Soriano nel Cimino – Pneumatici di moto sulla scena del delitto, ma nessuna traccia dell’arma che ha ucciso Salvatore Bramucci.
L’abitazione di Salvatore Bramucci
Incomincia a emergere qualche dettaglio sull’assassinio del 58enne che domenica mattina è stato freddato a pochi metri da casa, ma nulla, al momento, che possa portare a una vera e propria svolta delle indagini.
Intorno alle 8 di domenica, Bramucci è stato colpito da circa 4 colpi di pistola di cui uno alla testa. Era da poco uscito dalla sua abitazione in contrada Madonna di Loreto per smaltire il letame e la sporcizia del canile che gestiva insieme alla moglie all’interno della sua proprietà, una qualcosa che faceva abitualmente. Ed è in quel frangente che è stato ucciso in quello che sembra essere stato un vero e proprio agguato. Troppo vicino casa, forse, per essere altro.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – Il punto dove il killer potrebbe aver aspettato Bramucci
Il 58enne, pregiudicato, stava finendo di scontare la sua pena ai domiciliari ma aveva ottenuto la facoltà di allontanarsi per sei ore al giorno. Mai uno sgarro negli orari. Sarebbe stato solito informare le forze dell’ordine dei suoi spostamenti. Poco probabile, quindi, l’ipotesi che possa avere avuto un appuntamento con il suo assassino anche perché, in quel caso, forse sarebbe potuto scendere dalla macchina. Il killer, presumibilmente, conosceva i suoi movimenti e lo ha sorpreso senza dargli nemmeno il tempo di uscire dall’auto.
Il tutto, in ogni caso dovrà essere chiarito dalle indagini e nessuna pista, comunque, sembra essere ancora esclusa dagli inquirenti che stanno cercando di fare luce sul caso. L’arma del delitto non sarebbe ancora stata trovata nonostante le accurate ricerche nei noccioleti che circondano la zona. Al momento sembra non ci sia traccia nemmeno dei bossoli. Unico indizio la traccia di pneumatici, forse di una moto.
Soriano nel Cimino – Contrada Madonna di Loreto – La strada lungo la quale è stato ucciso Salvatore Bramucci
L’autopsia in programma nei prossimi giorni, svelerà il tipo di revolver usato.
Sembra che Bramucci, nei giorni antecedenti all’omicidio, non abbia ricevuto chiamate sospette o notato movimenti strani, ma i carabinieri, che hanno sequestrato il telefono, si accerteranno anche di questo particolare. E dovranno capire, anche, se Bramucci fosse di nuovo entrato in qualche giro oppure no.
Tutte le immagini del 7 agosto riprese dalle telecamere del comune sono state estrapolate. Ieri è iniziato il vaglio di quelle dei giorni precedenti all’omicidio per vedere se il killer sia passato in entrata o in uscita e se con lui ci fossero uno o più complici. Nessuna telecamera sembra essere presente sul luogo dell’omicidio.
La ricostruzione
Erano le 8 del mattino di domenica 7 agosto quando dei colpi di pistola al corpo e alla testa hanno freddato Salvatore Bramucci all’interno della sua auto.
Il 58enne, pregiudicato, di Civitavecchia ma residente da anni a Soriano, è stato ucciso a una settantina di metri dalla sua abitazione, in contrada Madonna di Loreto, lungo la via che porta alla superstrada, mentre era a bordo della sua Chevrolet Captiva.
Si trovava nei pressi di un incrocio vicino a un distributore di benzina quando i colpi di pistola lo hanno raggiunto dall’esterno rompendo il parabrezza e colpendolo alla testa e al corpo.
A trovare il cadavere e a dare l’allarme sarebbero stati alcuni sportivi di passaggio sul posto intorno alla 10,30.
I carabinieri della stazione di Soriano, del reparto operativo e del nucleo investigativo di Viterbo, coordinati dal pm Mario Siddi, stanno cercando di fare luce sul caso.
I precedenti
Sulla vittima gravavano due condanne per usura con patteggiamento di una pena a 3 anni e 4 mesi e successiva ammissione ai benefici dei domiciliari con facoltà di allontanarsi per 6 ore al giorno.
Bramucci, infatti, era stato arrestato dalla polizia nel gennaio 2020 insieme a un ex agente penitenziario.
I due intercettavano imprenditori in difficoltà, titolari di piccole aziende, imprese agricole o artigiane, studi professionali con difficoltà di accesso al credito in una realtà, come quella viterbese, permeata dall’usura. Chi non pagava veniva minacciato.
Tra le vittime di questo meccanismo, un commercialista al quale Bramucci avrebbe chiesto 15mila euro e un’altra persona messa sotto torchio dal 58enne mentre il complice armeggiava con il caricatore di una pistola.
Nel 2007 Bramucci era già stato arrestato per usura e tentata estorsione nell’ambito dell’operazione Bobcat.
Elisa Cappelli
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