Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Arte - Viterbo - Intervista al direttore artistico della mostra al Centro culturale Valle Faul fino al 20 febbraio - FOTO

Gianni Cesarini: “Con Fakes raccontiamo le opere in stile di grandi artisti del Novecento”

Condividi la notizia:

Viterbo - La mostra Fakes. Il falso nell'arte da Annio ad Omero

La mostra Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad Omero


Viterbo – sponsorizzato – “Non parliamo di falsi, ma di opere in stile”. L’architetto Gianni Cesarini è il direttore artistico di “Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad Omero”, la mostra in corso al Centro culturale di Valle Faul a Viterbo. Iniziata il 4 dicembre, terminerà il 20 febbraio. Ad organizzarla è Carramusa Group di Gaetano Carramusa. La direzione artistica è dell’architetto Gianni Cesarini. Il tutto, con il sostegno e il patrocinio del comune di Viterbo, della fondazione Carivit, della fondazione Pallavicino, di Ferrara arte, del Mar e di Ancit.

“Un conto è copiare la Gioconda di Leonardo e fare un falso – spiega poi Cesarini raccontando l’esposizione nata da un’idea del critico d’arte e assessore alla bellezza del comune, Vittorio Sgarbi -. Gli artisti che esponiamo lavorano invece secondo uno stile, producendo degli originali”.

“Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad Omero” approfondisce l’appassionante capitolo del falso nell’arte attraverso i capolavori del cremonese Alceo Dossena (1878-1937), formidabile creatore di sculture nelle stile dei greci, degli etruschi e dei più grandi maestri italiani del Trecento e del Rinascimento. Alle suggestive opere dei Dossena fanno da controcanto quelle di Giovanni Bastianini, il più celebre scultore-falsario dell’Ottocento, di Icilio Federico Joni e Umberto Giunti, che si specializzano nell’imitazione dei primitivi italiani. Accanto a queste opere, i marmi assemblati nel Quattrocento dal Domenicano Annio da Viterbo (1437-1502), primo esempio di archeologo-falsario che utilizza le sue creazioni per esaltare le mitologiche origini cittadine.

Infine le ceramiche e i bronzi in “stile etrusco” di Omero Bordo (1943-2018), l’artista di Tarquinia che alla fine del Novecento ha visto molte delle sue opere esposte nei maggiori musei come originali reperti archeologici.


Viterbo - Il direttore artistico Gianni Cesarini

Viterbo – Il direttore artistico Gianni Cesarini


Architetto Cesarini, come nasce la mostra Fakes, il falso nell’arte da Annio ad Omero?
“La mostra nasce da un’idea di Vittorio Sgarbi che ha voluto mettere sotto i riflettori quel movimento che alla fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento ha visto in Italia la produzione di moltissimi elementi in scultura, marmo e altro rifatti secondo uno stile rinascimentale o medievale. A un certo punto il mercato internazionale, specialmente quello americano, chiedeva delle opere per i loro nascenti musei o fondazioni e in giro si trovava poco. Molti artisti italiani hanno riprodotto secondo il loro stile opere che sono andate nei musei statunitensi come vere e proprie opere rinascimentali”.

Chi è il principale autore della mostra?
“Il maggiore autore di queste opere era Alceo Dossena vissuto prima a Siena poi a Roma. Un artista capacissimo che fu al centro di un vero e proprio scandalo perché molte delle sue opere vennero vendute a diversi musei. Venne denunciato e andò a processo. Difeso da Farinacci, ne uscì bene perché lui era un artista. Erano i mercanti che ingannavano gli altri. Da quel momento ha tuttavia iniziato a firmare i suoi pezzi”.



L’esposizione è stata realizzata solo qui a Viterbo oppure è passata prima per altre città?
“Questa mostra è stata prima a Ferrara dove si è arricchita con diversi elementi del territorio. A quel punto abbiamo pensato con Sgarbi che anche a Viterbo si potesse arricchire con elementi locali. Innanzitutto frate Annio che fa dei falsi marmi. Poi Omero Bordo che inizia ad impastare terra e argilla come facevano gli etruschi con le sue opere che diventano, come lui stesso diceva, più vere dei veri. Riuscirà anche a sconfiggere l’analisi del carbonio 14, strumento fondamentale per datare un’opera”.

Come c’è riuscito?
“Non s’è capito. Omero è stato un personaggio funambolico. Prima tombarolo, è stato anche in carcere, poi ha iniziato a collaborare con la soprintendenza. Ha anche insegnato al pittore Sebastian Matta, che abitava a Tarquinia, a fare la ceramica. Un personaggio sempre sul filo del rasoio, tra il vero e il falso. Omero diceva anche che il Vaso di Eufronio al Getty Museum sia il suo”. 


