Vetralla
Vetralla – sponsorizzato – Dopo il weekend di pausa per il ponte di Pasqua torna il festival culturale dell’area Etrusco Cimina.
Il comune di Carbognano passa il testimone a Vetralla che da domani, venerdì 22 aprile, fino a domenica 24 ospita la sesta tappa della manifestazione organizzata in maniera eccellente dall’associazione Arca.
La biblioteca, palazzo Zelli e il paesaggio vetrallese sono le quattro location che ospitano gli eventi in programma, come di consueto con ingresso libero. Domenica pomeriggio, inoltre, ritorno a Vitorchiano per il recupero di un concerto rinviato per maltempo.
Andrea Natali
Si comincia domani, venerdì 22 aprile, con la presentazione di un libro storico locale dedicato proprio a Vetralla. L’appuntamento è per le 18 alla biblioteca con Andrea Natali e il suo “La vita quotidiana a Vetralla nei primi dell’800”.
Attraverso fonti di archivio, viene descritta la situazione politico sociale di una piccola Città dello Stato Pontificio, in un particolare momento storico che va dalla dominazione napoleonica alla Restaurazione.
Filippo La Porta
Sabato 23 aprile alle 18 il festival prosegue nella biblioteca comunale con la presentazione di un secondo libro. Dopo Andrea Natali tocca a Filippo La Porta con “L’impossibile cura della vita”.
L’impossibile “cura” della vita. Cechov, Céline e Carlo Levi, medici-scritto ricoscienziosi e senza illusioni Cechov, Céline e Carlo Levi hanno più volte intrecciato, nella vita e nell’opera, letteratura e medicina, due arti legate da un nesso antico e imprescindibile.
Ripercorrendone la biografia, Filippo La Porta offre un ritratto dei tre grandi medici-scrittori che ne mette in luce le peculiarità e i tratti comuni: critici nei confronti della società, sono stati testimoni di un “umanesimo” violentemente messo in crisi dal Novecento, ma per noi irrinunciabile, e soprattutto sono stati medici diligenti e coscienziosi, sempre attenti ai poveri e agli ultimi, con la consapevolezza che, come sapeva Svevo, la vita resta l’unica malattia indubitabilmente mortale.
Filippo La Porta Critico e saggista. Scrive regolarmente su “La Repubblica”. Ha una rubrica sul settimanale “Left” e sul mensile “L’immaginazione”. Tra le sue molte pubblicazioni: La nuova narrativa italiana (Bollati Boringhieri, 1995), Pasolini (il Mulino, 2012), Il bene e gli altri. Dante e un’etica per il nuovo millennio (Bompiani, 2018), Eretico controvoglia. Nicola Chiaromonte, una vita tra giustizia e libertà (Bompiani, 2019). Ha scritto saggi introduttivi a libri di Machiavelli, Gogol, Marx, Henry James e Conrad, per le edizioni Giunti e Newton Compton. Insegna in vari corsi di scrittura.
Lorenzo Agnifili
Sabato sera spazio alla musica con il concerto del Lorenzo Agnifili trio a palazzo Zelli. Il pianista, compositore, arrangiatore e cantante si esibisce alle 21 accompagnato da Enrico Mianulli al basso e Tiziano Treto al drum.
Dopo aver studiato composizione con Marco Gatti e Cristina Landuzzi e piano jazz con Alessandro Bravo e Ramberto Ciammarughi, Lorenzo Agnifili si diploma in arrangiamento moderno al conservatorio di Bologna con 110 e lode.
Quindi l’esperienza all’estero, dove si diploma in piano jazz anche al conservatorio Reale dell’Aia (Paesi Bassi) e consegue un master in composizione jazz al conservatorio di Bruxelles studiando con Kris Deffort.
La sua lista di premi è lunga: nel 2010 come pianista arriva in finale al Premio Luca Flores; nel 2013 vince il primo premio nel concorso internazionale di composizione jazz “Barga jazz”. Nello stesso anno e nel 2010 arriva in finale in Svezia nel prestigioso concorso di composizione jazz “Jazzverk”.
