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Viterbo – “Prima affidate i lavori per abbattere i pini e poi richiedete una prova di tenuta?”. Il mondo alla rovescia, o meglio, l’amministrazione Arena va alla rovescia per l’intervento a piazzale Gramsci. Così la pensa il capogruppo Pd Alvaro Ricci.
Il progetto è stato affidato a una ditta, il cantiere è stato aperto, anche per eliminare le piante ritenute pericolose e i controlli si effettuano solo ora? Questo il dubbio dell’esponente d’opposizione, dopo l’articolo uscito su Tusciaweb.
“Passo spesso da quelle parti – ricorda Ricci – e come molti cittadini ho notato alcune cose che mi hanno lasciato perplesso. La prova di tenuta ai pini. Se c’è un progetto esecutivo corredato da pareri, perché queste prove? E se effettuandole, evidentemente si mette in discussione l’eventuale abbattimento, perché sono state tagliate le radici?”.
In consiglio Ricci semina dubbi. “Qualora la relazione che avete chiesto a un agronomo indicasse che non è necessario abbatterli, che si fa?”.
L’assessora Laura Allegrini (Lavori pubblici) precisa che la relazione tecnica era prevista. “Una, prima con le radici, poi la prova di trazione e quindi una seconda dopo l’intervento sempre alle radici”.
Tutto al contrario di come a parere di Ricci dovrebbe andare.
“Non si procede così – avverte Ricci – prove e saggi si fanno prima, per non rischiare poi di dover fermare i lavori ed effettuare varianti. Immaginiamo che il tecnico chiamato a valutare, dica che i pini non vadano abbattuti, che fate? Il progetto va modificato e occorre una variante”. A quel punto, più che recuperare piazzale Gramsci, bisognerebbe correre ai ripari per recuperare il progetto.
Giuseppe Ferlicca
– Prove di tenuta dei pini, ma non dovevano essere abbattuti?
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