Viterbo – “Anno scolastico 2022-2023, anche quest’anno le scuole della Tuscia sono state lasciate da sole”. È il parere concorde di tutti e tre i segretari dei principali sindacati della scuola, Flc Cgil, Cisl scuola e Uil scuola Viterbo.
– Il presidente della provincia Alessandro Romoli: “Finalmente le scuole riaprono i battenti, un grande giorno per tutti…”
Oggi il primo giorno di scuola per quasi tutti gli istituti della Tuscia che hanno fatto la scelta di anticipare di tre giorni l’inizio delle lezioni previsto, in tutta la regione Lazio, per il 15 settembre. Questo permetterà agli istituti di poter fare tre dipinti ponti durante l’anno: 31 ottobre, 9 dicembre e 24 aprile. Inoltre molti istituti scolastici diventeranno seggio elettorale alle prossime elezioni politiche del 25 settembre.
Il primo senza emergenza Covid, quindi senza mascherine, distanziamenti e doppio turno di ingresso. “Come se il Covid non ci fosse mai stato”, ha detto il reggente della Cisl scuola Viterbo, Vincenzo Alessandro. Circa 38 mila gli studenti che torneranno in classe da qui al 15 settembre, 13 mila sui banchi degli istituti superiori.
Viterbo – Primo giorno di scuola (foto di repertorio)
“Le indicazioni ministeriali sulla gestione del Covid – ha commentato la segretaria generale della Flc Cgil Viterbo, Paola Grilli – sono così generiche che ancora una volta le scuole saranno costrette a fronteggiare da sole tutte le criticità”.
“L’anno scolastico inizia con tante difficoltà – ha aggiunto Vincenzo Alessandro della Cisl scuola -, e con tutte le incognite legate alla pandemia. Se il Covid è superato bene, ma se dovessero esserci recrudescenze saremmo come all’inizio, cioè nel marzo del 2020. In tutto questo periodo non ci sono stati interventi strutturali. Se dovesse esserci un ritorno del virus, saremmo costretti a far ricorso a tutto l’armamentario che già abbiamo conosciuto fino a questo momento. Con tutti i problemi legati ai trasporti e al doppio turno d’ingresso”.
“La scuola arriva ancora una volta impreparata all’inizio del nuovo anno scolastico – ha sottolineato la segretaria generale della UIL scuola, Silvia Somigli -, servivano interventi strutturali capaci di prevenire i problemi o di affrontarli al meglio prima che si verifichino. Così non è stato. Se dovesse esserci di nuovo un innalzamento del pericolo Covid le scuole sarebbero di nuovo tutte da capo a 12”. Dello stesso avviso Alessandro della Cisl. “Si è parlato spesso della pulizia dell’aria e dei macchinari che possono farlo. Sarebbe stato un investimento considerevole, ma sarebbero stati importanti. Invece niente, nulla da fare”.
La segretaria generale della Uil scuola Silvia Somigli
Tra le altre questioni in ballo, quella degli organici. “Mancano personale Ata, collaboratori scolastici e personale di segretaria – ha dichiarato Somigli -, e questo nonostante le richieste pressanti delle organizzazioni sindacali. Una situazione assurda che significa solo una cosa: non si vuole investire sulla scuola, nonostante questi ultimi terribili anni”.
“Sono moltissime le scuole in seria difficoltà per mancanza di personale Ata, collaboratori scolastici e personale di segreteria – ha spiegato Grilli della Flc Cgil – quest’anno infatti non c’è più il cosiddetto organico Covid e quindi questa carenza non permetterà di garantire la sicurezza nelle sedi scolastiche. Si sta sprecando una grande occasione di investimento nella scuola pubblica in quanto i cospicui fondi del Pnrr sono stati gestiti in maniera verticistica e non finalizzati a un reale miglioramento della scuola pubblica. Il ministro aveva detto che dal primo giorno di scuola avremmo avuto tutti i docenti in cattedra, ma questo non si verificherà. Il sistema informatizzato che determina le assunzioni da gps (graduatorie provinciali), pur migliorato rispetto allo scorso anno, deve essere ancora perfezionato”.
Vincenzo Alessandro, reggente Cisl scuola Viterbo
Una scuola che fa a meno della Dad (didattica a distanza), per ricominciare però con la Ddi, la didattica digitale integrata. “La Ddi – commenta Alessandro – vorrebbe essere uno strumento per i tempi ordinari. Uno strumento per veicolare on line parte dell’insegnamento”.
Strumenti, ad esempio la Dad che secondo Somigli “hanno fiaccato gli studenti, li hanno cioè allontanati dalla scuola intesa anche e soprattutto come luogo di incontro e partecipazione. Senza poi parlare del doppio turno di ingresso che doveva sparire nel corso del precedente anno scolastico e che invece ce lo siamo portati appresso fino all’ultimo. Doppio turno di ingresso che ha costretto molti studenti a fare una vita impossibile, alzandosi all’alba per poi tornare a casa la sera”.
La segretaria generale della Flc Cgil Paola Grilli
Infine le classi pollaio. “A Viterbo il problema è minore – dichiara Alessandro -. Se uno parla con il direttore regionale dell’ufficio scolastico dice che sotto il profilo del rispetto dei numeri le classi pollaio non esistono. Perché sono stati rispettati i limiti imposti dal decreto ministeriale. Tuttavia il dimensionamento deve essere valutato sulla base dei metri quadrati che sono a disposizione degli studenti. Uno può pure rispettare il numero di studenti per classe, ma se poi vengono messi in aule piccole, con 20 centimetri di differenza tra le persone, allora il problema della classe pollaio si pone, eccome”.
Daniele Camilli
“Come se non ci fosse un domani, vogliamo tutto”



