Viterbo – Posto di controllo in località Riello
Viterbo – Pestato e rapinato dal “branco” al capolinea del Riello, ci sarebbero gli identikit di tutti gli aggressori del 48enne di Vignanello portato in ambulanza il primo aprile all’ospedale di Belcolle dove è stato refertato con una prognosi di 30 giorni.
La vittima, che ha sporto denuncia tramite l’avvocato Francesca Bufalini, avrebbe indicato tre giovani di nazionalità albanese sui 25 anni alti circa un metro e 75, che nel primo pomeriggio di venerdì lo avrebbero costretto a seguirli dal capolinea al parco del Pilastro, facendogli intendere che era perché avrebbe intrattenuto rapporti su Instagram con una connazionale ex fidanzata di uno di loro, inviandole anche uno foto a torso nudo.
Uno sarebbe di corporatura robusta con capelli neri corti; un altro di corporatura normale, capelli ricci scuri, occhi e carnagione scura; il terzo, infine, sarebbe di corporatura normale, occhi chiari e capelli corti biondi.
Una volta lontano da occhi indiscreti, lo avrebbero scaraventato a terra e rapinato del portafoglio, pi ritrovato dai carabinieri, all’interno del quale, oltre a documenti e carte di credito, ci sarebbero stati anche 600 euro in contanti.
Il 48enne, dopo la rapina, avrebbe subito chiamato la polizia mentre il terzetto si dava alla fuga verso il quartiere del Pilastro, tornando al capolinea del Riello con l’idea di prendere il primo pullman per tornare a casa.
Una volta giunto al Riello avrebbe raccontato l’accaduto a delle conoscenti, anche loro albanesi, le quali avrebbero avvertito l’ex della ragazza conosciuta via social che la vittima era ancora lì e stava parlando di lui. Il giovane sarebbe quindi tornato indietro, minacciandolo di tagliargli la gola e riempiendolo di calci e pugni fino a massacrargli la faccia prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Silvana Cortignani
Articoli: “Io vittima del branco. Minacciato di morte, rapinato e pestato per motivi passionali” – Rissa tra giovani alla fermata dell’autobus del Riello
Presunzione di innocenza – In caso di querela/denuncia
La querela/denuncia è l’atto, di chi si ritiene persona offesa o pensa di aver rilevato irregolarità, per chiedere l’intervento della magistratura per procedere nei confronti dell’autore di un presunto reato. Si tratta di accuse di parte e tutte da dimostrare, quindi. Chi sporge querela, va sottolineato, può rischiare di incappare in diversi reati tra i quali la calunnia. La denuncia è quindi un atto rilevante da tutti i punti di vista.
Nel sistema penale italiano vige sempre la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
