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Raffica di roghi all’ex ospedale Andosilla rifugio dei senzatetto, presunto piromane alla sbarra

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Civita Castellana - L'incendio all'interno dell’ex Andosilla

Uno degli incendi all’interno dell’ex Andosilla


Civita Castellana – (sil.co.) – Raffica di roghi all’interno dell’ex ospadele Andosilla di via Vincenzo Ferretti nel cuore del centro storico di Civita Castellana, davanti al giudice Roberto Cappelli un “piromane” imputato di danneggiamento.  

Era la primavera del 2019 quando tra aprile e maggio almeno cinque incendi costrinsero vigili del fuoco e carabinieri a intervenire più volte presso la struttura tuttora abbandonata, di circa 2500 metri quadri di estensione e di proprietà della Regione Lazio che, nel corso degli anni, ha prima ospitato l’ospedale e poi due istituti scolastici.

All’epoca era diventata rifugio dei senzatetto. Nel corso dell’udienza di mercoledì scorso si è parlato del rogo divampato la notte tra venerdì 23 e sabato 24 maggio di tre anni fa. 


Civita Castellana - Incendio all'ex ospedale Andosilla

Civita Castellana – Incendio all’ex ospedale Andosilla


Divampati almeno cinque incendi in un mese

Secondo le cronache dell’epoca, il primo incendio sarebbe divampato la notte tra domenica 21 e lunedì 22 aprile 2019. Dall’esterno si vedevano le colonne di fumo che hanno richiamato l’attenzione di passanti e residenti, facendo scattare l’allarme. 

Si disse che il rogo poteva essere partito da una serie di sacchi e oggetti accumulati all’interno, negli spazi occupati da alcuni senzatetto che vivevano lì in condizioni precarie. 

Un altro incendio è scoppiato venerdì 17 maggio e un altro ancora quattro giorni dopo, la notte tra lunedì 20 e martedì 21 maggio. Altri due incendi hanno interessato la struttura la sera di venerdì 24 maggio e poi ancora sabato 25 maggio.


Civita Castellana - Incendio all'ex ospedale Andosilla

Civita Castellana – Incendio all’ex ospedale Andosilla


Nessuno sa dire come si sia arrivati al “piromane”

“Ricordo i vigili del fuoco alle prese con alcuni focolai e noi che abbiamo identificato due persone, due stranieri usciti dalla struttura, ignari dell’accaduto”, ha detto uno dei carabinieri intervenuti. “All’epoca, e forse anche ora, l’ex ospedale era un ricovero per senza fissa dimora”, ha proseguito, spiegando di non sapere come si sia giunti all’identificazione dell’imputato, che è difeso dall’avvocato Federica Ambrogi.

La mattina successiva, verso mezzogiorno, un romeno ubriaco se la sarebbe presa con due uomini che stavano chiacchierando del più e del meno non lontano dall’ex ospedale. 

“Io stavo portando a spasso il cane, quando mi sono fermato a parlare con un vicino – ha spiegato uno dei due, residenti a una decina di metri dall’ex ospedale – lui, un tipo alto non più di un metro e sessanta, si è avvicinato e ha cominciato a provocare, insinuando che era stato il vicino a dare fuoco al palazzo. Gli diceva con insistenza ‘sei stato tu, sei stato tu’. Non si capisce perché ce l’avesse tanto con lui, ma aveva un tono da far perdere la pazienza”.

Il teste non ha però saputo fornire chiarimenti sulle eventuali responsabilità dell’uomo o di altre persone negli incendi. Nè sarebbero stati in grado di farlo i tre testimoni sentiti alla prima udienza del processo, lo scorso 6 ottobre.

Per capire come si sia risaliti all’imputato, il prossimo 2 dicembre sarà riascoltato ex 507 il comandante della stazione dei carabinieri di Civita Castellana, Francesco Ioncoli. 


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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