Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo - Il presidente dell'Anpi Enrico Mezzetti durante i funerali dell'ex capo della digos scomparso all'età di 86 anni - Ieri mattina il rito laico nella sala Brutti della chiesa del Sacro cuore al Carmine - FOTO

“Delfino Santaniello ha rappresentato fino in fondo i valori della nostra democrazia”

di Daniele Camilli
Condividi la notizia:


Viterbo – “Ha rappresentato fino in fondo i valori della nostra democrazia”. Quella nata dalla lotta partigiana, quella del 1948, fatta propria e radicata nel tessuto sociale italiano dai movimenti successivi, anni ’60, ’70 e ’80. A rendergli omaggio, a salutarlo per l’ultima volta, ieri mattina nella sala Brutti della chiesa del Sacro cuore a Viterbo, quartiere Carmine, innanzitutto gli eredi di quelle lotte. L’Anpi, assieme ai familiari e a chi lo ha amato e stimato. Delfino Santaniello, figura storica dell’impegno per la legalità, la democrazia e l’antifascismo. Commissario e capo della digos. 


Viterbo - I funerali di Delfino Santaniello

Viterbo – I funerali di Delfino Santaniello


“Ha rappresentato fino in fondo i valori della nostra democrazia”, ha detto il presidente dell’associazione nazionale partigiani d’Italia, Enrico Mezzetti. Figura storica anche lui, che con Santaniello ha condiviso amicizia, timori e il legame che ha visto in Santaniello il presidente onorario dell’associazione che Mezzetti dirige sul territorio della Tuscia. 


Delfino Santaniello

Delfino Santaniello


Un funerale laico, accompagnato dal ricordo che seleziona e fa memoria, quella che resta. Lì a tratteggiare l’affresco di un uomo che, come ha detto il figlio Andrea, è stato “un uomo coerente. Padre, nonno, splendida persona”. Coraggiosa, distinta, affabile. Capace di ascoltare. Capace di scegliere da che parte stare. Quella delle istituzioni democratiche, così difficili in questo paese, in un momento attraversato da profonde tensioni e drammatici conflitti.


Viterbo - I funerali di Delfino Santaniello - Enrico Mezzetti

Viterbo – I funerali di Delfino Santaniello – Enrico Mezzetti


In sala, a dire chi Santaniello è stato, assieme a Mezzetti e al figlio Andrea, c’erano Claudio Cianchella, collega e amico, Pietro Benedetti, Franco Moretti, i suoi conterranei, lui che era irpino di nascita. Fuori, Peppe Sini, Antonella Litta, Ivan Grazini.


Viterbo - I funerali di Delfino Santaniello - Andrea Santaniello

Viterbo – I funerali di Delfino Santaniello – Andrea Santaniello


“A me ha insegnato ad ascoltare le persone umili”, ha esordito Cianchella che poi ha citato un episodio. “Una volta, era novembre, e un detenuto usciva da Mammagialla. Era freddo e quest’uomo era finito dentro per aver rubato un po’ di frutta al supermercato. Fuori dal carcere non aveva con sé una giacca e i pantaloni gli cadevano per la magrezza e per non avere nemmeno una cinta che glieli stringesse attorno. Delfino gli diede la sua giacca. Io la mia cinta”.

“Delfino era una figura carismatica – ha sottolineato poi Mezzetti -, e come altri, ha pagato per le sue scelte democratiche. Era un uomo delle istituzioni, istituzioni dal volto umano”.


Viterbo - I funerali di Delfino Santaniello

Viterbo – I funerali di Delfino Santaniello


Delfino Santaniello aveva 86 anni. Una quarantina negli anni ’70. In una provincia, come la Tuscia, attraversata anch’essa dalla storia di quegli anni. Senza troppa evidenza, ma con le stesse battaglie e lo stesso sangue. Dalla rivolta del carcere di Santa Maria in gradi all’uccisione, all’inizio degli anni ’80, dei carabinieri Cuzzoli e Cortellessa. Fino alle battaglie, nella piana di Montalto, contro il nucleare. Lambita anche dalle indagini per la strage alla stazione di Bologna. Una provincia depressa, dimenticata, come un rapporto parlamentare del novembre 1968 aveva ben evidenziato. Con gli stessi problemi di oggi. Allora, però, una vera e propria No Man’s Land, a ridosso della linea Gustav durante la seconda guerra mondiale, spartiacque, più della linea Gotica che si piazzerà a nord del paese, tra il regno del sud e l’Italia partigiana dell’occupazione nazifascista. Una provincia, e una città come Viterbo, cinta d’assedio dalle caserme lungo la Tuscanese, a pochi passi dalle regioni rosse, temute fino alla fine della guerra fredda, e a difesa di Roma. Una terra dove l’istanza militare contro il pericolo comunista era la sola a prevalere. Una terra dove non doveva succedere nulla, schiacciata dal patto tra potere e società, sopravvivenza e consenso. Una linea Gustav che non ha mai smesso di essere tale. Fintanto che la guerra mai dichiarata, fredda per tale ragione, non ha finito di produrre i tristi effetti e malumori. Per lasciare il posto ad altre tristezze, depressioni e delusioni. In mezzo, come Delfino Santaniello, uomini seri e dalla coerenza civile esemplare e straordinaria.


Viterbo - I funerali di Delfino Santaniello

Viterbo – I funerali di Delfino Santaniello


“Era un uomo – ha detto Pietro Benedetti – che teneva a dire d’essere un lavoratore. E da lavoratore ha costruito il sindacato dei lavoratori della polizia, il Siulp, fino alla sua smilitarizzazione. E quando questo risultato venne raggiunto mi disse: ‘adesso lotteremo insieme per la libertà'”. Benedetti ha citato infine un episodio. “Nel 1982 occupammo l’Aurelia perché alcuni lavoratori erano morti per la costruzione della centrale nucleare a Montalto. Il nostro fu un gesto forte, grave, che portò a tutta una serie di denunce. Ottenemmo anche che da Roma inviassero 15 ispettori del lavoro, un successo. Io ero un dirigente della Cgil e fui tra quelli denunciati. Rischiavo la galera. A salvarmi fu il rapporto, lo seppi solo molto più tardi, di Delfino che, da commissario della polizia, scrisse nero su bianco: ‘l’occupazione dell’Aurelia è stata un’iniziativa giusta, a difesa dei lavoratori. E chi l’ha messa in atto non va condannato. Chi l’ha messa in atto è solo degno d’encomio”. 

Daniele Camilli


Fotocronaca: I funerali di Delfino Santaniello

– È morto Delfino Santaniello, figura storica dell’impegno per la legalità, la democrazia e l’antifascismo


Condividi la notizia:
10 dicembre, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tag/renzo-trappolini/