Viterbo – (g.f.) – “Se gli alunni mettono in pratica condotte empatiche, sviluppano relazioni sociali efficaci”. La consigliera comunale Rosanna Giliberto, delegata all’Educazione e rapporti con le scuole, torna sul patto di comunità firmato tra amministrazione comunale e scuole. Le scuole dell’empatia.
Un progetto che parte con sette istituti del capoluogo ma che mira a espandersi ben oltre i confini provinciali. Dietro c’è uno studio di 20 anni che può essere un aiuto nella crescita dei giovani.
“L’obiettivo – spiega Rosanna Giliberto – è trasmettere agli alunni la necessità di mettere in atto condotte empatiche utili allo sviluppo dell’autonomia, dell’autostima e della capacità di costruire relazioni efficaci, attraverso attività e pratiche didattiche innovative. Empatia come interruttore sociale. Con la firma di questa rete, i ragazzi saranno i soggetti attivi del progetto”.
Rete della scuole dell’empatia – La firma del protocollo
Un progetto ambizioso: “Vediamo nello sviluppo dell’empatia un fattore di promozione del benessere in classe e soprattutto di contrasto ai disagi come il bullismo, la violenza di genere o le dipendenze comportamentali.
L’amministrazione comunale ha avviato programmi e azioni condivise per la cura e la presa in carico di situazioni di maggiore fragilità, la rimozione delle disuguaglianze e per prevenire e contrastare la povertà educativa”.
Si tratta di un progetto pilota a livello nazionale, che nelle intenzioni vedrà coinvolti anche istituti fuori dal territorio viterbese.
“Crediamo che una delle priorità educative per alunne e alunni delle scuole viterbesi sia di aiutarli a individuare e gestire le proprie emozioni”, spiega la sindaca Chiara Frontini.
Chiara Frontini e Rosanna Giliberto
Nei giorni scorsi la presentazione a palazzo dei Priori con la firma del patto. Presenti i professori Ulisse Mariani e Rosanna Schiralli che hanno ricordato come la loro sia una battaglia che portano avanti da 20 anni: “Con la firma – spiega Schiralli – è come se fosse nato un bambino. Grazie all’amministrazione che ha condiviso questa battaglia, ora finalmente abbiamo dato il via a queste importanti attività”.
Scendendo nel dettaglio, i laboratori sono destinati ad alunni dalla scuola dell’infanzia e alla scuola secondaria di primo grado e le attività previste sono lavori di squadra sulla didattica delle emozioni, circle time o semaforo delle emozioni.
Questa è solo una prima fase. Dal prossimo anno, “sui banchi” ci andranno anche genitori e insegnanti. Scatta per loro la formazione didattica, per essere in grado di svolgere le attività previste e diffonderle nelle scuole ai loro colleghi.
– Una rete delle scuole dell’empatia per combattere il disagio giovanile

