Oriolo Romano – (sil.co.) – Carabiniere preso a sprangate dai banditi durante una rapina nella sua abitazione di Oriolo Romano, era la sera dell’8 gennaio 2020 e la sentenza è prevista il prossimo 26 gennaio. Imputati due giostrai e (a parte) la complice viterbese che si è tradita tentando di fornire loro un alibi.
E’ giunto alle battute finali la scorsa estate il processo scaturito dalla rapina messa a segno due anni fa esatti, per la quale il successivo 20 luglio furono arrestati due cognati giostrai di Cerveteri, accusati anche di altri sei colpi tra Oriolo Romano e la capitale, due dei quali la notte di Capodanno, mentre i padroni di casa erano fuori a festeggiare.
Durante l’udienza del 21 luglio si è scoperto che c’è anche una viterbese tra gli indagati, a piede libero, quindi non sottoposta a giudizio immediato coi presunti complici, anche se accusata di associazione per delinquere con gli autori materiali.
Carabinieri
Traditi dal gps dell’auto a noleggio
Il militare, medicato in ospedale, ne ha avuto per cinque giorni, ma poteva finire molto peggio. I banditi sono stati incastrati dall’incrocio dei dati rilevati dall’impianto Gps della vettura (presa a noleggio a Cerveteri per commettere i furti) e delle celle agganciate dai telefonini, perfettamente sovrapponibili per luoghi e orari.
“Colpito alla testa con un tubo di ferro”
“Quando verso le 18 sono rientrato a casa dal lavoro, li ho visti scappare dalla finestra – ha testimoniato la vittima davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini – d’istinto mi sono lanciato all’inseguimento e ne ho acciuffato uno, identificandomi. Lui allora ha tirato fuori un tubo di ferro e ha cominciato colpirmi in testa, mentre arrivava una Fiat 500 bianca che lo ha caricato a bordo al volo, dandosi alla fuga verso Manziana”.
Un Rolex in cambio dell’alibi
La viterbese, la cui posizione è stata stralciata, sarà processata a parte. Si tratta della giovane che la mattina successiva alla rapina a casa del carabiniere si è recata alla polizia per denunciare il falso furto della Fiat 500 bianca utilizzata dai banditi. Sentendo il fiato degli investigatori sul collo, dopo l’aggressione al carabiniere, i ladri avrebbero incaricato la viterbese, sembra promettendole in cambio 4mila euro e un Rolex d’oro, di recarsi a denunciare il furto della macchina.
Vettura “abbandonata” all’autolavaggio
Peccato che la donna abbia commesso un errore, dicendo che l’auto era stata rubata dai ladri la sera prima mentre era parcheggiata a Roma con la chiave rimasta appesa sullo sportello, quando il Gps dell’assicurazione dava la vettura a Oriolo Romano alla stessa ora. La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Ladispoli.
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