Viterbo – “Noi non ci arrenderemo mai”. Mentre il marito Denis Prokopenko è a Mariupol a capo del reggimento Azov, unità miliare ritenuta di orientamento neonazista, che sta tenendo testa all’esercito russo nell’acciaieria Azovstal in Ucraina, la moglie, Kateryna Prokopenko, l’altra settimana era in Italia. A Roma. Assieme a lei, altre tre donne, anch’esse mogli di combattenti della Azov. Tutte ospiti dell’ambasciata presso la Santa Sede.
Sabato scorso Kateryna Prokopenko è intervenuta in piazza anche a Viterbo. Piazza dei caduti, durante la manifestazione organizzata dalla comunità ucraina della città. “Tutti contro Putin”, lo slogan che ha accompagnato la manifestazione che ha visto la partecipazione di almeno 200 persone. Con interventi al microfono e performance artistiche. Molti degli interventi erano in lingua ucraina, senza alcuna traduzione in italiano. Compreso l’intervento di Kateryna Prokopenko.
Viterbo – Kateryna Prokopenko del battaglione Azov
“Non stiamo parlando di giorni, ma di ore – ha detto Prokopenko a Viterbo -. Dobbiamo dare ai nostri soldati tutto il nostro sostegno perché loro combatteranno fino all’ultimo. Non si arrenderanno mai”. La caduta dell’acciaieria di Azovstal è un passaggio decisivo, anche dal punto di vista simbolico, lungo il percorso della guerra in Ucraina. Una seconda Stalingrado, con i russi, questa volta, nei panni degli aggressori.
Viterbo – Manifestazione della comunità ucraina contro Putin
Denis Prokopenko è a capo del battaglione nazionalista Azov costituitosi nel 2014 e inquadrato nella Guardia nazionale ucraina. Trent’anni, laureato in lingue e letterature straniere all’università di Kiev, faceva parte degli ultras della Dinamo. A marzo, il presidente Zelensky gli ha conferito la medaglia dell’Ordine della Croce d’oro, una delle più alte onorificenze del Paese.
La Azov è tuttavia ritenuta di orientamento neonazista, anche per l’uso che fa della simbologia della Germania hitleriana. È stata inoltre accusata dall’Osce, dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite e da Human Rights Watch, di crimini di guerra e tortura.
Viterbo – Kateryna Prokopenko
Ad organizzare l’intervento di Kateryna Prokopenko a Viterbo pare sia stato Oles Horodetskyy, presidente nazionale dell’associazione cristiana degli ucraini, spesso ospite di trasmissioni televisive. Il tutto in collaborazione con la comunità ucraina della città che fa capo alla chiesa del Suffragio, da vent’anni greco-cattolica. Una comunità che in questi due mesi ha organizzato quattro manifestazioni di piazza e gestito l’invio di viveri, abiti e medicinali caratterizzata da una serie di punti di raccolta su tutto il territorio della Tuscia e da un magazzino, destinato ai carri di carnevale, lungo la Teverina messo a disposizione dal comitato che si occupa appunto del carnevale. Una rete che ha visto partire pullman e altri mezzi carichi di cose e diretti verso i confini ucraini.
“Non c’è pace senza giustizia – ha detto sabato scorso Oles Horodetskyy a Viterbo -. Noi resistiamo per il nostro territorio e chiediamo di essere appoggiati con l’invio di armi contro l’aggressione russa. Siamo come i partigiani”.
Viterbo – Oles Horodetskyy, presidente nazionale dell’associazione cristiana degli ucraini
Kateryna Prokopenko è arrivata dall’Ucraina la settimana scorsa. Sembrerebbe su invito dello stesso Oles Horodetskyy, trovando poi ospitalità nell’ambasciata del proprio paese all’interno però della Santa sede e non di Roma. Probabilmente per evitare anche che si parlasse di una vera e propria visita diplomatica da parte di una delegazione che tuttavia non ha gli stessi poteri. Una delegazione di quattro donne venuta in Italia per trattare la sorte dei soldati assediati dai russi all’interno della Azovstal a Mariupol in un clima che sembra quello di Sarajevo di trent’anni fa. Per questo la Santa Sede potrebbe essere stata decisamente più appropriata rispetto all’ambasciata romana.
Viterbo – Manifestazione della comunità ucraina contro Putin
Kateryna Prokopenko, assieme ad altre tre donne, sarebbe venuta in Italia da Kiev direttamente in macchina. Pare una Bmw nera, passando per la Polonia. Senza una scorta e pare anche con pochissimi che lo sapessero. Cosa che avrebbe anche messo i fibrillazione i sistemi di sicurezza dei paesi attraversati. Non da ultimo in Italia, dove Kateryna Prokopenko è arrivata, sempre in macchina, girando, pare, anche tra le ambasciate in cerca di consensi e sostegni. Per poi ripartire di nuovo, in macchina, verso l’Ucraina, dove sarebbe già tornata. Prima, però, è passata per Viterbo. Ed era veramente possibile arrivarle a un palmo dal naso.
Daniele Camilli
Video: Kateryna Prokopenko a Viterbo
– Oles Horodetskyy: “Non c’è pace senza giustizia, dateci le armi per combattere contro i russi”




