Tarquinia – Riceviamo e pubblichiamo – Ora basta gettare fango sul PD da parte di chi si erge (non sappiamo bene a quale titolo) a rappresentante di una sinistra che per l’ennesima volta organizza liste ad hoc che favoriscono solo ed esclusivamente la peggiore destra dopo quella del ventennio fascista.
Emanuele Scomparin
C’è chi dopo aver rappresentato il PD in tutti i ruoli più rappresentativi per decenni senza soluzione di continuità (non disdegnando certo nessun tipo di accordo per arrivare dove è arrivato) ora si indigna perché non c’è un candidato PD alla provincia con la destra spaccata. Come se non sapesse che se la destra è spaccata, creando problemi di alleanza persino nel capoluogo di provincia, lo è solo ed esclusivamente perché il PD non ha presentato un proprio candidato, altrimenti sarebbe unita e compatta nel portare SICURAMENTE un sovranista leghista come Giulivi alla presidenza della provincia.
Sono due anni che in provincia c’è questa maggioranza, e nessuno ha mai aperto bocca. Ora, improvvisamente, chi ha detto che per combattere Giulivi a Tarquinia sarebbe disposta a fare qualsiasi accordo, si scandalizza per un accordo molto, ma molto più digeribile di quello locale. Si finge di non sapere che le elezioni provinciali sono elezioni di secondo livello nelle quali non votano e decidono i cittadini elettori ma votano solo i consiglieri comunali, sono quindi un mero esercizio matematico con voto ponderato, del quale si conoscono già le forze in campo.
I numeri attuali ci danno la certezza che l’unica alternativa possibile è solo ed esclusivamente Giulivi, assieme alla peggiore destra sovranista, ad amministrare la provincia. Ma quello che suona ancor più strano e trasuda ipocrisia è che per gli stessi personaggi tutto questo è giustificato a Tarquinia, dove (citiamo letteralmente) “occorre superare la dicotomia destra sinistra, le locuzioni di geografia politica come centrosinistra o centrodestra, tavoli campi, aree tutti vecchi arnesi di una politica che non esiste più superata dalla modernità, stare insieme sulle cose da fare, valutare i progetti al di là di chi li propone, rispettare le idee oltre l’appartenenza”, ma diventa scandaloso in provincia: alla faccia della coerenza.
Non potrà sfuggire né a noi né ai cittadini tarquiniesi che dietro questo tentativo maldestro di nascondere una vera e propria operazione politica, che è tutto tranne che partorita fuori dai “palazzi”, non ci sia niente di nobile o di ideologico, tantomeno può dirsi di sinistra, dal momento che ci risultano presenti – in quella stessa lista – esponenti di amministrazioni di centrodestra come Valentini a Montalto e Biancucci a Vetralla.
Si tratta esclusivamente di un “inciucio trasversale” per far perdere il PD ed eleggere Giulivi presidente, senza volersene neppure assumere la responsabilità.
Qualcuno dovrebbe spiegare quindi, senza tanta ipocrisia, come si può rappresentare la sinistra favorendo la destra.
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