Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dopo l’interrogazione presentata dagli onorevoli Rotelli e Silvestroni al ministro dei Trasporti, con la quale si segnalava una serie di soppressioni di treni sulla linea nord Roma-Viterbo, oggi facciamo i conti con un altro grande problema: tutte le abilitazioni di guida dei macchinisti della Roma-Viterbo, per normative sopravvenute, dal 1 luglio 2019 risultano non in regola.
Ciò comporta la prescrizione di corsi di formazione per macchinisti, capostazione e operai ferroviari entro e non oltre il 31 dicembre 2021.
Tale obbligatorietà sottrae però personale dai treni: circa 7 macchinisti alla volta su 45 totali, in una situazione aziendale già penalizzata dai pensionamenti e dall’eccessivo ricorso agli straordinari: in questi mesi i macchinisti della Roma-Viterbo hanno raggiunto picchi oscillanti tra le 500 e le mille ore.
Questo li costringe a mettersi in servizio sotto stress, carichi di lavoro e col rischio di incidenti alla guida.
La soluzione predisposta dall’azienda di trasporto è stata quella di sopprimere treni: 36 sono stati quelli cancellati fino ad oggi, riducendo ancor più un servizio già all’osso e andando a creare notevoli problemi a tutti i pendolari che, ogni giorno, per studio o lavoro, usufruiscono della linea.
In tutto ciò un rimpallo di responsabilità tra governo, regione e Atac non fa che alimentare disagi e procrastinare la soluzione dei numerosi problemi di un nodo ferroviario fondamentale per i collegamenti con la Capitale ma ormai giunto al collasso.
Federico Porri
Responsabile provinciale dipartimento Trasporti FdI
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