Viterbo – Colpo di scena. In seguito ad un decreto della Congregazione del Santo Uffizio, chi è iscritto al Partito Comunista non può partecipare ad eventi religiosi. Cinque “compagni-facchini” rischiano di non portare la “Macchina” con grande preoccupazione per tutti. Ci mette una pezza la curia vescovile di Viterbo che chiarisce: “La Macchina di Santa Rosa è una manifestazione civile”. E tutto si risolve.
Viterbo – Don Salvatore Del Ciuco alla prima Messa
Nel 1949, la Macchina non aveva quell’effetto mediatico di oggi. Pensate che a mezzogiorno di quel 3 settembre si teneva in piazza del Plebiscito un concerto bandistico e che il trasporto veniva preceduto, intorno alle 17, dalla processione col cuore di santa Rosa. Non solo. Alle 21,30 sempre in piazza del Plebiscito, il maestro Otello Benedetti dirigeva la banda musicale di Vallerano con la Macchina già arrivata a Santa Rosa (bisogna ricordare che nel 1949 vigeva l’ora solare). Al tutto si aggiunga che alle 15 al campo sportivo si disputava il concorso ippico internazionale e che in tarda serata erano in programma i fuochi artificiali. Ve l’immaginate oggi una cosa del genere?
Il 1949 è la vigilia dell’Anno Santo. Anche Viterbo si prepara ad accogliere i pellegrini convenuti a Roma. C’è chi propone di montare la Macchina di Santa Rosa in piazza San Pietro, ma non se ne fa nulla.
Si ammodernano i pochi alberghi esistenti. Il più qualificato resta il Nuovo angelo di seconda categoria in via dell’Orologio Vecchio gestito dal signor Giuseppe Moscucci sempre in abito nero con farfalletta. Se ne inaugura anche uno nuovo, l’Hotel Terme, a piazzale Gramsci. Sempre a piazzale Gramsci apre la trattoria “Il Bersagliere”.
In vista del Giubileo, l’editore Sorbini stampa la nuova guida di Viterbo, una miniera di dati di ogni genere, da quelli turistici, a quelli industriali, commerciali e agricoli della provincia di Viterbo. La città è presidiata da una nutrita batteria di “vespasiani” per le minzioni “stradali” degli uomini. Ce ne sono di due tipi. Quello più semplice consiste in uno scolatoio catramato addossato al muro e ricavato in un angolo di fabbricato. Quelli più raffinati somigliano a piccole carrozze di tram, a due posti, fatti di ghisa o di ferro. Uno di questi viene maldestramente sistemato all’angolo tra via Monte Asolone e piazza Crispi a ridosso dell’attuale museo. Dopo ripetute proteste il comune lo rimuove.
Viterbo – La locandina della “Peregrinatio Mariae” del 1949
Il 1949 è l’anno della Peregrinatio Mariae. L’immagine miracolosa della Madonna della Quercia viene portata tra le varie parrocchie della diocesi dove è accolta con grande devozione. Va anche nel carcere di Gradi dove è trattenuto Arnaldo Graziosi accusato di aver ucciso la moglie. Verrà graziato da Gronchi. A maggio la Madonna riscuote un grande tripudio ai Cappuccini in coincidenza con le feste del Beato Crispino. Quella scena l’ho davanti agli occhi. In via Monte Pertica una vecchietta affacciata alla finestra, con le lacrime agli occhi grida “Evviva la Madonna della Quercia”.
Salvatore del Ciuco celebra la sua prima messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea a Viterbo nel quartiere di Pianoscarano. E’ il 29 giugno 1949. Assistono il direttore del seminario regionale monsignor Dino Tommassini e il padre spirituale monsignor Antonio Angioni. L’ordinazione sacerdotale avvenne tre giorni prima, il 26 giugno, alla presenza del vescovo Adelchi Albanesi.
Le Messe domenicali più “in” cui partecipa la Viterbo bene restano quelle a Sant’Ignazio e al Suffragio. Molti mariti attendono le mogli fumando davanti alle rispettive chiese. Poi il rituale acquisto delle pastarelle al Gran Caffè Schenardi o al bar Minciotti all’inizio del Corso, dove ora si trova il Monte dei Paschi. In quel bar lavora il maestro pasticcere Alfonso Antoniozzi (nonno del noto baritono viterbese) che poi aprirà una pasticceria in piazza Crispi. Orson Welles gira a Viterbo alcune scene del suo capolavoro “Otello”. Utilizza, tra le varie inquadrature, la Loggia del Palazzo dei Papi da cui si ammira, con un ardito montaggio, la laguna di Venezia. La macchina da presa entra anche all’interno della chiesa di Santa Maria della Salute dove è ricostruita la “mortale” camera da letto di Desdemona. Villa Lante è in degrado. Giardini e fontane abbandonati, sculture cadenti, ovunque erbacce e disdoro. Servono a poco le sollecitazioni alla proprietaria di allora, la marchesa Dusmet. Arriva a Viterbo il primo film in technicolor. Ma non ha un successo immediato.
In piazza delle Erbe accanto a poche auto sostano due “botticelle”, dette carrozzelle. Svolgono il normale servizio di taxi, soprattutto alle stazioni di Porta Romana e Porta Fiorentina. Ricordo che uno dei conducenti era zoppo e si chiamava Casanova.
Viterbo – La loggia del palazzo dei Papi a Viterbo di fronte al mare
Tra i personaggi caratteristici di Viterbo si fanno largo la “Catterina” e “Pizzaecacio” che è un ambulante tuttofare. D’inverno vende le caldarroste, a Carnevale i coriandoli e le stelle filanti, d’estate il gelato con un carrettino dotato di due coperchi a forma di asso di coppe che proteggono la ghiacciaia. Ha una particolare macchinetta per preparare il gelato tra due cialde. Ottimo quello di limone.
Viterbo partecipa alla Fiera di Roma con un megastand allestito dalla camera di commercio e dotato di alcune eccellenze della Tuscia. Lo scultore viterbese Francesco Nagni entra nella selezione finale per le nuove porte di San Pietro a Roma. Tempi duri per l’accalappiacani: Si sollecita un servizio più efficiente, dato che molti cani senza guinzaglio girano indisturbati per le vie della città.
Alcune notizie sul piano nazionale. De Gasperi è il presidente del consiglio. Luigi Einaudi è il presidente della Repubblica. Dalla fine di agosto a tutto settembre risiede nella Palazzina del Piacere nel parco del Palazzo Farnese di Caprarola.
Scompare a Superga il 4 Maggio del 1949 la squadra del “Grande Torino”. Nell’incidente aereo muoiono tutti, da Bacigalupo a Mazzola. Fausto Coppi vince il Giro e il Tour: è la prima volta nella storia che un corridore si aggiudica le due maglie nello stesso anno. Questi due eventi vengono vissuti a Viterbo con dolore e orgoglio. Ricordo di aver ascoltato per strada da una finestra la cronaca radiofonica di Niccolò Carosio sul funerale dei granata torinesi. L’Italia entra nella Nato. Il pontefice Pio XII apre la Porta Santa per il Giubileo 1950.
Vincenzo Ceniti
Console di Viterbo del Touring Club
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY