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Viterbo – (sil.co.) – Topo d’auto in manette, il 36enne sarebbe entrato in azione assieme a un complice con una Bmw di colore blu intestata alla madre.
Comparirà nei prossimi giorni davanti al gip Rita Cialoni per l’interrogatorio di garanzia il 36enne viterbese agli arresti domiciliari da giovedì pomeriggio in una frazione del capoluogo con l’accusa di furto aggravato in concorso con una persona non identificata.
Il furto, uno dei tanti che hanno funestato nelle ultime settimane la vita ai proprietari di auto del capoluogo, è stato commesso ai danni di un dipendente di un ristorante giapponese del capoluogo.
La vettura della vittima era parcheggiata nei pressi del locale, lo scorso 19 gennaio, all’ora di pranzo, quando l’arrestato avrebbe sottratto la somma di 800 euro in contanti, 530 dei quali in monete, prelevate la mattina stessa in banca dalla vittima.
Intanto sembra più grave di quanto non sembrasse la posizione dell’indagato, incensurato ma con precedenti, già fermato nel 2019 a Orte per un fatto analogo, che avrebbe commesso in compagnia del fratello e di un altro soggetto, e fermato con attrezzi da scasso già nel 2016, quando fu trovato in possesso di chiavi alterate nonché di grimaldelli.
Anche lo scorso 19 gennaio il 36enne avrebbe agito in coppia con un complice, assieme al quale avrebbe effettuato un sopralluogo poco prima di entrare in azione. Il complice sarebbe stato alla guida di una Bmw di colore blu. a bordo della quale la coppia è giunta nel parcheggio vicino al ristorante.
E’ emerso nel frattempo che la vettura, cui per il furto è stata apposta una targa contraffatta, sarebbe di proprietà della madre dell’arrestato.
Sceso dalla Bmw di colore blu, il 36enne avrebbe rotto con una punta di trapano uno dei finestrini della Mini Country Man presa di mira, in un parcheggio del capoluogo proprio nei pressi del ristorante di sushi, sulla quale era installato un sistema di videosorveglianza che ha ripreso il ladro in azione, sia dentro che fuori la macchina.
Nell’abitazione dell’indagato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, sono stati rinvenuti una tuta Adidas nera con tre strisce laterali di colore bianco, come quella indossata dal furfante, nonché quattro rotoli di plastica contenenti 40 monete, ciascuna da 20 centesimi, riconosciute come sue dalla parte offesa.
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Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
