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“Mercatino di Natale, la sindaca ci voleva “concedere” solo quel che diceva lei, senza ascoltarci…”

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Viterbo – “La sindaca Frontini ci voleva “concedere” solo quello che diceva lei, senza minimamente  ascoltare le nostre proposte. E alla fine abbiamo deciso di non fare più il mercatino di Natale. Via Marconi non va bene. Con 11-12 banchi, lungo una via che ne contiene fino a 35-36, sarebbe stata troppo dispersiva. A fronte invece di costi economici che rispetto agli anni precedenti sono raddoppiati. Per questo abbiamo detto di no”. A parlare è Giulio Terri del consorzio mercatino di Natale che ha detto “no” alla proposta della giunta della sindaca Chiara Frontini di tenere il mercatino di Natale non più a piazza dei caduti ma in via Marconi, Viterbo.

Ieri il punto di vista del comune che ha detto come gli ambulanti abbiano perso un’occasione. Oggi le ragioni dei commercianti. Non solo, fa notare Terri, ma “il bando del mercatino di Natale della sindaca Chiara Frontini è solo una fotocopia del bando della precedente amministrazione Arena. Una fotocopia del bando dell’ex assessora al commercio Alessia Mancini”.


Giulio Terri

Giulio Terri


Giulio Terri, perché non fate il mercatino di Natale in via Marconi?
“Non lo facciamo perché innanzitutto la location proposta non ci è piaciuta e questo fin dall’inizio. Abbiamo partecipato al bando con la speranza che cambiasse, anche la zona. Poi abbiamo visto che eravamo in 11, massimo 12 banchi e ci sembrava brutto. Dopodiché i costi che dobbiamo sostenere sono raddoppiati. Oltretutto la gestione sarebbe stata impossibile. Un conto dividere le spese in 30 persone, un conto dividerle in 11. E non ce la siamo sentita”.

Quanto vi costerebbe fare il mercatino di Natale rispetto al passato?
“Parlo per me. Di solito pagavo attorno ai 2 mila euro di gestione. Tra suolo pubblico, corrente, vigilanza eccetera. Adesso i costi sono diventati il doppio”. 

Diceva che quest’anno speravate che il bando migliorasse. In che termini?
“Pensavamo che migliorasse, invece è peggio dello scorso anno. Il bando della giunta della sindaca Chiara Frontini è un copia incolla della giunta di Giovanni Arena. Un copia incolla del bando dell’ex assessora Alessia Mancini. Pensavamo che ci mettessero insieme al food in piazza dei caduti e che ci fossero anche più banchi, almeno una trentina. 10-12 banchi ci perdiamo di brutto in mezzo alla via. Una via fra l’altro molto, troppo lunga. Non solo, ma sei anche esposto, con quattro lati aperti e la vigilanza sarebbe stata problematica. Si sarebbe verificato un problema di sicurezza. Inoltre ci sarebbero stati banchi che stavano al muro. Insomma, sarebbe servita una via un po’ più coperta”. 

Insomma, avete riscontrato innanzitutto un problema commerciale…
“Esatto. Il mercatino di Natale va fatto su una piazza. Erano 40 anni che stavamo in un posto, e ci trovavamo bene. Adesso, lunghi lunghi lungo una via… non funziona. Dopodiché in via Marconi non c’è tutto questo passaggio di gente. Invece in piazza dei caduti eravamo più compatti. Inoltre, con la nuova location, essendo pochi, ti perdi. Commercialmente via Marconi è dispersiva”.


Viterbo - Il mercatino di Natale in piazza dei caduti

Viterbo – Il mercatino di Natale in piazza dei caduti


Quanti banchi ci vanno lungo via Marconi?
“Quando facciamo la fiera dell’Annunziata ci vanno 35-36 banchi”.

Come si sono svolte le trattative con il comune? Qual è stato l’atteggiamento che l’amministrazione Frontini ha assunto nei vostri riguardi?
“L’atteggiamento è stato questo: la sindaca Frontini ci voleva “concedere” solo quello che diceva lei senza ascoltare minimamente le nostre proposte. Non c’è stato verso. C’è stata poca collaborazione. Alla fine sembrava pure che dovessimo ringraziarla perché insisteva a farci fare il mercatino in via Marconi, anche se noi dicevamo che il posto non ci piaceva e che volevamo restare in piazza dei caduti”.

L’amministrazione ha detto anche che avete perso un’occasione…
“Sì, ci hanno detto proprio questo, che perdevamo un’occasione dal punto di vista commerciale. Ma noi non la perdiamo affatto. Non solo, ma il periodo che stiamo vivendo è critico proprio dal punto di vista commerciale. Fare un banco, almeno per quanto mi riguarda, significa investire 10 mila euro di merce. Inoltre molti di noi vengono da fuori e ci sono le spese di viaggio, così come quelle legate all’affitto di una stanza o di un appartamento per stare direttamente sul posto. La sindaca fa presto a dire che commercialmente abbiamo perso un’occasione!”

La contrarietà alla vostra proposta di restare a piazza dei caduti è stata condivisa da tutta la giunta Frontini oppure ci sono stati dei distinguo?
“Nessun distinguo. Hanno fatto tutto loro. La prima riunione c’è stata a fine settembre quando ci hanno presentato la proposta con noi che già storcevamo la bocca. Perché la proposta fin da subito non ci è piaciuta. Ma nonostante questo, la proposta è rimasta in quel modo. Da parte dell’amministrazione c’è stata poca collaborazione”.


Viterbo - Via Marconi

Viterbo – Via Marconi


Quanto sono durate le trattative con il comune?
“Sono durate fino a lunedì scorso, perché fino all’ultimo speravamo che il comune cambiasse idea”. 

Ci sono ancora margini di trattativa con il comune?
“No, è finita. A queste condizioni basta. Abbiamo chiesto di metterci insieme al food a piazza dei caduti perché in dieci non sarebbe stato dispersivo. Invece la sindaca Frontini insisteva con via Marconi”.

Non c’è stato verso…
“Esatto. Come ci diceva Frontini dovevamo stare”.

Con chi si sono svolte le trattative?
“Si sono svolte con la sindaca Chiara Frontini e gli assessori allo sviluppo economico Silvio Franco e all’urbanistica Emanuele Aronne. In più il dirigente comunale del commercio. E tutti e tre, sindaca e assessori, insistevano con via Marconi. Abbiamo cercato l’accordo. Ma è stato soltanto un ‘No’, ripetuto più volte. Sono rimasti su quella linea”.

Daniele Camilli


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