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Viterbo - L'amministratore unico, Salvatore Genova, sul delicato momento della società idrica - 30 giorni di tempo per redigere un piano - Ma tra i comuni c'è chi non vuole capire la situazione: "Così si va a sbattere"

“Talete, o si ricapitalizza o libri in tribunale. Finanza negli uffici? Ordinaria amministrazione”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Guardia di finanza negli uffici di Talete: “Ordinaria amministrazione”. L’amministratore unico della società idrica Salvatore Genova taglia corto: “Come fanno ogni anno, si tratta d’accertamenti di routine”. Nulla di più, sentendo il numero uno di Talete. Che preferisce parlare d’altro. “Ci sono argomenti ben più importanti”. Lo stato di (poca) salute della società.

Vale la pena tornarci, dopo la riunione di ieri con i sindaci. “Leggo su alcune testate che il presidente della provincia Romoli dice bugie ed è un allarmista – spiega Genova – che la due diligence mostra conti in ordine e anche io dico che lo sono”. Conti in ordine, è la tesi di qualcuno, quindi non servono interventi di privati, che invece per i tecnici pare essere la sola via al non portare in tribunale i libri, appurato che non saranno i comuni a ricapitalizzare la società.


Salvatore Genova

Salvatore Genova


“C’è un tentativo, che non riesco a comprendere – ricorda Genova – di portare avanti determinate teorie, fino in fondo. Spero che qualcuno abbia compreso che così si va a sbattere”.

Riferimento al delicato passaggio che sta attraversando Talete. La necessità di reperire liquidità e i costi per l’energia arrivati alle stelle. Una via individuata è la cessione di quote a privati, ma cinque comuni, a partire da Viterbo hanno fatto ricorso al Tar e Romoli ha chiaramente spiegato che così la società fallisce e si regala non il 40%, ma il 100% a privati per due soldi.

“La situazione è molto seria – continua Genova – a fronte di un fatturato della società di 40 milioni, la previsione di spesa energia è di 32 milioni. Costi extra che non si possono coprire con la tariffa, che può aumentare massimo dell’8,45% all’anno. Significa coprire un mese e mezzo di extracosto. Sempre che le tariffe rimangano invariate”.

Qualcuno, un organismo tecnico, la delicatezza, rischi compresi, della situazione l’ha compresa. “Di fronte a questo scenario di perdita per la società – continua Genova – il collegio sindacale ha ben compreso lo stato in cui ci troviamo e mi ha scritto, dandomi 30 giorni di tempo per rispondere su dissesto e precrisi, con un piano di ricapitalizzazione senza indugio, come prevede il codice civile”.

Due le possibili vie: “Un aumento di capitale da parte dei soci – continua Genova – o da un soggetto esterno che ci finanzia per dare liquidità, ma le passività della società rimarranno. Quindi, resistere mentre parte la gara per far entrare il partner privato che aiuti nella gestione operativa e finanziaria”.

La seconda soluzione è ben più pesante: “I libri in tribunale. Convocherò un’assemblea fra tre settimane, non voglio che sia il collegio a farlo, determinando un incidente diplomatico con il collegio stesso. Porterò un piano tra venti giorni”.

Soprattutto il comune di Viterbo sembra andare avanti per la propria strada. “Ho sentito parlare di un pool di esperti, io per redigere il piano non darò incarichi, sarebbe folle. Se ci sono esperti a disposizione, in questi venti giorni lavoriamo”.

Magari se ne parla in consiglio comunale. “Stavolta, a fatica, ma sono stato invitato”. Diversamente dalla precedente, dove Genova era presenta ma senza diritto di parola. Si parlava di Talete, senza che l’amministratore di Talete avesse diritto di parola. Tanto per comprendere l’aria che tira.

Giuseppe Ferlicca


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5 ottobre, 2022

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