Viterbo – “Aurelio ha vissuto con tutta la verità del cuore”. Don Massimiliano Balsi ieri pomeriggio, alla basilica di Santa Maria della Quercia a Viterbo ha dato l’ultimo saluto ad Aurelio Bruni, Cavaliere di Santa Rosa e della Repubblica, 94 anni. Il facchino di più anziano, con 34 trasporti della Macchina alle spalle. A dargli l’addio, e a stringersi attorno ai familiari seduti tra i banchi della chiesa, anche il Sodalizio, con la bandiera e il suo ricordo, il ciuffo numero 22.
Viterbo – I funerali di Aurelio Bruni
“Durante la vita – ha poi proseguito Balsi -, Aurelio ha mostrato tutta la sua forza, soprattutto nelle prove più dure e nel sostenere la famiglia. Un uomo che ha faticato e costruito. E lo ha fatto con verità e bontà”. Con Aurelio Bruni se ne va un pezzo di storia della città. Il trasporto della Macchina nel secondo dopoguerra, simbolo non solo religioso, ma di ricostruzione e riscatto della città, fatto appunto di verità e bontà, e al tempo stesso sacrifici e impegno per tirare avanti. “Un tesoro prezioso – come ha sottolineato don Massimiliano – che oggi viene posto nelle vostre mani e nei nostri cuori”.
“Le parole non risolvono l’esperienza di una vita – ha poi aggiunto il sacerdote della Quercia -, soprattutto di una vita che parla di speranza. Un orizzonte grande come il cuore di Dio. Un Dio che si fa carne e viene in mezzo a noi affinche nulla vada perduto ma tutto si salvi attraverso la resurrezione. Un Dio che ci accoglie e asciuga le lacrime promettendoci la vita eterna”.
Aurelio Bruni
“Salutare e ricordare Aurelio – ha concluso infine Balsi – non significa ricordare chi non c’è più, ma ricordare chi vive ancora ed è presente, sostenendo il cammino dei propri familiari. E con i valori che ne hanno caratterizzato l’esistenza, quello di un’intera città”.
Daniele Camilli
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