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Eredità della zia contesa da una dozzina di nipoti, riaperta la successione

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Viterbo - Il tribunale

Il tribunale di via Falcone e Borsellino


Vallerano – (sil.co.) – Eredità contesa da una dozzina di cugini, il tribunale civile ha stabilito che il testamento olografo della zia a favore soltanto di due nipoti nominati eredi universali era stato fatto da persona incapace. Come sostenuto dagli altri 11 nipoti esclusi a sorpresa dal testamento. 

Motivo per cui, a distanza di sei anni dalla morte dell’anziana, si è riaperta la successione, come stabilito lo scorso 24 marzo dal presidente Eugenio Turco assieme ai colleghi Federico Bonato e Caterina Mastropasqua.

Al centro della vicenda due fratelli di Vallerano, uno dei quali nel frattempo deceduto, denunciati dagli altri 11 cugini subito dopo la lettura del testamento che nominava i due fratelli eredi universali dell’intero patrimonio della congiunta.

Il fratello ancora vivo, oggi 66enne, fu rinviato a giudizio nel 2017 dalla gip Savina Poli per circonvenzione di incapace. 

“Il tribunale di Viterbo – si legge nella sentenza – dichiara invalido il testamento olografo, in ragione dell’accertata incapacità della de cuius, all’epoca della redazione, di disporre per testamento e condanna parte convenuta alla consegna e restituzione agli eredi testamentari di tutti i beni mobili e immobili facenti parte del compendio ereditario della de cuius”.

Le presunte parti offese, dopo il rinvio a giudizio del cugino, hanno ottenuto in sede civile.sempre cinque anni fa, il sequestro giudiziario di tutti i beni mobili e immobili costituenti l’asse ereditario dell’anziana.

Gli altri undici agguerritissimi nipoti – assistiti dagli avvocati Sante Zampolini e Enrico De Paolis – alla morte dell’anziana, nel 2016, hanno scoperto che quattro anni prima la zia, il 27 gennaio 2012, aveva fatto testamento a favore esclusivamente dei due fratelli, escludendo tutti gli altri consanguinei che si aspettavano di ereditare dalla cara estinta.

Secondo il pm Chiara Capezzuto, titolare del fascicolo di pertinenza della procura della repubblica di Viterbo, i due fratelli “in concorso tra loro, nella qualità di nipoti dell’anziana, sottoposta ad amministrazione di sostegno dal 20 marzo 2914 al decesso avvenuto il 20 agosto 2016, al fine di procurare a se stessi o ad altri un ingiusto profitto, abusando dello stato di infermità-deficienza psichica della congiunta, la inducevano a compiere atti che comportavano effetti giuridici dannosi per lei e/o per gli altri”. 

“Segnatamente – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – il testamento datato 27 gennaio 2012, con il quale i due fratelli venivano nominati unici eredi, con l’aggravante di avere arrecato agli altri 11 nipoti dell’anziana un danno di rilevante entità da quantificare e di aver commesso il fatto abusando delle relazioni domestiche intercorse”. 


Articoli: “Tutto nasce dal rifiuto dei cugini di accettare il testamento della zia” – Eredità contesa da una dozzina cugini, bloccati beni della nonna – Testamento a sorpresa della nonna, due fratelli denunciati da undici cugini

 

 

 


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