Soriano nel Cimino – (eli.ca.) – Uno dei colpi sparato a bruciapelo in testa. E’ uno dei dettagli emersi da un primo esame del corpo di Salvatore Bramucci nel giorno dell’autopsia che è stata eseguita ieri pomeriggio al cimitero nuovo.
Salvatore Bramucci
Intorno alle 8 di domenica 7 agosto, Bramucci è stato ucciso da diversi colpi di pistola. Freddato a pochi metri da casa da quello che, dai primi rilievi effettuati, sembra essere stato un agguato in piena regola.
L’arma, al momento, sembra non essere stata trovata e nemmeno i bossoli. Ma i risultati dell’autopsia sul corpo di Salvatore Bramucci serviranno a capire la tipologia di pistola usata per assassinarlo.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – Il punto della strada in cui si sarebbe immesso Bramucci domenica
L’esame dovrebbe anche chiarire se tutti i colpi che gli sono stati scaricati addosso siano stati tutti sparati frontalmente, distruggendo il parabrezza della macchina e prendendolo in faccia e su una spalla, o se, almeno uno, sia stato sparato a bruciapelo per assicurarsi che fosse morto. Un’ipotesi che, a una prima analisi del corpo, sembra molto probabile.
Tutte le risposte ufficiali arriveranno a 60 giorni dall’esame.
Nel frattempo si continua a cercare il killer e si continua a scavare nella vita e nei tabulati telefonici di Bramucci per capire se avesse ricevuto telefonate sospette o fosse entrato di nuovo in qualche giro losco.
Il 58enne, pregiudicato, stava finendo di scontare la sua pena ai domiciliari ma aveva ottenuto la facoltà di allontanarsi per sei ore al giorno.
La ricostruzione
Erano le 8 del mattino di domenica 7 agosto quando dei colpi di pistola al corpo e alla testa hanno freddato Salvatore Bramucci all’interno della sua auto.
Il 58enne, pregiudicato, di Civitavecchia ma residente da anni a Soriano, è stato ucciso a una settantina di metri dalla sua abitazione, in contrada Madonna di Loreto, lungo la via che porta alla superstrada, mentre era a bordo della sua Chevrolet Captiva.
Si trovava nei pressi di un incrocio vicino a un distributore di benzina quando i colpi di pistola lo hanno raggiunto dall’esterno rompendo il parabrezza e colpendolo alla testa e al corpo.
A trovare il cadavere e a dare l’allarme sarebbero stati alcuni sportivi di passaggio sul posto intorno alla 10,30.
I carabinieri della stazione di Soriano, del reparto operativo e del nucleo investigativo di Viterbo, coordinati dal pm Mario Siddi, stanno cercando di fare luce sul caso.
I precedenti
Sulla vittima gravavano due condanne per usura con patteggiamento di una pena a 3 anni e 4 mesi e successiva ammissione ai benefici dei domiciliari con facoltà di allontanarsi per 6 ore al giorno.
Bramucci, infatti, era stato arrestato dalla polizia nel gennaio 2020 insieme a un ex agente penitenziario.
I due intercettavano imprenditori in difficoltà, titolari di piccole aziende, imprese agricole o artigiane, studi professionali con difficoltà di accesso al credito in una realtà, come quella viterbese, permeata dall’usura. Chi non pagava veniva minacciato.
Tra le vittime di questo meccanismo, un commercialista al quale Bramucci avrebbe chiesto 15mila euro e un’altra persona messa sotto torchio dal 58enne mentre il complice armeggiava con il caricatore di una pistola.
Nel 2007 Bramucci era già stato arrestato per usura e tentata estorsione nell’ambito dell’operazione Bobcat.

