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Tribunale - A processo per ricettazione un sessantenne - Il "tesoro" sarà mostrato in aula alla vittima, che si è costituita parte civile e chiede 80mila euro di risarcimento

Nelle tasche gioielli per decine di migliaia di euro rubati a casa di un’amica della figlia…

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Viterbo - Palazzo di giustizia

Viterbo – Palazzo di giustizia

Ronciglione – Un serpente d’oro lungo 30 centimetri con gli occhi di rubino tra i monili trovati nelle tasche rigonfie di gioielli di un sessantenne residente a Cellere, ma originario di Copertino, in provincia di Lecce. 

Un tesoro del valore complessivo di decine di migliaia di euro per cui l’uomo è finito sotto processo davanti al giudice Elisabetta Massini con l’accusa di ricettazione.

Parte civile una 59enne di Ronciglione, assistita dall’avvocato Vincenzo Petroni, che punta a un maxirisarcimento di 80mila euro per i danni materiali e morali dovuti alla perdita dei gioielli di famiglia. Ma potrebbe non essere l’unica vittima. Tra i gioielli, infatti, figurerebbero oggetti che potrebbero essere provento di altri furti.

La figlia dell’imputato sarebbe stata amica della figlia della 59enne e avrebbe frequentato abitualmente l’abitazione della vittima nell’estate 2015, quando sarebbe stato messo a segno il furto. 

I gioielli sarebbero stati nascosti in due distinte borse custodite nell’armadio della camera da letto della madre della 59enne, un’anziana di 83 anni che solo raramente usciva da casa. Ragione per cui si sarebbe potuto impossessare dei preziosi solo qualcuno che frequentava abitualmente l’abitazione.

L’imputato è stato bloccato con le tasche rigonfie di gioielli in Puglia, dai carabinieri della stazione di Leverano, nel Leccese, il 14 settembre 2015. 

A distanza di quasi quattro anni alla 59enne sono stati restituiti solo pochi oggetti, quelli ritenuti inconfondibili, vale a dire il serpente d’oro lungo 30 centimetri con gli occhi di rubino e un portachiavi raffigurante la bocca della verità con incisi i nomi Mariella e Arcangelo.

Il resto della presunta refurtiva, tuttora sotto sequestro, sarà invece esibita in aula all’udienza del 12 settembre. 

Tra i molteplici oggetti d’oro spariti dall’abitazione della 59enne di Ronciglione, in pratica tutti i gioielli di famiglia, sono annoverati dieci spille, sei collane, cinque bracciali, un fermacravatta, anelli con topazi, brillanti, smeraldi e altre pietre preziose, un orologio da uomo e due da donna, sette paia di orecchini, sette punti luce. 

Dal dossier fotografico messo a punto dai carabinieri pugliesi, la parte civile ha riconosciuto gran parte degli oggetti di cui aveva denunciato il furto, ma non tutti. Altri preziosi, invece, non corrisponderebbero a quelli sottratti dalla sua abitazione. Motivo per cui il giudice ha ritenuto di dover mostrare il tesoro in aula.  

 


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6 luglio, 2019

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