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Piomba in casa di una novantenne, la rapina e scaraventa a terra poi scappa…

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Villa San Giovanni in Tuscia – Nell’estate di cinque anni fa si volatilizzò a tempo di record dopo essersi introdotto nell’appartamento di un’anziana oggi 94enne e averle strappato una catenina d’oro dal collo, scaraventandola a terra prima di darsi alla fuga.

A processo per rapina aggravata un operaio 32enne di nazionalità romena, che a suo tempo, prima di far perdere le sue tracce subito dopo l’arresto, avrebbe detto ai carabinieri di fare il boscaiolo al nero per mantenere moglie e un figlio piccolo.


Carabinieri e ambulanza (Immagine di repertorio)

Carabinieri e ambulanza (Immagine di repertorio)


Catturato pochi giorni dopo, il rapinatore solitario evase dai domiciliari prima dell’interrogatorio di garanzia. Ricercato per anni in Italia e all’estero, a luglio 2020 è stato infine rintracciato e colpito da un mandato d’arresto europeo nel suo paese d’origine, la Romania, dove stava scontando una pena in carcere, per cui le autorità fecero sapere che non poteva essere estradato. Ieri è ripreso davanti al collegio del tribunale di Viterbo il processo in cui è imputato di rapina aggravata.

La rapina è stata messa a segno il 25 luglio 2017 a Villa San Giovanni in Tuscia, nel cuore della notte. La vittima, sorpresa nel sonno, si è salvata da conseguenze peggiori urlando a squarciagola per richiamare l’attenzione del nipote, residente al piano superiore. Il ladro, sorpreso dalla vittima mentre stava frugando nei cassetti, le avrebbe strappato dal collo la catenina d’oro e provato a sfilarle gli orecchini, scaraventandola a terra, tra un mobile e il muro, provocandole lividi e contusioni in varie parti del corpo, medicate in ospedale.

L’anziana, che nel frattempo non è più in grado di testimoniare a causa degli acciacchi dell’età, fu in grado nell’immediatezza di fornire un identikit dell’aggressore, che avrebbe riconosciuto anche tramite la foto di una carta d’identità mostrata dai carabinieri.

Un testimone oculare, come ha ricordato la pm Paola Conti, avrebbe inoltre visto il ladro arrampicarsi per entrare in casa dalle finestre lasciate aperte a causa della grande afa estiva. Ma si tratta di un connazionale, nel frattempo tornato in Romania, che si cercherà di rintracciare per la prossima udienza.  Non era presente in aula l’imputato, difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati.

Ieri in compenso è stata sentita la nuora della parte offesa, la quale ha confermato la ricostruzione dei fatti, così come aveva già fatto il figlio all’udienza dello scorso 9 febbraio. “Si è salvata urlando il nome del nipote, che è accorso immediatamente in suo aiuto”, ha spiegato la teste.

Il giovane, svegliato di soprassalto nel cuore della notte dalle grida della nonna, sulle prime avrebbe pensato al gatto. “Capitava che il gatto le combinasse qualche guaio e la nonna lo sgridasse, ma poi ho sentito qualcuno che scendeva di corsa e l’ho visto correre via dalla finestra”, ha proseguito, sottolineando di avere trovato la nonna a terra, dove l’aveva scaraventata il malvivente durante la rapina.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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