soprattutto attraverso i ricordi”. Enrico Panunzi è uno degli organizzatori delle celebrazioni per commemorare la scomparsa di Petroselli. Assieme a Danila Corbucci, Luigia Melaragni, Alessandro Mazzoli e Giuseppe Parroncini. Ogni anno, con Giovanni Arena e Pietro Nocchi, il 7 ottobre sono al cimitero San Lazzaro davanti alla tomba di Petroselli. Con loro anche le sorelle e la moglie Aurelia e il segretario generale del Pd provinciale. Da qualche anno la segretaria Manuela Benedetti. Stavolta c’era anche la sindaca appena eletta di Montefiascone, Giulia De Santis.


Viterbo - Angela Giovagnoli

Viterbo – Angela Giovagnoli


“Luigi Petroselli quando andava in un posto – ha ricordato Panunzi -, arrivava sempre un’ora prima, faceva il giro dei bar e delle osterie per capire quali erano i problemi delle persone. La sera poi capitava spesso che si fermasse a dormire. E dormiva nei granai.
Sacrificio, passione, dedizione, impegno. Un’altra generazione. I valori di Petroselli che hanno fatto grande la nostra democrazia.
Valori che devono caratterizzare il presente e le generazioni future”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Nel ricordo di Luigi Petroselli

Articoli: Angela Giovagnoli: “Luigi Petroselli aveva come riferimenti fondamentali democrazia e libertà” – “La vita di Petroselli è stata un meraviglioso viaggio di chi ha amato la vita”


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8 ottobre, 2021

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