Come compositore e arrangiatore ha collaborato con Fabio Concato, teatro Comunale di Bologna, fondazione Fabrizio De Andrè, Kdh big band, Norrbotten big band, Chieti jazz orchestra, Barga jazz orchestra, Briccialdi big band, Terni jazz orchestra. Mentre come pianista ha suonato per dieci anni nella Terni jazz orchestra e ha collaborato con Carlo Atti, Steve Grossmann, Marco Tamburini, George Garzone, Massimo Manzi, Maurizio Giammarco, Micheal Rosen, Andy Gravich, John Ruocco ed Eef Alberts.
Antonello Ricci
A chiudere il weekend vetrallese, domenica 24 aprile a partire dalle 10,30, la passeggiata racconto del ciclo “Un paesaggio può!” a cura delle Comunità narranti e dei narratori di comunità capitanati da Antonello Ricci.
“A Vetralla fa ‘l macello!” è il titolo dell’evento che parte da piazza Vittorio Emanuele II. “Quanno Monte Fogliano c’ha ‘l cappello/ corre villano, pia l’ombrello/che a Vetralla fa ‘l macello” è un detto popolare, molto noto sia a Vetralla sia nei borghi limitrofi dell’area etrusco-cimina, che esprime il rapporto simbiotico della città con il suo paesaggio.
Nella passeggiata-racconto, attraverso aneddoti e poesie si narrerà di come l’uomo ha modificato il paesaggio vetrallese, piegandolo al proprio interesse, ma anche di come il paesaggio possa, con le sue linee inconfondibili e caratteristiche, comunicare, quale testimonianza della nostra civiltà, un messaggio composto da campanili, boschi, uliveti e comunità arroccate.
La durata dell’evento è di un’ora e 45 minuti. “Pillole” e letture dei narratori di comunità Andrea Natali (regia e scelta testi) e Franco Cherubini (letture e intermezzi). Guest star Amerildo Menditto. “Pettegolezzi” narrativi di Antonello Ricci.
I TeaCup8
Nel pomeriggio di domenica, alle 18, il festival torna a Vitorchiano per il recupero del concerto dei TeaCup8 rinviato per maltempo. Gli artisti si esibiscono nella chiesa di Sant’Amanzio.
I TeaCup8 sono una compagine musicale romana nata tra le mura del conservatorio di Santa Cecilia. Attivi inizialmente sotto la guida del maestro Domenico Ascione, di cui i componenti sono tutti allievi, prendono forma definitiva nel settembre del 2017 costituendosi ufficialmente come un nonetto chitarristico.
Fin dai primi concerti si esibiscono in tutta Roma riscontrando sempre grande successo ed entusiasmo da parte del pubblico. Animati dal desiderio di indagare le potenzialità orchestrali della chitarra ed insieme di misurarsi senza pregiudizi stilistici con i lasciti dei più grandi compositori, offrono la possibilità di godere dell’ascolto di un repertorio mutevole per carattere e derivazione storica.
I loro concerti vivono così di incursioni negli ambiti formali più disparati: dal barocco al latino americano e allo swing, dall’operistico allo sperimentalismo contemporaneo.
Il programma del festival culturale dell’area Etrusco Cimina
Il festival culturale dell’area Etrusco Cimina è realizzato dal Sisc (Sistema integrato dei servizi culturali dell’area Etrusco Cimina) con il sostegno della regione Lazio per biblioteche, musei e archivi e in collaborazione con i comuni di Bassano Romano, Blera, Canepina, Capranica, Caprarola, Gallese, Nepi, Oriolo Romano, Ronciglione, Soriano nel Cimino, Carbognano, Vetralla, Vignanello, Vitorchiano e la fondazione Carivit con il museo della ceramica della Tuscia. La direzione artistica ed esecutiva è dell’associazione Arca.
Maggiori informazioni sulla pagina facebook Festival culturale dell’area Etrusco Cimina.
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