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Viterbo - Il cardinale Angelo Comastri ieri sera a Villanova: "I giovani non hanno più i santi come modelli ma solo le persone di successo" - FOTOCRONACA

“Se continua così finirà che i genitori dovranno dire… figli nostri, figli mostri”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Se continua così andrà a finire che i genitori dovranno dire… figli nostri, figli mostri. I modelli di riferimento dei giovani non sono più i santi ma solo le persone di successo”.  Il vicario generale emerito del Papa Angelo Comastri ieri sera era a Viterbo alla chiesa dei santi Ilario e Valentino a Villanova, quartiere a nord della città dove, come ha poi ricordato il vescovo Lino Fumagalli, “una volta c’era solo campagna”. Quella che si affacciava verso Montefiascone e che invece, sostituita dai palazzi, guarda adesso soltanto verso altri palazzi che ne definiscono l’orizzonte. Edifici dove oggi, abitano spesso povertà ed emarginazione. Verso i quali la parrocchia di Villanova, prima di don Armando e da qualche anno di don Emanuele Germani, ha fatto sempre da baluardo. La chiesa che per prima, nel 1972, ha preso i nomi di due martiri viterbesi, Ilario e Valentino, uccisi al ponte Camillario all’inizio del IV secolo dopo Cristo.


Viterbo - Il cardinale Angelo Comastri

Viterbo – Il cardinale Angelo Comastri


“Per aggiustare il mondo – ha detto il cardinale Comastri intervenendo dall’altare – ci vorrebbero più santi. Il mondo avrebbe un volto più giusto”. Una giustizia che il vicario emerito del Papa distingue, prendendo spunto da madre Teresa di Calcutta, tra “bene e male”. “Il bene è bene perché fa bene. Il male è male perché fa male. Dobbiamo alzare il nostro livello di dignità invocando di più i santi”.


Viterbo - Lino Fumagalli e Angelo Comastri

Viterbo – Lino Fumagalli e Angelo Comastri


Ad officiare la messa, assieme a Comastri, anche il vescovo Lino Fumagalli e don Emanuele Germani che ieri sera ha consacrato la chiesa di Villanova anche a San Giovanni Paolo II. A portare la reliquia, donandola ai santi Valentino e Ilario e mettendogliela accanto, Comastri stesso. Che in cambio, a fine messa, ha ricevuto un bozzetto di Gloria, la macchina di Santa Rosa, e una copia numerata di due busti dei santi martiri morti a Viterbo ma che a Viterbo hanno trovato casa soltanto più di 1600 anni dopo la loro morte. Infine, un’epigrafe scoperta a fine messa in fondo alla chiesa, coperta fino a poco prima da una bandiera della città del Vaticano, e la benedizione del teatro parrocchiale accompagnata da una performance teatrale dell’attore e registra Pier Maria Cecchini.


Viterbo - Il cardinale Angelo Comastri

Viterbo – Il cardinale Angelo Comastri


“La vita di un tempo faccia un passo in avanti verso di noi – ha aggiunto Comastri -. Le cose possono cambiare, ma dipende da noi. La fede è indispensabile”. Tutto il resto, per Comastri, va a rotoli. Anche se gli esempi che porta, per dire che i giovani devono cambiare strada, sono un po’ datati. Da Lennon a Michael Jackson. Per il vicario del Papa esempi affatto che positivi. Come se il mondo, però, si fosse fermato ai ’70 e agli ’80.


Viterbo - Don Emanuele Germani

Viterbo – Don Emanuele Germani


“La purezza è indispensabile per vivere un amore sincero. Oggi – ha sottolineato Comastri – nessun giovane organizzerebbe più un pullman per andare alla canonizzazione di Santa Maria Goretti”. Come nel 1950. Settantadue anni fa.


Viterbo - Il cardinale Angelo Comastri

Viterbo – Il cardinale Angelo Comastri


Ad ascoltare il cardinal Comastri, accolto in chiesa dalla banda musicale di Soriano nel Cimino, il sindaco Giovanni Arena, i rappresentanti della questura, delle forze dell’ordine e militari, gli ordini cavallereschi e il mondo dell’associazionismo viterbese. Tra loro anche il presidente di Unindustria Sergio Saggini. Una città che ieri ha festeggiato anche i santi Ilario e Valentino e i 50 anni della parrocchia di Villanova. Punto di riferimento all’interno di un quartiere complesso e complicato. Soprattutto in questi ultimissimi anni con la nascita di un vero e proprio polo sociale e culturale grazie all’intervento del vescovo Fumagalli e all’azione di don Emanuele Germani.


Viterbo - Il cardinale Angelo Comastri

Viterbo – Il cardinale Angelo Comastri


Il vescovo Fumagalli ieri pomeriggio ha accolto il cardinale, passato per la porta Santa aperta la scorsa primavera per il giubileo della chiesa. Ad aspettare Comastri anche i seminaristi, futuri sacerdoti diocesani, per chi lo diventerà, così come ragazzi e ragazze delle ultime comunioni. Il cardinale è di queste parti. E’ nato infatti a Sorano in Toscana, al confine con la Tuscia, nel 1943. In piena guerra e quando la linea del fronte passava proprio da quelle parti. Comastri ha studiato a Viterbo, alla Quercia, ed è stato ordinato dal vescovo di Viterbo Luigi Boccadoro nel 1967, l’anno prima del lungo sessantotto che coinvolgerà in pieno, a partire dalle Acli, anche tutto il mondo cattolico italiano. Sull’onda, pure, del concilio Vaticano secondo che si era concluso poco prima, nel 1965.


Viterbo - La reliquia di San Giovanni Paolo II nella chiesa di Villanova

Viterbo – La reliquia di San Giovanni Paolo II nella chiesa di Villanova


“I preti devono essere come vetri puliti per lasciar passare la luce dell’amore – ha ricordato Comastri ai seminaristi prima di iniziare la messa, nella piccola cappella a lato dell’altare centrale dove ieri sera erano state messe le reliquie di Ilario, Valentino e Giovanni Paolo II -. Il vetro – ha poi aggiunto – se é pulito non si vede”. “Bisogna solo stare attenti a non andarci a sbattere”, ha prontamente replicato Fumagalli che qualche minuto dopo, assieme ai seminaristi, accompagnerà il cardinale attorno al perimetro della chiesa.

“E’ la prima volta che un cardinale visita la nostra comunità – ha concluso don Emanuele a fine messa -. Rinnovo anche la gratitudine per la reliquia di Giovanni Paolo II. La custodiremo gelosamente, come un tesoro. Una presenza importante che ci ripaga dei sacrifici fatti in questi anni”.

Daniele Camilli


Fotocronaca: Il cardinale Angelo Comastri a VillanovaLa messa di Comastri

– Comastri: “I sacerdoti devono essere come vetri puliti…”


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4 novembre, 2021

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