Vignanello
Vignanello – sponsorizzato – Il libro del festival culturale dell’area Etrusco Cimina si arricchisce di un nuovo capitolo.
L’ottavo weekend della manifestazione, organizzata e portata avanti con successo dall’associazione Arca, inizia domani e prosegue anche sabato e domenica.
A ospitare gli eventi, dopo il fine settimana di Vetralla, è Vignanello che prepara la biblioteca comunale, il teatro Italia e il centro storico per le quattro iniziative in programma.
Roberta Mezzabarba
Si comincia domani, venerdì 29 aprile, con il libro storico locale. Questa volta tocca a Roberta Mezzabarba, attesa alla biblioteca comunale, con la presentazione di “Iulia Farnesia lettere da un anima”.
Giulia Farnese, una donna che attraversa il tempo per trovare, in questo romanzo, il suo riscatto. La sua vera storia racconta di una donna che va molto oltre la figura di Sponsa Christi con cui è conosciuta in tutto il mondo. L’autrice tratteggia il profilo di una donna forte che, libera dalle pastoie di una famiglia che l’ha allevata all’ubbidienza, rinasce dalle sue ceneri e dalla damnatio memoriæ per divenire la mater e la domina del feudo di Carbognano. Con una prosa avvincente, basandosi su una trama storica di accadimenti reali (ricavati da documenti d’archivio), l’autrice restituisce a La Bella la dignità che le cronache storiche hanno sempre tralasciato, preferendo rincorrere il gossip cinquecentesco.
Prolifica scrittrice viterbese, Roberta Mezzabarba ha al suo attivo 11 pubblicazioni (quattro romanzi, due raccolte poesia, due raccolte racconti e tre libri illustrati per bambini). Accademico di Sicilia, ideatrice e presidente del Premio Letterario Internazionale Città di Viterbo Tuscia libris, collabora con il settimanale Acicastello informa e con le associazioni culturali Soccorso letterario di Cesena e Concorso Letterari.net. Con i suoi scritti, negli ultimi 36 mesi, ha vinto più di 150 prestigiosi riconoscimenti in concorsi letterari in tutta Italia.
Roberto Costantini
Sabato 30 aprile appuntamento con l’autore nazionale, sempre alle 18 e sempre nella biblioteca comunale che per l’occasione ospita Roberto Costantini e il suo “La falena e la fiamma”.
Oggi sono Aba, una moglie e una madre. Oggi sono anche Ice, un’agente dell’intelligence. Allora avevo vent’anni. Non è una giustificazione, solo un fatto. In quell’estate del 1999 ero ancora soltanto Aba Abate, la figlia del generale Adelmo Abate, l’uomo a capo dei servizi segreti italiani. Una studentessa universitaria, convinta di sapere tutto e di poter contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Per questa illusione ho scelto di prendere parte attiva a un gioco troppo più grande di me. Un gioco delle parti, un terribile gioco da spie, cominciato con una semplice e falsa partita a scacchi con l’uomo che mi avrebbe cambiato la vita. In quel momento, sotto l’ombra dei portici di Tripoli, davanti alla scacchiera, io non mi chiamavo Aba Abate. E lui forse non si chiamava davvero Johnny, non ho mai saputo il suo vero nome. Ero una falena. Johnny era la fiamma che mi attirava, irresistibilmente, in un labirinto di complotti e pericoli, ossessioni morbose e fanatismi letali. Ho pagato il prezzo. E continuo a pagarlo. Sono capace di ingannare chiunque, anche me stessa. Ma oggi lo so: le bugie essenziali per sopravvivere sono quelle che raccontiamo a noi stessi.
Roberto Costantini, trapanese classe 1952, è ingegnere, scrittore e docente. Dopo il master in Management science conseguito all’università di Stanford, ha collaborato con varie società internazionali nel settore dell’impiantistica e ora è docente di Business administration alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha esordito nel mondo della scrittura con “Tu sei il male”, romanzo giallo e capitolo iniziale della saga con protagonista il commissario Balistreri. “La stampa” definì questo racconto “uno di quei rari thriller memorabili, che riesce a raccontare trent’anni di storia attraverso un delitto”. Il ritratto sociologico dell’Italia attraverso la narrazione di storie noir è stato il meccanismo utilizzato anche nei suoi successivi lavori. “Alle radici del male” e “Il male non dimentica”, titoli che completano la trilogia, e “La moglie perfetta”, uscito nel 2016, sono i libri, sempre con protagonista l’enigmatico Balistreri, presentati da Roberto Costantini nel corso di questi anni e pubblicati da Marsilio.
Anomanouche
Dopo la presentazione del libro di Costantini appuntamento al teatro Italia, alle 21, con il concerto dell’Anomanouche gipsy quartet. Un evento tanto atteso che ha fatto registrare il sold out con molti giorni di anticipo.
L’Anomanuche gipsy quartet è un gruppo composto da giovani talenti del territorio: Miriana Bigi alla voce, Moreno Sorbelli alla chitarra, Alessandro Virgili alla seconda chitarra e Simone Calcagni al contrabbasso. Il repertorio del gruppo spazia dalla musica gispy ai grandi classici dello swing italiano, strizzando l’occhio ai grandi brani della musica italiana come Vacanza Romane.
Antonello Ricci
La domenica, come di consueto, è dedicata alla storia e alla natura con la passeggiata racconto “Un paesaggio si può!” a cura delle Comunità narranti e dei narratori di comunità capitanati da Antonello Ricci.
Il primo maggio è dedicato a “Vignanello ombelico del mondo”. Passeggiare per il centro storico del borgo dei Cimini, sognare di arrivare con il trenino della Roma-nord, calpestare le strade lastricate di sanpietrini, sdrucciolosi d’inverno e roventi d’estate e odorare il profumo di ventotto secoli di storia che si sveleranno un poco per volta.
“Pillole” e letture delle narratrici Sonia Stefanucci (regia e scelta testi) e Sara Forliti (letture e intermezzi). Genius dell’Olmo Vincenzo Pacelli. Intermezzi random e “pettegolezzi” critico-narrativi di Antonello Ricci. Appuntamento alle 10,30 davanti alla stazione dei treni Cotral. Durata dell’evento un’ora e 45 minuti.
Il programma del festival culturale dell’area Etrusco Cimina
Il festival culturale dell’area Etrusco Cimina è realizzato dal Sisc (Sistema integrato dei servizi culturali dell’area Etrusco Cimina) con il sostegno della regione Lazio per biblioteche, musei e archivi e in collaborazione con i comuni di Bassano Romano, Blera, Canepina, Capranica, Caprarola, Gallese, Nepi, Oriolo Romano, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Carbognano, Vetralla, Vignanello, Vitorchiano e la fondazione Carivit con il museo della ceramica della Tuscia. La direzione artistica ed esecutiva è dell’associazione Arca.
Maggiori informazioni sulla pagina facebook Festival culturale dell’area Etrusco Cimina.
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