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“Talete, vanno azzerati i vertici…”

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Viterbo – “Talete, vanno azzerati i vertici della società”. Il sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi vuole riavvolgere il nastro e per farlo, propone una pagina bianca su cui tornare a scrivere.

Nella seduta di consiglio comunale straordinario, il primo cittadino è stato invitato. Presente con il collega di Vasanello, Igino Vestri. Tutti e due hanno sottoscritto il ricorso al Tar contro la cessione del 40% a privati.

Presenza contestata dall’opposizione, nulla di personale, ma tutti gli altri, di diverso parere, che il via libera lo hanno dato, ritenendola l’estrema soluzione per salvare la società idrica, sono stati lasciati fuori.


Viterbo - Consiglio comunale Talete - Romoli e dietro Giulivi e Michetti

Viterbo – Consiglio comunale Talete – Romoli e dietro Giulivi e Michetti


“Va rivisto il concetto stesso di Talete – precisa Giulivi – cos’è e cosa dovrebbe essere. Occorre azzerare il consiglio d’amministrazione, con la rivisitazione della parte che governa”.

Un lapsus di Giulivi. Il cda, i sindaci lo hanno azzerato da qualche anno. Non ci sono più i consiglieri e nemmeno il presidente, solo l’amministratore unico, adesso Salvatore Genova.

Il concetto, però, è chiaro. “Riavvolgere il nastro di una società che ogni anno, ogni mese va sempre peggio, quindi la rivisitazione della parte che governa serve a verificare la reale situazione”.

Adesso uno scoglio insormontabile è il rincaro energetico. Conti schizzati in alto. “Va messo da parte – sostiene Giulivi – a noi deve interessare la parte antecedente della società. Fino a ieri la spesa era 700mila euro, si va avanti così. Al resto pensa lo stato. Sennò non chiuderà Talete, ma chiuderanno i comuni, chiuderà l’Italia, se non se ne fa carico chi sta sopra di noi”.

Quindi, un invito ai colleghi: “Lasciamo stare tutto, mettiamo da parte la politica e pensiamo ai cittadini, all’acqua che non uscirà più dai loro rubinetti. Non ne ho sentito parlare, ma i cittadini sono i primi. Tutto il resto è aleatorio”.

Nessun accenno al ricorso, eventuale ritiro compreso. Che le difficoltà non partano da oggi, ne è convinto pure il sindaco di Vasanello Igino Vestri.

“La situazione è grave – osserva Vestri – ma il male di questa società risale al 2015, non sta a me verificare perché e come. Vasanello ha sempre respinto l’ingresso e la modifica dello statuto. Non siamo d’accordo sulla cessione delle quote”.

Da quelle parti si sono portati avanti. Approvando un ambito autonomo di Vasanello. Sull’acqua vuole fare comune, o meglio, stato a se: “Per tutelare i cittadini”.

Il servizio idrico, nonostante la norma e l’imposizione dalla regione, non vogliono cederlo. A Vasanello, è il senso di quanto riportato dal sindaco, hanno investito, c’è il depuratore, tutto funziona, stanno bene così e così vogliono andare avanti.

Giuseppe Ferlicca


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