Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Cade nella buca scavata nottetempo dai cinghiali in un fondo di sua proprietà e prende una brutta storta, la Regione Lazio dovrà risarcirlo del danno subito versandogli una somma di 784 euro più gli interessi.
Una famiglia di cinghiali – Immagine di repertorio
Infortunio mentre scendeva dal trattore
Vittima un agricoltore di Soriano nel Cimino che il 2 aprile 2016, in località Pantane, scendendo dal trattore, ha messo un piede in fallo, incontrando l’inaspettato ostacolo. Cadendo, a causa della buca, ha riportato lesioni che lo hanno costretto per cinque giorni a una inabilità temporanea del 75 per cento e a una inabilità del 50 per cento per altri diciotto giorni. Ergo, per rimettersi in piedi, gli ci è voluto quasi un mese.
“Risarcimento per la massiccia presenza di ungulati”
Il 22 aprile di cinque anni fa, ritrovata la salute ma non il buonumore, la parte offesa ha presentato richiesta di risarcimento alla Regione Lazio, ritenendo l’ente responsabile della “massiccia presenza di ungulati” nella zona dove è rimasto vittima dell’infortunio. Un “trauma distorsivo alla caviglia sinistra”, come riportato nel referto del pronto soccorso dell’ospedale Andosilla di Civita Castellana.
Agricoltore difeso da Confconsumatori
Non avendo ricevuto “conforto” dalla Regione Lazio, l’agricoltore ha chiesto aiuto a un’associazione dei consumatori ed è ricorso alle carte bollate. Lo scorso 16 settembre, a distanza di quattro anni dall’apertura nel 2017 del processo, il giudice di pace Antonia Lucchesi del tribunale di Viterbo gli ha dato ragione, riconoscendo all’agricoltore, assistito dall’avvocato Gaetano Maria Polselli di Confconsumatori, un risarcimento di 784 euro più gli interessi e le spese di lite.
Regione Lazio
Il presidente Antonio Nobili: “Sentenza storica”
“Una sentenza storica”, la definisce il presidente Confconsumatori della provincia di Viterbo, Antonio Nobili, secondo cui “ricorsi di questo genere si contano sulle dita di una mano”.
La Regione Lazio, chiedendo il rigetto della domanda, ha eccepito dal canto suo “difetto di legittimazione a favore della Provincia di Viterbo, unico soggetto legittimato”, secondo i legali dell’ente, i quali hanno anche contestato la sussistenza del diritto dell’attore al risarcimento del danno. Agli atti del processo anche una perizia tecnica e una medico-legale.
Esigibili i danni da fauna selvatica
Per il giudice Lucchesi il danno cagionato dalla fauna selvatica in circolazione è esigibile, essendo lo stato di libertà della selvaggina incompatibile con qualsiasi obbligo di custodia a carico della pubblica amministrazione, anche se spetta al danneggiato provare la condotta colposa dell’ente pubblico.
“La fauna selvatica – si legge nella sentenza – è considerata patrimonio indisponibile dello stato e le Regioni a statuto ordinario provvedono alla gestione e alla tutela di tutte le specie, esercitando funzioni amministrative di programmazione e coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria”.
E ancora: “Alle Province spettano invece le funzioni amministrative in materia di caccia e di protezione della fauna. La Regione, nello specifico, è un ente di programmazione, mentre Province e Comuni sono cosiddetti enti di attuazione”.
Il giudice: “Responsabilità esclusiva della Regione Lazio”
La Cassazione, in particolare, stabilisce che anche in caso di delega di funzioni alle Province, la Regione è responsabile dei danni provocati da animali selvatici a persone o cose, il cui risarcimento non sia previsto da specifiche norme.
In conclusione: “Il giudice dichiara la responsabilità esclusiva della Regione Lazio nella causazione del sinistro e la condanna al risarcimento del danno”.
Silvana Cortignani
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