Ronciglione – Restituiti alla vittima dopo sette anni i gioielli rubati nella sua abitazione di Ronciglione nell’estate 2015 durante la festa per il diciottesimo compleanno della figlia. Imputato di ricettazione un amico di famiglia nonché padre di una delle migliori amiche della festeggiata.
Sette anni. Tanto ci è voluto perché la donna, 61 anni, parte civile al processo con gli avvocati Vincenzo Petroni e Noemi Palermo, riuscisse a tornare in possesso del maltolto, finito sotto sequestro in Puglia come prova di reato.
Fino a Copertino, in provincia di Lecce, sono dovuti andare i legali per recuperare, dopo mille traversie burocratiche legate al riconoscimento della refurtiva, l’ingentissimo bottino, del valore di 80mila euro, conservato presso i carabinieri del posto e dissequestrato soltanto nei giorni scorsi.
Il “tesoretto” sarebbe stato rubato il 23 luglio del 2015, mentre nell’abitazione era in corso la festa di compleanno per i 18 anni della figlia. “Erano amici di famiglia e anche le nostre figlie erano amiche, per cui frequentavano casa nostra”, ha detto la legittima proprietaria dei gioielli.
Noemi Palermo e Vincenzo Petroni
Perizia psichiatrica sull’imputato “depresso”
Il processo nel frattempo è ripreso davanti al giudice Francesco Rigato che, su richiesta del difensore Giuliano Migliorati, ha disposto una perizia psichiatrica sull’imputato, un sessantenne d’origine pugliese residente a Cellere, affidata al dottor Antonio Maria Lanzetti, che il prossimo 26 maggio riferirà in aula sui risultati. In un analogo processo celebrato in Puglia, infatti, è stato giudicato “incapace stare a giudizio a causa di una gravissima forma di depressione”.
In fuga con 80mila euro di gioielli in tasca
L’imputato è stato bloccato con le tasche rigonfie di ottantamila euro di gioielli in Puglia il 14 settembre 2015. A Copertino, mentre si stava recando a venderli in una gioielleria del posto. Tra i molteplici oggetti d’oro spariti dall’abitazione di Ronciglione, in pratica tutti i gioielli di famiglia, sono annoverati dieci spille, sei collane, cinque bracciali, un fermacravatta, anelli con topazi, brillanti, smeraldi e altre pietre preziose, un orologio da uomo e due da donna, sette paia di orecchini, sette punti luce.
“In quell’oro c’è la storia di una vita”
“In quell’oro c’è la storia di una vita, la vita della mia famiglia”, aveva spiegato in aula la vittima all’udienza del 12 settembre 2019, quando solo due monili le erano stati restituiti, un serpente d’oro lungo 30 centimetri con gli occhi di rubino e un portachiavi con le iniziali dei genitori. Il resto lo ha riconosciuto in fotografia. Ogni immagine un colpo al cuore.“Quello è il bracciale di oro antico che mi ha regalato mio marito al primo anniversario. Quella è la ‘emme’ d’oro che mi hanno regalato per i miei 50 anni. Lì c’è la medaglietta del mio gruppo sanguino ‘zero’. Là la medaglia regalata alla nonna dal circolo polivalente di Ronciglione. Gli orologi piccoli me li hanno regalati per la cresima e la comunione. In tutto questo oro c’è la storia di una vita, la vita di una famiglia”, ha detto e ripetuto più volte, commossa ed emozionata nel sapere che i gioielli sono stati ritrovati, anche se non le erano stati ancora restituiti.
Silvana Cortignani
Articoli: 80mila euro di gioielli ricettati, “gravemente depresso” il sessantenne sotto accusa – “Mi hanno rubato 80mila euro di gioielli che sono la storia di una vita” – Nelle tasche gioielli per decine di migliaia di euro rubati a casa di un’amica della figlia…
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
