Viterbo – “Il primo obiettivo è quello di riportare il Festival a Viterbo, venendo incontro alle parti per chiudere i conti con il passato”. Lo afferma Filippo Rossi, presidente della Fondazione Caffeina.
E’, infatti, in corso di valutazione da parte del Tribunale di Viterbo il progetto di riequilibrio finanziario della Fondazione Caffeina, avviato nei mesi scorsi per l’elaborazione di un piano finanziario di rientro attraverso la procedura della “esdebitazione”. Processo che dovrà riportare alla piena attività uno dei primari asset culturali del Viterbese.
L’attività della Fondazione Caffeina, che ha promosso e organizzato per 16 anni l’omonimo festival letterario, oltre a realizzare un nuovo polo culturale nel centro storico e numerose manifestazioni culturali in città e fuori, è di fatto paralizzata dalla fine del 2018. La zavorra dei debiti con i creditori ha portato al blocco dell’operatività della Fondazione stessa, che tuttavia in questi due anni difficili non ha mollato la presa cercando in tutti i modi la strada migliore per risolvere la situazione e onorare i gravosi impegni con creditori e cittadini.
Un grande lavoro di supporto, portato avanti dai tanti professionisti, su tutti l’avvocato Giacomo Barelli, che hanno sempre avuto a cuore Caffeina, ha consentito oggi di giungere finalmente alle soglie della presentazione al Tribunale del piano di esdebitazione, elaborato in questi mesi sotto la guida e il controllo del gestore della crisi nominato, il commercialista dottor Giancarlo Puri.
Grazie infatti all’opportunità rappresentata dal nuovo “Organismo di composizione della crisi da sovraindebitamento (Occ)” – promosso dall’associazione costituita da Ordine degli Avvocati e Ordine dei Dottori Commercialisti di Viterbo – si sta ora elaborando un percorso di riorganizzazione economica che, qualora ottenga l’ok dal Tribunale di Viterbo, rappresenterà la ripartenza di tutte le attività di Caffeina.
La procedura intrapresa, l’esdebitazione appunto, è il meccanismo che permette di proporre ai creditori un piano di rientro per cancellare i debiti (dalla legge n. 3 del 27 gennaio 2012). Puntando alla composizione delle crisi da sovraindebitamento, dà possibilità anche ai privati di liberarsi, in modo graduale e progressivo, da debiti residui consentendo la completa “riabilitazione economico-finanziaria” al soggetto che se ne avvale.
Il percorso intrapreso attraverso l’Occ di Viterbo, che sarà soggetto a breve alla verifica preliminare del Tribunale, comprende una serie di attività destinate a supportare il conto economico della Fondazione, in vista di un piano di rientro da proporre ai creditori.
Tra queste attività, l’utilizzo a pieno regime del Teatro Caffeina in via Cavour a Viterbo, e la richiesta al Comune di poter realizzare, nell’estate 2022, la diciassettesima edizione del Festival Caffeina in città nonché altre attività culturali che da sempre hanno contraddistinto il marchio e le attività di Caffeina.
Molto più che un auspicio, dunque ma una prospettiva concreta sfruttando le possibilità previste dalla legge per risolvere situazioni di indebitamento e per riconsegnare a Viterbo un patrimonio di tutta la città primo fra tutti uno dei festival letterari più importanti di Italia.
Da parte del presidente Filippo Rossi, che ha avuto il pesante onere di traghettare la Fondazione Caffeina nel momento piu difficile della sua storia, un grande ringraziamento a Giacomo Barelli e a tutti i professionisti e ai tecnici che in questi due anni in condizioni difficilissime hanno lavorato alacremente in silenzio al fine di consentire alla Fondazione Caffeina e a tutti coloro che da sempre le sono stati vicini di avere una seconda possibilità.
“Siamo all’inizio, la strada è ancora lunga – conclude Rossi -, ma con il contributo di tutti crediamo che si possa mettere un punto a quelle che sono state le difficoltà del passato, con un possibile esito positivo della procedura in Tribunle ed un ritorno delle tante proposte culturali con le quali in 17 anni Caffeina, al netto dei tanti errori fatti, ha sicuramente arricchito la città di Viterbo”.
Fondazione Caffeina cultura
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