Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Bassano Romano - Alessandrini (ministero beni culturali) e Morando (carabinieri) - La storia del furto e del recupero del gruppo scultoreo tornato finalmente a casa - FOTO E VIDEO

“Le tante vite del Gladiatore Giustiniani…”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:


Bassano Romano – “Le tante vite del Gladiatore Giustiniani”. Si intitola così il pannello che descrive l’opera tornata ieri a Villa Giustiniani, splendido palazzo del XVI secolo a Bassano Romano. La descrizione sta accanto all’opera e racconta le vicende che hanno portato al suo recupero. Tipiche di tante altre situazioni che negli anni hanno visto il progressivo saccheggio del patrimonio storico, artistico e archeologico della Tuscia. In tal caso, Il Gladiatore è un gruppo scultoreo, il corpo è stato ritrovato a Malibù e la testa a Roma. Di seguito quest’ultima il giorno della scoperta.


La testa del leone ritrovata in una villa lungo l'Appia Antica da Stefano Alessandrini

La testa del leone ritrovata in una villa lungo l’Appia Antica a Roma da Stefano Alessandrini


Una villa tornata nelle mani dello stato all’inizio di questo secolo e che, grazie al lavoro fatto dal comune e dalla direttrice Federica Zalabra, è stata riaperta al pubblico. Una volta a settimana, il sabato. Al suo interno hanno lavorato numerosi artisti: artisti: Antonio Tempesta, Bernardo Castello, Antonio Gaio, il Domenichino e Paolo Guidotti. Un palazzo affrescato che si trova immediatamente dopo via Mariano Buratti, abbandonato a se stesso fino all’arrivo di ministero e soprintendenza. Resta ancora da recuperare la rocca del XVII secolo, con un giardino di 23 ettari attorno e una serie di interessanti graffiti della seconda metà degli anni ’70, che si trova alle spalle del palazzo.


Bassano Romano – Il Gladiatore di Villa Giustiniani


Ieri mattina la conferenza stampa che ha sancito il ritorno del Gladiatore a Bassano. Assieme al sindaco Emanuele Maggi, 34 anni, “con gli amici, da piccoli – ha detto per sottolineare l’abbandono del passato – giocavamo a pallone nella piazza utilizzando il portone del palazzo come porta”, e alla direttrice Zalabra, c’erano anche il vicecomandante del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, Danilo Ottaviani, il direttore del Parco archeologico di Ostia Antica Alessandro D’Alessio, dove era custodito il gruppo scultoreo, il luogotenente in congedo dei carabinieri patrimonio culturale, Salvatore Morando, e il consulente del ministero per il recupero delle opere d’arte, avvocatura dello stato, Stefano Alessandrini. 


Bassano Romano - Il Gladiatore Giustiniani

Bassano Romano – Villa Giustiniani


“Nel 1631 – spiega il pannello descrittivo di cui s’è detto – il marchese Vincenzo Giustiniani fece stampare una raccolta di incisioni, la Galleria Giustiniana con la sua collezione di statue. Tra queste il Gladiatore che uccide un leone che ornava la grande vasca nel parco della Villa di Bassano. Fin dal Rinascimento nobili e collezionisti ricercarono statue antiche per le loro case sia per motivi estetici sia per il prestigio che da esse proveniva in riferimento ai grandi personaggi dell’antichità. Quest’uso renderà nel tempo sempre più difficile trovare statue intere in buone condizioni tanto che ci si accontenterà anche di pezzi frammentari che verranno integrati, spesso in modo fantasioso o secondo i desideri del committente, da scultori del tempo. Questo è ciò che accadde al Gladiatore”.