Viterbo - La mostra Fakes. Il falso nell'arte da Annio ad Omero

Viterbo – La mostra Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad Omero


Perché avete scelto il Centro culturale della fondazione Carivit a Valle Faul?
“Facciamo la mostra al Centro culturale della fondazione Carivit a Valle Faul perché è un posto dove deve esserci una ciclicità di mostre. Ogni due o tre mesi ci saranno infatti delle mostre di respiro più ampio. Stiamo anche lavorando per portare la trentesima edizione della mostra dell’antiquariato”.

Negli spazi della mostra c’è anche un omaggio a Franco Maria Cordelli? Da dove nasce questa scelta?
“Sì, negli spazi della mostra c’è anche un omaggio al professor Franco Maria Cordelli, famoso pediatra viterbese. In una visita fatta nel suo palazzo in via cardinal La Fontaine, palazzo Gatti, abbiamo scoperto che Cordelli oltre ad aver fatto delle caricature molto interessanti, aveva dipinto anche tutta una serie di gatti con una buona qualità artistica. Da qui è nata l’idea di rendergli omaggio. Sia per le caricature, una piccola galleria di personaggi viterbesi famosi lungo un determinato arco di tempo. Sia per i gatti, i primi negli anni ’50, che dimostrano una certa evoluzione artistica”.

Quali sono i pezzi più importanti della mostra?
“Sono quelli di Alceo Dossena. Ce ne sono un paio che sono famosi. Uno viene da un museo di San Francisco. Il mercante che lo aveva commissionato a Dossena si inventa addirittura un ritrovamento falso in una proprietà dei conti Savelli, falsificando anche un documento in cui si parla di un contratto a Mino da Fiesole, scultore del XV secolo, cui viene attribuita l’opera. Questo pezzo finisce poi sul mercato internazionale, finendo poi a San Francisco. E questa cosa si è saputa durante il processo a Dossena. C’è poi Pedrazzoni che è l’autore di un quadro finito al Getty. Altre parti interessanti riguardano Omero Bordo, ad esempio una statua in bronzo che lui chiamava l’Enigma, un animale fantastico, via di mezzo tra una chimera e altri animali. Pesa più di 300 chili ed è lunga 2 metri e mezzo. Così come tutta una serie di altri vasi che dimostrano la genialità e l’abilità di Omero. Dopodiché dal museo civico abbiamo portato un’opera di frate Annio in cui lui, prendendo una lunetta decorata con tralci di uva e uccellini proveniente dalla cattedrale di San Lorenzo a Viterbo durante gli scavi fatti all’inizio del Novecento, crea due figure sostenendo che si tratti di un geroglifico in cui si dice che Osiride venne a Viterbo dove sconfisse i giganti. Di fatto si inventò un’origine che rivalutava gli etruschi come fondatori della città saltando a pie’ pari tutto il mondo classico”.


Viterbo - La mostra Fakes. Il falso nell'arte da Annio ad Omero

Viterbo – La mostra Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad Omero


La mostra è stata visitata?
“Sì, la mostra ha riscontrato un notevole interesse. L’hanno vista molte persone, grazie anche alla collocazione della stessa, l’esposizione si trova davanti a uno dei principali ingressi della città, Valle Faul, e grazie al fatto che la mostra è collegata al biglietto del Muvi, per cui chi va a visitare gli altri musei poi passa anche da qui. Abbiamo mediamente 90 persone al giorno. Tanti viterbesi e tanti turisti”.

Alla fine le opere esposte non sono veri e propri falsi…
“Infatti qui non parliamo di falsi. Un conto è copiare la Gioconda di Leonardo e fare un falso. Gli artisti che esponiamo lavorano invece secondo uno stile, producendo degli originali. Ad esempio, al secondo piano della mostra, c’è un tentativo di imitare Alceo Dossena, con la sua stessa firma. Ma è opera di un falsario. Proprio perché le sue opere valevano molto sul mercato. Utilizziamo la parola Fakes perché è ormai entrata nel linguaggio comune. Sono però opere in stile”.


FAKES. IL FALSO NELL’ARTE DA ANNIO AD OMERO
Viterbo – Centro culturale Valle Faul
4 dicembre 2022-20 febbraio 2023

Orari

– La mostra è aperta giovedì, venerdì, sabato, domenica e i festivi dalle 10,30 alle 18,30. Chiuso lunedì, martedì, mercoledì.

Ingresso 5 euro. Ingresso gratuito per under 12, disabili e con Viterbo Pass MuVi.

Informazioni

Centro culturale Valle Faul
Via Faul 24,26 – Viterbo
Tel. 0761.348299 – 0761.222966
ufficiostampa@comune.viterbo.it


Fotogallery: Fakes. Il falso nell’arte da Annio ad OmeroSchermata 2022-08-25 alle 03.41.59


Condividi la notizia:
22 gennaio, 2023

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/