Viterbo – “Due milioni e 400 mila euro e 500 interventi realizzati con una media di più di 5000 euro a intervento. E’ il contributo che la Fondazione Carivit di Viterbo ha dato in questi ultimi tre anni per ssalvare la patrimonio storico artistico della Tuscia”. Lo ha detto il presidente della fondazione, Marco Lazzari, questa mattina all’auditorium di Valle Faul a Viterbo dove è stato presentato l’avvio dei lavori del progetto di restauro della “Sepoltura di Cristo” di Paris Nogari della seconda metà del ‘500.
L’avvio del restauro della Sepoltura di Cristo di Gallese
Il dipinto è conservato nella concattedrale di Santa Maria Assunta di Gallese. Il 7 ottobre l’opera è stata trasportata da Gallese al centro culturale della Carivit a Valle Faul.
Alla presentazione del progetto di restauro, assieme a Lazzari della Fonbdazione, c’erano anche il sindaco di Gallese Danilo Piersanti, il vescovo della diocesi di Civita Castellana Romano Rossi, la soprintendente Margherita Eichberg, la funzionaria della soprintendenza Luisa Caporossi e i restauratori Chiara Munzi e Giuseppe Ammendola. Con loro anche il parroco di Gallese, don Remo.
“Con questa presentazione – ha spiegato Lazzari aprendo la conferenza stampa di questa mattina – chiudiamo la stagione 2019-2021. Tra gli interventi più importanti, oltre a quello appena avviato con l’opera di Nogari, il polittico del Balletta, le lunette del chiostro della basilica della Quercia e la pavimentazione cosa testa della cappella Mazzatosta nella chiesa di Santa Maria della Verità”.
“Nel triennio 2019-2021 – ha proseguito Lazzari – la Fondazione ha erogato 2 milioni e 400 mila euro con oltre 500 interventi realizzati e un finanziamento medio di oltre 5000 euro a intervento”. I settori su cui la Fondazione è intervenuta sono 4: 1) arte, attività e beni culturali, 2) educazione, istruzione e formazione, incluso l’acquisto di prodotti editoriali per la scuola, 3) salute pubblica, medicina preventiva e riabilitativa, 4) volontariato, filantropia e beneficienza.
”È importante avere una fondazione bancaria come la Carivit – ha precisato Eichberg -. In questo modo possiamo inserire delle opere d’arte che non possiamo mettere nella programmazione per mancanza di risorse e perché i grossi finanziatori, come ad esempio le banche, sono spesso fuori portata. Un’opera come la pavimentazione del duomo di Civita Castellana, su cui abbiamo avviato i lavori, richiede un impegno maggiore di una singola opera d’arte. Invece, grazie a fondazioni come la Carivit, questo tipo di opere, che si risolvono in poche migliaia di euro, possono essere restaureate restituendole così al territorio”.
“Il dipinto che stiamo restaurando – hanno sottolineato Munzi – è l’unico realizzato dall’artista su supporto tessile. Nogari è infatti noto per la sua costante attività di pittore murale a Roma alla fine del ‘500. Si ricorda, ad esempio, la sua partecipazione a molti cantieri realizzati nei palazzi Vaticani durante il pontificato di papa Gragorio XIII e papa Sisto V”.
L’opera, alta 3,5 metri e larga 1,90, è stata oggetto 5 anni fa di un intervento di risanamento del supporto e di foderatura che ne ha scongiurato il completo deperimento.
“L’attuale intervento di restauro – ha aggiunto Munzi – ha come obiettivo non solo quello di recuperare una migliore leggibilità dell’opera, in molte aree particolarmente lacunosa, ma anche quello di cogliere il momento del restauro come opportunità di studio della tecnica esecutiva dell’artista. Grazie alle indagini diagnostiche, già realizzate da Claudio Falcucci, si potranno svelare dati importanti per la realizzazione dell’opera creando così un riferimento di partenza per studi futuri”.
”Siamo onorati per questo intervento di restauro – ha detto il sindaco di Gallese Piersanti -. In questo modo potremo restituire alla comunità un’opera molto importante, grazie a un lavoro svolto con competenza e dedizione”.
”È importante far conoscere la cura nel restituire alla comunità cristiana un’opera d’arte – ha concluso infine il vescovo Romano Rossi -. Opere che non trasformano la chiesa in un museo, ma permettono alla chiesa di svolgere la sua funzione. La pittura serve alla meditazione che a sua volta serve ad approfondire la fede aiutando la preghiera”.
Daniele Camilli
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