Tarquinia – “Se ti devo offendere t’acchiappo e ti offendo…”. Linguaggio colorito fuori onda in consiglio comunale, il sindaco Alessandro Giulivi risponde a Sandro Celli (Pd) dopo che i Dem hanno pubblicato un video della scorsa seduta in cui si sente la voce del primo cittadino pronunciare le parole comunista e deficiente, come segnalato dagli stessi Dem.
Celli ritiene che fossero al suo indirizzo, visto che era in discussione la mozione contro l’attacco alla Cgil.
Tarquinia – Andreani (M5s) lascia il consiglio comunale
Nel consiglio dell’altro giorno, la replica del primo cittadino, in una seduta accesissima, con duri scontri verbali e l’uscita dalla sala di Andrea Andreani (M5s). Con una grave motivazione: “Non la ritengo più un’aula democratica”.
Tensione alle stelle in riva al mare. Già in partenza, con Celli, ma anche altri esponenti a protestare con la presidenza per mozioni presentate e mai discusse, interrogazioni senza risposta, consigli comunali richiesti e mai convocati.
“Non si tiene conto – spiega Andreani – del rispetto delle persone nel ruolo istituzionale che ricoprono qui. In consiglio c’è assenza di partecipazione, dialogo e ascolto. La politica è la sola cosa importante”.
Quindi: “Lascio l’aula ai propri lavori, non la ritengo più democratica e da oggi preferisco fare politica, così potremo parlare lo stesso linguaggio”.
Prima d’alzarsi, era tornato anche Andreani alla volta precedente e alle parole di troppo a fine seduta. “L’espressione colorita del sindaco – ha sottolineato Andreani – quando si discuteva un ordine del giorno firmato da Celli e altri quattro consiglieri, uno di quelli ero io e lo ritengo un fatto personale”.
Tarquinia – Andreani (M5s) lascia il consiglio comunale
Giulivi una prima risposta l’ha data: “Non era rivolto ai presenti”. Celli non si accontenta e poco dopo torna sull’argomento.
“Io mi arrabbio ma non offendo – sottolinea il consigliere Pd rivolgendosi al sindaco – a differenza tua, che non ti arrabbi, ma offendi. Sai quello che mi hai detto e non fare che la toppa sia peggiore del buco dicendo che non è vero”.
Giulivi però è fermo: “Te lo dico in faccia. Se ti devo offendere t’acchiappo e ti offendo”. In modo diretto.
“Lo pensavo anche io – ribatte Celli – credevo che tra i tanti difetti che hai questo non ci fosse e invece hai pure questo”.
Ma il sindaco pare certo del fatto suo: “Risentiamolo – esorta Giulivi – quella cosa non era riferita a te e a nessuno dei presenti. Non ho bisogno di nascondermi. Sulla parola comunista, tu lo sei mai stato?
Il termine deficiente non l’ho usato. Tu non sei stato né deficiente né comunica. Non era indirizzato a te. Era un discorso più complesso. Non mi devo nascondere”.
Giuseppe Ferlicca
– “Deficiente comunista… vaff…”
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