Viterbo – Caro direttore, è giusto che Tusciaweb si dissoci dalla durissima invettiva del presidente dell’associazione Acas Gianluca Chiovelli nei confronti della città di Viterbo, definita una specie di Corleone. La mafia – sia chiaro – è ben altro di quel che accade, seppur riprovevole, nella nostra città e più in generale nella Tuscia.
Francesco Mattioli
Ciò premesso, non pensiamo però di poterci scandalizzare più di tanto per quelle parole. Viviamo in un territorio a civiltà limitata.
La nostra è una città che si vanta, o pretende, di essere “città d’arte e cultura”, ma se l’arte si deve ai nostri progenitori, la cultura stenta a dispiegarsi. Quando la cultura è sbandierata, spesso in realtà è un modo molto provinciale di stupirsi ed esaltarsi di fronte alla normalità; quando è praticata, spesso trova un muro di ignoranza pitturato di arrogante saccenza; quando è proposta sovente viene sospinta altrove, perché qui non trova spazio; quando dovrebbe ispirare la nostra condotta quotidiana viene soffocata dalla mancanza di civismo.
Il presidente Chiovelli esprime una debordante indignazione per un bel murale danneggiato? E che dire della monnezza lasciata ovunque? Degli angoli del centro storico più fotografati dai turisti, che esibiscono materassi, cocci, deiezioni umane, nel migliore dei casi degrado e abbandono?
Certo, tutto ciò non è mafia; ma inciviltà sì. Di cui siamo tutti responsabili: cittadini di ogni categoria, politici, istituzioni pubbliche e private, operatori culturali, amministratori, maggioranze e opposizioni, professionisti e opinionisti della cultura, organizzatori di eventi.
La scusa, spesso, è che mancano i soldi. Più che una scusa, sembra un alibi; perché altrove c’è gente che con gli stessi soldi sa fare di più. In realtà qui non si parla di soldi. Si tratta di “cultura” come sistema di valori: e civiltà, civismo, educazione, senso di responsabilità non costano, si apprendono, si fanno propri, se si vuole crescere.
Qualche motivo ci sarà, se i dati delle rilevazioni di Legambiente e, soprattutto, quelli di Italia Oggi sulla qualità della vita, condannano Viterbo e la Tuscia nelle retrovie.
Francesco Mattioli
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