Viterbo – “Io non posso lasciare i miei amici, la mia famiglia, la mia ragazza. Non posso. Io non scappo. Se tutti scappano, chi resterà a combattere per il nostro popolo?”. A sentirselo dire dal figlio è Oksana Kapinus, rappresentante della comunità ucraina di Viterbo che ieri sera ha organizzato una veglia di preghiera nella chiesa di San Francesco a Viterbo contro la guerra in Ucraina e l’invasione russa del suo territorio.
“Mio figlio ha 21 anni – ha detto Kapinus -, e ho soltanto lui. Ho paura, ma come ho detto durante la preghiera, ho smesso di piangere. Ma soprattutto, sono molto orgogliosa della sua scelta di restare a lottare per il proprio popolo”.
Prosegue infine la raccolta di alimenti e medicina da parte della comunità ucraina.
Viterbo – Oksana Kapinus
Signora Kapinus, durante la messa lei ha detto di aver “smesso di piangere”. Perché?
“Ho smesso di piangere perché devo essere forte. Se piangiamo non risolviamo niente. Per vincere dobbiamo essere forti. E dobbiamo vincere per tutti quanti noi, continuando a lavorare e a organizzare la nostra battaglia per i nostri figli”.
I suoi figli stanno in Ucraina?
“Ho un figlio di 21 anni che è rimasto in Ucraina, a Ivano-Frankivs’k. I russi hanno bombardato anche questa città, sebbene in misura minore rispetto alle altre. Per il resto il nostro paese è stato distrutto. Non avevamo bisogno di una guerra, noi vogliamo la pace. Siamo persone accoglienti e volevamo solo essere felici con le nostre famiglie”.
Cosa serve per vincere contro i russi?
“Bisogna essere forti e determinati. Forza e determinazione che i nostri ragazzi stanno mostrando in modo straordinario. Non me lo aspettavo. Tutti stanno combattendo, senza alcuna paura. Noi vinceremo, per il nostro popolo. Noi vinceremo, perché vogliamo libertà e pace”.
Viterbo – La preghiera della comunità ucraina contro la guerra
E’ stato suo figlio a voler restare in Ucraina?
“Sì. Quando gli ho detto di venire in Italia da me, la sua risposta è stata: ‘mamma, io non posso lasciare i miei amici, la mia famiglia, la mia ragazza. Non posso. Io non scappo. Se tutti scappano, chi resterà a combattere per il nostro popolo? Noi uomini dobbiamo restare per proteggere la nostra nazione e lottare contro i russi'”.
E lei cosa ne pensa della scelta di suo figlio?
“Sono molto preoccupata, sono una madre. Ma sono anche molto orgogliosa di mio figlio. Per il coraggio e la forza che sta dimostrando. I nostri figli non hanno paura”.
Come si è sentita quando suo figlio le ha detto che sarebbe rimasto in Ucraina?
“All’inizio piangevo, non dormivo e non mangiavo più. Stavo malissimo. Ma è la sua scelta. La scelta di stare accanto al nostro popolo, e questo mi rende orgogliosa. Auguro a tutte le mamme di avere un figlio come il mio”.
Suo figlio è mai stato in Italia?
“Sì, un anno e mezzo. Ma per lui è stato molto difficile e alla fine ha deciso di ritornare in Ucraina. Poi ho scoperto che è ritornato per amore. Amore per la propria fidanzata e per il proprio paese”.
Viterbo – La raccolta di alimenti e medicinali da spedire in Ucraina
A cosa serve pregare, come avete fatto questa sera, quando è in corso una guerra?
“Perché senza Dio non possiamo vincere. E quando sbagliamo, ci dà sempre un segnale su cui ragionare. Non solo, ma con la preghiera gli diciamo anche di proteggere i nostri figli, tanti dei quali sono morti in questi giorni di guerra. E non è possibile vedere i propri figli morire”.
Cosa dovrebbe fare la Nato?
“Entrare nella Nato per noi significherebbe essere protetti ed evitare che il nostro paese venga schiacciato dall’invasione. Ma Putin questo non lo vuole”.
Non teme però che una scelta del genere, cioè l’ingresso dell’Ucraina nella Nato oppure l’intervento militare in suo favore, possa scatenare una guerra mondiale?
“Sì, lo temo. Ma sono anche convinta che la Russia sia molto più debole rispetto alla Nato. Sono anni che i nostri figli stanno morendo per colpa di Putin”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca: La preghiera della comunità ucraina – Il mercoledì delle Ceneri – I pacchi raccolti in piazza Fontana – La manifestazione contro la guerra in Ucraina – Stop Putin – Video: Gli aiuti del Bar 103 – La piazza – La contestazione


