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“Scaricare totalmente la colpa solo sui cacciatori è un’accusa ingiusta e gratuita…”

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Cinghiali

Cinghiali

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Siamo nuovamente di fronte all’ennesimo attacco nei confronti dei cacciatori da parte dell’associazione animalista di turno ma questa volta senza dubbio abbiamo veramente toccato il fondo. Innanzitutto scaricare totalmente la colpa solo sui cacciatori è un’accusa ingiusta e gratuita visto che sono solo loro ad operare sul territorio in termini di gestione in forma totalmente gratuita basata solo sul volontariato e questo lo sanno bene tutte le categorie degli agricoltori che continuamente chiedono aiuto per la salvaguardia dei loro raccolti e sarebbe anche giunta l’ora che a volte siano proprio loro a scendere pubblicamente in campo a difesa dei cacciatori.

Di nuovo torna in voga la tesi delle catture e successiva sterilizzazione. Addirittura questa volta siamo andati anche oltre, affermando che tutte le spese devono essere a carico delle associazioni dei cacciatori i quali già pagano cospicue cifre per svolgere l’attività venatoria. Somme alle quali, a volte, attinge anche il mondo ambientalista con la richiesta ai vari atc di finanziare i loro progetti , visto che queste sterilizzazioni per mezzo di intervento mediante farmaci non sono ancora stati testati a pieno. Perché non sono proprio le associazioni animaliste a loro spese a testarli e produrre degli studi reali che possano far valere la loro tesi di utilizzo, invece di lasciare sempre la cosa campata in aria con solo futili chiacchiere da bar?

In ultimo questa volta siamo veramente andati ad un livello altissimo affermando che i cinghiali dopo essere stati catturati e sterilizzati devono essere poi rilasciati in aree protette come se queste aeree fossero recintate così da impedire che poi gli animali possano poi riprendere la via delle zone libere o magari dopo aver assunto questi farmaci i cinghiali avranno imparato anche a leggere così vedono i cartelli di delimitazione e non escono.

Non vi è venuto mai pensato che il vero problema è proprio nelle aree protette (parchi, oasi, riserve naturali…) che per la maggior parte fanno ricadere al loro interno centri abitati (esempio lampante l’Arcionello), le quali dopo essere state fortemente richieste proprio dalle varie associazioni ambientaliste sono state lasciate al totale abbandono senza un minimo di gestione di controllo e con il totale divieto di interventi in selezione, creando cosi veri e propri rifugi di animali selvatici, diventando un pericolo per la popolazione e una vero e proprio flagello al mondo agricolo.

Ma forse i paladini amanti di animali e natura non hanno neanche ben chiara l’ubicazione di dette aree allora li invitiamo magari ad organizzare delle escursioni in nostra compagnia così da conoscere realmente la situazione in cui verte il territorio senza basarsi solo su qualche foto e video girati magari ai soliti 4 cinghiali di via Genova che ormai sono più famosi dei più famosi influencer.

Enalcaccia Viterbo


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