Viterbo – “Non siamo nati ieri, sapevamo che c’era sotto qualcosa…”. Il mancato accordo alle elezioni provinciali con Forza Italia, per il responsabile FdI Massimo Giampieri non è stata una sorpresa. Piuttosto una convinzione che è andata maturando non in pochi giorni, ma nel corso di mesi.
Stamani nella sede di Fratelli d’Italia la presentazione della lista Tuscia Tricolore, che con Prima la Tuscia (Lega) sostiene alla presidenza Alessandro Giulivi. È l’occasione per mettere i puntini sulle i del mancato accordo con gli azzurri, che a palazzo Gentili sono rimasti al governo col Pd e ora sempre col Pd sostengono Alessandro Romoli.
Massimo Giampieri
“Abbiamo chiesto a Forza Italia di uscire dalla maggioranza – ricorda Giampieri – a parole ogni volta ci rassicuravano, con la promessa d’incontri, riunioni, per poi puntualmente rinviare. Siamo andati avanti così 8 mesi. Sapevamo che c’era qualcosa sotto, non siamo nati ieri a livello politico. A ridosso delle elezioni, ci siamo messi attorno a un tavolo e le carte si sono scoperte”.
Impossibile allearsi e a quel punto anche il partito di Giorgia Meloni ha cambiato strategia. “Avevamo proposto come candidato il sindaco di Civita Castellana Luca Giampieri, ma siccome a noi interessa il risultato, ci siamo accordati per sostenere la candidatura di Giulivi”.
Il responsabile provinciale FdI conta nel richiamo del centrodestra anche tra gli amministratori azzurri che voteranno. “Da quella parte la situazione non è chiara, noi i consensi li porteremo a casa – sostiene Massimo Giampieri – conosco amministratori che hanno tanta amarezza, magari lo dicono a mezza bocca e lo stesso accade nelle fila della sinistra”.
Mauro Rotelli
Attorno a una scrivania, nella sede FdI, ci sono Alessandro Giulivi e il deputato FdI Mauro Rotelli e poi i candidati consiglieri, praticamente al completo.
Nell’intervento di Rotelli, un lungo atto d’accusa politico per i sei anni d’amministrazione di centrosinistra a palazzo Gentili, da quando le province non sono più votate dai cittadini.
“Dal 4 maggio 2015 – ricorda Rotelli – dopo l’ultimo presidente eletto con voto popolare, Marcello Meroi, il percorso dell’ente è stato abominevole. Sei anni in cui la Tuscia è stata invasa dai rifiuti di tutto il Lazio, sono state individuate sette zone come possibili punti del deposito scorie radioattive. Il problema dell’arsenico non solo non è stato risolto, ma nemmeno affrontato. Sui trasporti zero risposte, la cura del ferro si è rivelata un bla bla, il turismo manca di programmazione, tutto lasciato al buoncuore dei sindaci.
Il ruolo della provincia nel migliore dei casi è anonimo, se non d’intralcio e il rapporto con la regione del presidente Zingaretti è di genuflessione, non a caso aumentano le servitù”.
Si potrebbe fare di più. “I fondi non mancano – spiega Gianluca Grancini consigliere uscente e candidato – 35 milioni per le scuole, altrettanti per le strade e 5 sui ponti. Ha possibilità d’incidere sul territorio”.
Rotelli e Giulivi
Giulivi ribadisce come all’ultima conferenza dei servizi sui rifiuti, la provincia fosse assente e così il comune di Viterbo. “Io sono ambientalista convinto, se non si salva l’ambiente – sottolinea Giulivi – non c’è futuro. In provincia, abbiamo pensato a una delega all’autorità portuale. I turisti vanno intercettati, occorre andare al Sea Trade di Miami, farci conoscere e non solo perché qualche amministratore riesce ad avere contatti per far venire dal porto qualche pulman nella Tuscia”.
Il sindaco di Tarquinia ha una certezza: “Vinceremo e avremo molto da fare”. Il collega di Civita Castellana Luca Giampieri è certo che la coalizione darà un segno di discontinuità in provincia: “Non ho avuto problemi a fare un passo di lato rispetto a candidarmi presidente. La mia amministrazione rappresenta il modello di un centrodestra unito. Tutti ci abbiamo provato affinché lo fosse pure per la provincia. Queste sono elezioni di secondo livello, rappresentiamo i cittadini e rispondiamo a loro”.
Giuseppe Ferlicca
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