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Viterbo – Celebrazione di matrimoni e unioni civili fuori dalle sale del comune, si infuoca il dibattito in commissione. Ma, dopo oltre tre ore di lavoro, la proposta di regolamento sulle location alternative per pronunciare il fatidico sì, passa nella sua forma – quasi – originale. Eccezion fatta per alcune modifiche apportate agli otto articoli, su proposta dell’opposizione.
“Ma nulla di sostanziale” ci tiene a precisare la consigliera Letizia Chiatti, che insieme al consigliere Luigi Gioiosi ha redatto il regolamento che mira ad allargare la scelta per i futuri sposi delle location in cui pronunciare il sì in forma civile. Matrimonio o unione che sia.
Se per il momento le celebrazioni avvengono all’interno della sala di piazza Fontana Grande, in futuro gli sposi potranno optare per location alternative. Sia pubbliche, come ad esempio, la Sala delle bandiere e anche sala Regia o il giardino di palazzo dei Priori, sia private. Come strutture ricettive, dimore storiche, o spazi di importante valore artistico, storico e ambientale. “Che dovranno rispettare necessariamente dei requisiti, primo tra tutti, l’essere aperte al pubblico” sottolinea Chiatti.
Per individuare le location private, il regolamento prevede la pubblicazione di un avviso e chiunque sarà interessato a mettere a disposizione a titolo di comodato d’uso, i propri spazi, potrà presentare la documentazione. Al termine della procedura, l’elenco delle strutture passerà al vaglio della giunta per valutarne l’idoneità o meno. L’elenco, così come si legge nella proposta di regolamento, “sarà poi reso pubblico e potrà essere aggiornato ogni sei mesi”.
E proprio sulla scelta degli spazi privati che otterranno l’ok da parte degli uffici tecnici che il dibattito con l’opposizione si è infiammato. Per Laura Allegrini e Matteo Achilli, i criteri di inclusione ed esclusione “andranno a creare discriminazione nei confronti di quelle strutture che non rispettano determinate caratteristiche” sottolineano. Dopo minuti di botta e risposta, però, anche questo punto è stato approvato.
“L’approvazione del regolamento di oggi in commissione è un primo passo in avanti – commenta Letizia Chiatti -. La strada è ancora lunga, ma abbiamo decisamente gettato le basi per dare alla città un servizio che in tantissimi ci chiedono. Ora, dopo i voti favorevoli dei consiglieri, il regolamento sarà discusso in consiglio”.
“Potersi sposare altrove rispetto alla sala di piazza Fontana Grande è una richiesta che da anni i cittadini fanno – conclude Luisa Ciambella – L’esigenza c’è. L’esigenza è particolarmente sentita. Solo Soriano nel Cimino, Tarquinia e Tuscania al momento sono attrezzati, finalmente, con questa proposta, anche Viterbo potrà allinearsi. Ovviamente non ci si potrà comunque sposare ovunque, ma in siti selezionati: grandi giardini, dimori storici, castelli con giardini all’italiana. È un grande passo in avanti per trasformare Viterbo nel capoluogo di provincia che merita di essere”.
Barbara Bianchi
– Matrimoni e unioni civili fuori dal comune…