Bassano Romano - Villa Giustiniani

Bassano Romano – Villa Giustiniani


“La statua – prosegue la descrizione dell’opera – era formata da pezzi diversi, antichi e moderni (composti probabilmente nel ‘600 ndr). La parte romana, di cui resta il torso, raffigurava in origine il dio Mitra che uccide il toro. Vincenzo Giustiniani trasformò il Mitra in un gladiatore. Fu aggiunta una nuova testa con un elmo, il braccio mancante venne armato di spada e al posto del toro fu scolpito un leone. In anni moderni la statua fu smembrata e venduta. Il torso antico fu ritrovato dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale al Getty Museum di Malibù, mentre la testa del leone fu rintracciata in una villa sull’Appia antica. Nel 1999 i pezzi furono riuniti ed esposti a Ostia Antica accanto al Mitra dello scultore Kriton”.


Bassano Romano - Salvatore Morando

Bassano Romano – Salvatore Morando


“Tutto nasce da molto lontano – ha detto Morando -. Abbiamo capito che le cose partivano dalla Svizzera per poi finire in diversi stati europei, soprattutto in Inghilterra”. La via delle archeomafie, soprattutto quelle di fine secolo scorso e inizio nuovo che hanno visto migliaia di reperti archeologici uscire dall’Italia, approdare in Svizzera oppure in Inghilterra, spesso nelle case d’asta, e da qui, in maniera del tutto legale, prendere il volo per altri continenti. Il torso antico del Gladiatore, risalente forse al II secolo d.C., è finito a Malibù, città della California, Stati Uniti d’America, affacciata sull’oceano Pacifico. Per recuperarla, merito delle indagini dei carabinieri, il governo italiano ha dovuto negoziare con il Getty Museum che alla fine ha mollato l’osso restituendo al Paese un pezzettino delle ricchezze svanite dal suo territorio e approdate altrove.


Bassano Romano - Stefano Alessandrini

Bassano Romano – Stefano Alessandrini


Per far uscire i reperti dai confini nazionali è tuttavia necessaria un rete internazionale ampia e ramificata, capace di seguire tutti i passaggi di una filiera che va dallo scavo clandestino all’esportazione illegale delle opere, sfruttando spesso gli stessi canali dei traffici di armi, droga ed esseri umani. In sintesi, un’organizzazione mafiosa.


Bassano Romano – Villa Giustiniani


Oltre al torso, anche la testa, quella del leone, che in passato ha preso una strada diversa rispetto al corpo del Gladiatore. E mentre il primo è stato ritrovato dai carabinieri in America, quest’ultimo è stato ritrovato Stefano Alessandrini, consulente del ministero per i beni culturali per il recupero delle opere d’arte. Ecco il suo racconto. “Una volta andai a visitare con degli amici una villa lungo la Via Appia, vicino la Villa di Cecilia Metella. Girando, mi accorgo che su una mensola in muratura c’è una testa di leone. A quel punto, mi scatta un click nella testa. L’avevo sicuramente rivista da qualche parte. Mi occupo di recupero di opere d’arte da circa 40 anni. Scatto subito una foto e la porto con me. Passano un paio di giorni e tiro fuori dal mio archivio un piccolo libro degli anni ’60 edito dal ministero della pubblica istruzione. Un testo dedicato ai furti di reperti archeologici su tutto il territorio nazionale. C’era pure la foto del gruppo scultoreo del Gladiatore e ho riconosciuto la testa di leone. Ho chiamato subito i carabinieri che hanno fatto il resto”.


Bassano Romano - Il Gladiatore Giustiniani

Bassano Romano – Il Gladiatore Giustiniani


“Oggi – conclude il pannello accanto al Gladiatore – col progetto 100 opere tornano a casa, il torso e la testa del leone tornano a Villa Giustiniani, il luogo in cui i frammenti antichi erano stati esposti”.

Daniele Camilli


Multimedia: Fotogallery: Il Gladiatore Giustiniani – Villa Giustiniani – Video: La storia del Gladiatore

Articoli: Il Gladiatore Giustiniani è tornato finalmente a casa… – Rocca Giustiniani-Odescalchi, 40 anni di abbandono di un grande patrimonio artistico…


Condividi la notizia:
23 gennaio, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/