Viterbo – “Non c’è pace senza giustizia. Noi resistiamo per il nostro territorio e chiediamo di essere appoggiati con l’invio di armi contro l’aggressione russo. Siamo come i partigiani”. Oles Horodetskyy è il presidente nazionale dell’associazione cristiana degli ucraini in Italia, oggi in piazza anche a Viterbo, piazza del Sacrario. “Tutti contro Putin”, lo slogan della manifestazione organizzata dalla comunità ucraina di Viterbo. La quarta in due mesi di guerra. Per dire no all’invasione russa e chiedere l’invio di armi e sanzioni più dure da parte dell’occidente.
Viterbo – Ucraina – La manifestazione in piazza del Sacrario
”A chi si dichiara pacifista – ha detto Horodetskyy – la nostra risposta è semplice: non c’è pace senza giustizia. In una situazione dove ci sono un popolo che aggradisce è un popolo aggredito, ogni persona di buona volontà si schiera sempre dalla parte dell’aggredito. Dandoci le armi si fa come con i partigiani”.
Oles Horodetskyy
In piazza ci sono almeno un centinaio di persone che in questi die mesi di guerra hanno raccolto cibo e medicinali per inviarli in Ucraina. Con loro ci sono anche i primi profughi arrivati anche da Bucha e da Mariupol intervenuti in manifestazione in lingua ucraina. Sopravvissute e mogli di soldati. Gli uomini sono restati in Ucraina a combattere.
”Chiediamo aiuto – ha proseguito Horodetskyy -. Non vogliamo l’intervento dell’occidente. Chiediamo le armi e altre sanzioni economiche. E chi non si schiera con gli aggrediti allora è complice degli aggressori”.
In piazza ci sono le bandiere gialle e blu, cartelli contro Putin. “Putin assassino” scandito più di una volta. Tra testimonianze, canti e un poccoli flash mob che portano in piazza i suoni della guerra, questa volta tra colpi d’arma da fuoco e bombe che si schiantano al suolo.
Il presidente dell’associazione cristiana degli ucraini parla degli “amici nascosti di Putin”. “Chi dice che la colpa della guerra è di tutti – ha sottolineato – cerca solo di spostare la responsabilità sulla Nato e sugli ucraini”.
Infine i crimini contro l’umanità. “C’è chi ci dice che dobbiamo avere dei legittimi dubbi su quello che vediamo e va messa in piedi una commissione internazionale per fare delle indagini. Che altre prove si vogliono? – ha poi aggiunto Horodetskyy -. Ci sono le immagini, le riprese dal satellite”.
“Putin va fermato con l’unità di tutto il mondo civile – ha concluso Horodetskyy -. Anche con sanzioni durissime. Al punto che nessuno vorrà più stringere la mano a Putin. Chi vorrà continuare a fare accordi con i russi dovrà essere tagliato fuori dalla società civile”.
Daniele Camilli
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