Bruxelles – “Chi consuma le foreste non avrà accesso al mercato unico dell’Unione europea. Non sarà consentita la vendita di carne, soia, olio di palma, legno, cacao e caffè prodotti in aree di nuova deforestazione”. Lo ha annunciato su Twitter Paolo Gentiloni, commissario dell’Ue per gli affari economici e monetari, presentando così le misure proposte oggi dalla Commissione europea per frenare il disboscamento prodotto dai paesi dell’Ue.
Paolo Gentiloni
Gli interventi avanzati da Bruxelles rientrano nell’ambito del Green Deal europeo. La prima proposta della Commissione è quella per un nuovo regolamento per frenare il disboscamento e il degrado forestale imputabile ai paesi dell’Unione. Un problema non da poco visto che in soli trent’anni, dal 1990 al 2020, il mondo ha perso 420 milioni di ettari di foreste, una superficie più vasta della stessa Unione Europea.
L’obiettivo di questo regolamento proposto dalla Commissione è fare in modo che i prodotti acquistati e consumati dai cittadini nel mercato europeo non contribuiscano in alcun modo ai processi di disboscamento e deforestazione nel mondo. La misura obbligherebbe le imprese che intendono importare e commercializzare alcuni prodotti – come soia, carni bovine, caffè, cacao e olio di palma – ad accompagnarli con una certificazione che attesti di non aver contribuito alla distruzione di foreste. Le misure si basano su un sistema di tracciabilità rafforzata e controlli affidati agli stati membri, che potranno sospendere l’immissione sul mercato europeo di prodotti qualora dovessero accertare che siano causa di deforestazione.
Chi consuma le foreste non avrà accesso al mercato unico #Ue. Non sarà consentita la vendita di carne, soia, olio di palma, legno, cacao e caffè prodotti in aree di nuova deforestazione. #EuGreenDeal #DeforestationFreeProducts
— Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) November 17, 2021
La Commissione ha poi proposto norme più rigorose per quanto riguarda l’esportazione di rifiuti, così da promuovere l’economia circolare e contrastare il traffico illegale che si stima abbia un giro di valore di circa 9 miliardi di euro all’anno. Le misure avanzate vogliono fare in modo che le esportazioni di rifiuti verso i paesi non appartenenti all’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) siano limitate e autorizzate solo se i paesi terzi sono disposti a ricevere determinati rifiuti e sono in grado di gestirli in modo sostenibile. Le spedizioni di rifiuti verso i paesi che invece fanno parte dell’Ocse verrebbero invece monitorate e potrebbero essere sospese se causano gravi problemi ambientali nel paese di destinazione. Secondo la proposta, tutte le imprese dell’Ue che esportano rifiuti fuori dall’Unione dovrebbero garantire che gli impianti destinatari siano sottoposti a un audit indipendente da cui risulti che gestiscono i rifiuti in modo ecologicamente corretto.
Per migliorare e rendere più efficiente la lotta al traffico illecito dei rifiuti, verrebbe inoltre istituito un gruppo di garanzia della legalità delle spedizioni di rifiuti. Il compito di coadiuvare le indagini transnazionali condotte dagli stati membri sul traffico di rifiuti verrebbero affidato all’Ufficio europeo per la lotta antifrode.
Infine la Commissione ha presentato oggi anche una nuova strategia per la protezione, il ripristino e l’uso sostenibile del suolo. La strategia chiede per il suolo lo stesso livello di protezione che già esiste nell’Unione europea per l’acqua, l’ambiente marino e l’aria. Questo obiettivo potrebbe essere raggiunti tramite un atto legislativo che sarà proposto entro il 2023.
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