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Cultura - L'idea è dell'artista Lucia Di Pietro, l'Arci l'ha realizzata - FOTO

“Call me, un’audioguida per scomparire a Viterbo…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Call me”, un’audioguida per scomparire. Anche a Viterbo, per San Faustino, quartiere popolare tra via Marconi e piazza della Rocca. L’idea è dell’artista Lucia Di Pietro. La proposta è di “Periferica”, “contenitore diffuso di esperimenti” voluto da Arci Viterbo “per riconnettere – come ha detto il presidente dell’associazione Marco Trulli – la città, le relazioni, i margini e il centro attraverso una serie di iniziative di riflessione, produzione artistica e aggregazione”.


Viterbo - Call me, audioguida per scomparire in città

Viterbo – Call me, audioguida per scomparire in città


“Periferica” è terminata, si è tenuta negli spazi della Pensilina al Sacrario fino alla fine di ottobre, ma ha lasciato alla città un’audioguida. Non per conoscere i monumenti, ma per scomparire all’interno del tessuto urbano seguendo un percorso proposto da Lucia Di Pietro. Si scarica un app, si va al Sacrario, si cerca il segnale stradale mimetico che si trova a ridosso della fermata degli autobus Francigena e si punta il cellulare verso il Qr code in evidenza. Da quel momento in poi parte la guida. Basta solo stargli appresso e fare quello che chiede. Per chi vuole provare a scomparire in mezzo agli altri.


Viterbo - Lucia Di Pietro

Viterbo – Lucia Di Pietro


“Questo lavoro è nato durante la pandemia – ha detto Lucia Di Pietro -. La domanda da cui è partito: come riprenderci gli spazi urbani in un periodo in cui negli spazi urbani non si transitava e in cui la comunità non si poteva più coinvolgere? L’altro interrogativo da cui è partito il lavoro è stata la riflessione sui concetti di ‘confinamiento’ e ‘deconfinamiento’. Quando ho iniziato il progetto ero in Spagna. La quarantena veniva definita ‘confinamiento’, mentre il ritorno alla vita pubblica ‘deconfinamiento’. Non ho fatto altro che traslare al somatico la mia riflessione sulla possibilità del corpo di deconfinarsi, cioè di perdere i propri confini. Integrandosi oppure disintegrandosi negli spazi urbani”.



Call me è un progetto che chiude una residenza di tre mesi a cura di Cantieri d’Arte. Il progetto rappresenta inoltre la restituzione sul territorio viterbese della ricerca con la comunità svolta da Di Pietro nel corso del 2020 al quartiere della Marina di Barcellona, in collaborazione con il Centro di Creazione per le arti performative Graner.

“La scomparsa – ha detto Lucia Di Pietro – ci porta ad interrogarci su quello che è sicuro e quello che non lo è. Il percorso proposto dalla guida è fatto di una serie di tappe. Il viaggio inizia dal segnale stradale posizionato al Sacrario. Con passaggi successivi che si svolgono in spazi pubblici oppure all’interno di negozi. Durante il percorso si incontrano anche costumi e dispositivi di scomparsa per non essere visibili”.


Viterbo - Call me, audioguida per scomparire in città

Viterbo – Call me, audioguida per scomparire in città


Durante “Periferica” l’artista aveva poi introdotto una tappa. All’interno della Pensilina del Sacrario. Un “Ufficio di pubblica insicurezza”. “Pubblica insicurezza – ha commentato Di Pietro – perché la sicurezza pubblica si ricollega alla rintracciabilità delle persone. Siamo costantemente controllati. La possibilità di sospendere il controllo è motivo di insicurezza. Alle persone che venivano a provare l’audioguida chiedevamo di lasciare tutti i loro effetti all’interno di una cassetta di sicurezza, compresi cellulare e documenti, distaccandolo così da identità e legami”.


Viterbo - Marco Trulli

Viterbo – Marco Trulli


“Dopo il Covid – ha dichiarato Trulli di Arci – l’offerta culturale è stata destrutturata da protocolli e criteri che hanno rimodellato il modo di fare cultura. Periferica è stata l’occasione per ragionare su come le pratiche artistiche possono ritessere le relazioni tra persone e luoghi. Un’iniziativa accompagnata da laboratori e percorsi che hanno permesso di ragionare sugli spazi urbani dopo il Covid riflettendo infine sui modelli culturali e di sviluppo territoriale che li accompagneranno”.


Viterbo - Call me, audioguida per scomparire in città

Viterbo – Call me, audioguida per scomparire in città


“Il lavoro sulla scomparsa – ha proseguito Di Pietro – è un lavoro sul divenire del contesto urbano. Quando però, in questo divenire, si introduce un segno permanente come il segnale stradale che abbiamo creato, si realizza la possibilità di rendere il visibile con l’invisibile, così come il passaggio tra queste due dimensioni. Call me è un progetto di creazione di audioguide per gli spazi urbani con una finalità diversa dal tradizionale. Hanno l’obiettivo di far scomparire chi le ascolta. Si tratta di percorsi individuali tra il privato e il pubblico, utilizzando una chiave immaginifica per accompagnare le persone”.

Daniele Camilli


Fotogallery: L’audioguida per scomparire in città


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7 novembre, 2021

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