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Viterbo - La proposta di Renato Petroselli

“Trasformiamo palazzo degli Alessandri in Casa Tuscia intitolando una sala a Luigi Petroselli”

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Viterbo - Piazza San Pellegrino e palazzo degli Alessandri

 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La nostra Viterbo ha ospitato molti amministratori pubblici, nostri rappresentanti del popolo tutto appartenenti al alla città, alla provincia e alla regione.

Come cittadino viterbese e quindi del territorio definito anche Tuscia, ho avuto uno scatto di orgoglio. Nella magnifica sala conosciuta, grazie ai magnifici affreschi del 500, come Regia si è ricordata la figura, soprattutto umana di un viterbese, nato nel popolare quartiere medievale di Pianoscarano, che ha avuto idee lungimiranti come amministratore della cosa pubblica.

La sua crescita come uomo, rappresentante del popolo, che dedicava tempo agli “altri” ha lasciato tracce importanti nel tessuto urbano della città di Roma, ma anche nei cuori degli abitanti tutti della città, capitale d’Italia. Alcuni hanno definito l’uomo Luigi Petroselli, con l’ appellativo di “etrusco ” che partendo appunto dalla Tuscia è arrivato a Roma come sindaco di Tutti, anche di coloro che poco frequentavano il centro della bella Roma.

Noi come viterbesi, sappiamo che la storia della Viterbo, non è soltanto quella dei Papi, anche se è di grandissima importanza come valore sociale, culturale, ma ricordiamo che ancor prima dell’era, definiamola “Papale”. Era un popolo che già conosceva non solo la “spiritualità” ma anche l’importanza di essere comunità e aggregazione di popolo.

Per la città di Viterbo è molto importante il palazzo dei Papi come però potrebbe essere la storia delle sue genti, degli abitanti dei 60 comuni del territorio della provincia denominata Tuscia viterbese. Noi sappiamo che nel bel quartiere di San Pellegrino, nato come borgo nobile, divenuto poi popolare, esiste un bel Palazzo del XIII che rappresenta la magnificenza del sapere di un popolo costruttore di cose belle da poter vivere.

Il palazzo definito degli Alessandri, di proprietà dell’ente provincia, facciamolo vivere come “Casa Tuscia”, facciamolo sentire veramente di appartenenza di tutto il popolo della Tuscia, trasmettiamo alle nuove generazioni le nostre storie del passato, diamogli vita come “vetrina” delle amministrazioni del territorio viterbese. I nostri concittadini del passato chiusero a chiave un palazzo celebre, noi contemporanei invece di chiudere.

Apriamo a tutti ciò che la storia ci ha lasciato, magari intitolando anche una sala espositiva al nostro caro Luigi. Lui come persona lungimirante anche per il futuro del popolo ci avrebbe di certo pensato.

Renato Petroselli


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8 ottobre, 2021

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