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A raccontare la storia la presidente della Pro loco Irene Temperini - Nel santuario due bandiere della flotta ottomana sconfitta dalla Lega Santa - FOTO

“7 ottobre 1571, quando Viterbo sconfisse i turchi a Lepanto… con i soldi dei Chigi e la Madonna della Quercia”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Esattamente 451 anni fa la battaglia di Lepanto che segnò le sorti del controllo del Mediterraneo a favore dei paesi a nord del bacino, Italia inclusa, a tutto svantaggio dell’impero ottomano che, a quel tempo, faceva paura e che meno di un secolo più tardi mancò, nel 1633, mancò poco si prendesse Vienna dopo aver conquistato, nei secoli precedenti, tutti Balcani.

Un paio di bandiere di quella battaglia stanno a Viterbo da allora. A Santa Maria della Quercia, come bottino di guerra. Perché quella battaglia la città dei Papi contribuì a vincerla, non solo coi presagi, e la Madonna del rosario, quella della Quercia, che comparve a papa Pio V mostrandogli la vittoria quando ancora non ne sapeva niente. Pare poi che Viterbo in quella battaglia ci mise i soldi, e tanti. Quelli del banco dei Chigi, potente famiglia di banchieri di origini senesi.


Viterbo - Santa Maria della Quercia - Le bandiere turche con il cofanetto di Giovanni d'Austria

Viterbo – Santa Maria della Quercia – Le bandiere turche con il cofanetto di Giovanni d’Austria


A raccontare la storia delle bandiere e del ruolo di Viterbo, la presidente della Pro loco Irene Temperini che è anche custode, assieme a don Massimiliano Balsi, dei tesori del santuario della Quercia, tra più importanti non solo per la città e la Tuscia, ma per il mondo cattolico nel suo insieme.



“Le due bandiere, che appartenevano ad altrettante navi turche – spiega Temperini – furono portate a Viterbo direttamente da Giovanni d’Austria, il capitano che sconfisse i turchi, accolte con una cerimonia trionfale. Qui al complesso monumentale della Quercia conserviamo anche il cofanetto della nave di Giovanni d’Austria che il comandante teneva per conservare la bandiera che issava contro il nemico al momento dell’attacco. I vessilli li teniamo lì dentro. E le bandiere sono nella nostra città perché è grazie alla Madonna della Quercia, di cui Pio V era molto devoto al punto da invocarla anche per chiedere di aiutare la flotta della Lega Santa a sconfiggere gli ottomani. Cosa che poi avvenne e che il papa stesso ricondusse all’intercessione della Madonna della Quercia. All’epoca il convento era inoltre dei domenicani, di cui il pontefice faceva parte”.


Viterbo - Santa Maria della Quercia - Le bandiere turche con il cofanetto di Giovanni d'Austria

Viterbo – Santa Maria della Quercia – Le bandiere turche con il cofanetto di Giovanni d’Austria


La cassettina ha impresso lo stemma di Giovanni d’Austria. All’interno, anche un foglietto di carta con su scritto: “Bandiera tolta alla battaglia di Lepanto esistente già nella chiesa dell’ex convento dei domenicani della Quercia Viterbo”.


Viterbo - Santuario Madonna della Quercia

Viterbo – Santuario Madonna della Quercia


Le prime notizie delle due bandiere risalgono al XIX secolo. A parlarne per primo è il soprintendente della Quercia del 1876, padre Buccelli. “A un certo punto – prosegue Temperini – le bandiere vennero rubate, pare da una famiglia viterbese che fece apporre su una delle due il simbolo della città di Viterbo, il leone con la palma”.


Irene Temperini e don Massimiliano Balsi

Irene Temperini e don Massimiliano Balsi


La battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 spostò definitivamente gli equilibri del Mediterraneo in favore del mondo cristiano, lasciando ai turchi, che un secolo prima avevano conquistato Bisanzio, la possibilità di espandersi soltanto via terra, finendo col tempo schiacciati tra un mare che non controllavano più e un continente che iniziò a sentire anche la spinta dell’impero russo.


Viterbo - Santa Maria della Quercia - La bandiera turca con lo stemma della città dei Papi

Viterbo – Santa Maria della Quercia – La bandiera turca con lo stemma della città dei Papi


Una battaglia, quella di Lepanto, che vide contrapporsi all’impero ottomano, per il controllo dell’isola di Cipro, un’intera coalizione di potenze. La Lega Santa, capeggiata dal papato, da poco uscito dalla deflagrazione del mondo cristiano europeo degli anni precedenti e dal Concilio di Trento, chiuso proprio da Pio V nel 1565, con la svolta assolutistica del papa re. L’impero spagnolo e la Repubblica di Venezia erano poi tra le principali potenze della coalizione. 


Viterbo - Santa Maria della Quercia - L'affresco con la battaglia di Lepanto del 1571

Viterbo – Santa Maria della Quercia – L’affresco con la battaglia di Lepanto del 1571


A fine giornata la battaglia si concluse con una pesante sconfitta per la flotta turca, con 80 navi affondate, 140 galere e 13 galeotte catturate, 10 mila prigionieri e circa 30 mila morti tra cui quasi tutti i comandanti, compreso Alì Pascià, quello supremo. La flotta cristiana perse invece 12 galere e 7.600 uomini.


Viterbo - Santa Maria della Quercia - L'affresco con la battaglia di Lepanto del 1571

Viterbo – Santa Maria della Quercia – L’affresco con la battaglia di Lepanto del 1571


Una battaglia dove Viterbo avrebbe fatto la sua parte anche da un punto di vista economico, “con i Chigi di Agostino il magnifico – racconta Irene Temperini -. Una famiglia che aveva dei banchi a Roma, Istanbul, Londra e Viterbo. E qui a Viterbo il flusso monetario era ingente. E molti di questi soldi finirono col finanziare lo scontro a Lepanto”.


Viterbo - Santa Maria della Quercia - L'affresco con la battaglia di Lepanto del 1571 - Papa Pio V

Viterbo – Santa Maria della Quercia – L’affresco con la battaglia di Lepanto del 1571 – Papa Pio V


A Lepanto c’erano poi anche soldati provenienti direttamente da Viterbo. Tra questi, due nomi riportato nelle cronache del tempo. Tomasso Roberti da Ronciglione e Ambrosio Coccarelli di Carbognano.


Viterbo - Il chiostro della basilica della Quercia

Viterbo – Il chiostro della basilica della Quercia


Infine, all’interno del chiostro del Santuario, un affresco ricorda la giornata del 7 ottobre 1571 e Pio V. “E’ uno degli affreschi più importanti – conclude Irene Temperini – ed è diviso in due parti. Da una parte Pio V, dall’altra la battaglia di Lepanto con le flotte schierate”.

Daniele Camilli


Fotogallery: Le bandiere turche di Santa Maria della Quercia


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7 ottobre, 2022

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