Montalto di Castro – Riceviamo e pubblichiamo – Uno potrebbe chiedersi cosa c’entra la foto di una padella sporca in un lavandino con il problema degli orari scolastici scaglionati e delle poche corse del trasporto pubblico che sta interessando la Tuscia? C’entra eccome, purtroppo. Perché troppo spesso il tema viene sottovalutato o circoscritto al solo problema del tempo.
Stare fuori casa fino a dodici ore continuate implica necessariamente la risoluzione del problema alimentare.
Eh già, perché i nostri ragazzi mangiano, hanno questa cattiva abitudine e per di più alla loro età dovrebbero mangiare tanto e anche bene.
Addio a pastasciutte fumanti, secondi caldi, contorni di verdure e frutta a meno che non si portino a scuola un cestino termico da pic-nic. Eppure la politica da sempre si straccia le vesti e si riempie la bocca di dichiarazioni e intenti per preservare e migliorare il benessere alimentare dei ragazzi.
Ma qualcuno ci pensa a questo problema o le famiglie (che non scordiamolo pagano fior di tasse per mantenere i servizi pubblici scuola, salute, e trasporti) devono arrangiarsi e lasciare che i loro figli si nutrano per l’intero anno con merendine, panini, hamburger e simili? Oltre al forte disagio psico-fisico dovuto al poco tempo a disposizione per lo studio, lo sport e il tempo libero che aumenta pericolosamente il loro livello di stress, si aggiunge quello dell’alimentazione.
In fin dei conti sono ragazzi. Cosa vuoi che siano dodici ore fuori casa e che si arrangino in qualche modo loro e le loro famiglie senza protestare più di tanto.
Questa è la risposta che la regione Lazio vuol dare? Sicuramente no, ma allora è necessario che i responsabili dei servizi trovino il prima possibile una soluzione. O rivediamo gli orari di ingresso e uscita o aumentiamo le corse dei mezzi pubblici. Altre soluzioni non ci sono.
Francesco Corniglia
Consigliere comunale Montalto di Castro
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